Il ruolo della Banca d'Italia

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Le principali funzioni della Banca d’Italia sono dirette ad assicurare la stabilità monetaria e la stabilità finanziaria, requisiti indispensabili per un duraturo sviluppo dell’economia.

La Banca concorre alle decisioni della politica monetaria unica nell’area dell’euro ed espleta gli altri compiti che le sono attribuiti come banca centrale componente dell’Eurosistema. Cura la parte attuativa di tali decisioni sul territorio nazionale attraverso le operazioni con le istituzioni creditizie, le operazioni di mercato aperto e su iniziativa delle controparti, e la gestione della riserva obbligatoria. Può effettuare operazioni in cambi conformemente alle norme fissate dall’Eurosistema. Gestisce le riserve valutarie proprie; gestisce, inoltre, una quota-parte di quelle della BCE per conto di quest’ultima.

È responsabile della produzione delle banconote in euro, in base alla quota definita nell’ambito dell’Eurosistema, della gestione della circolazione e dell’azione di contrasto alla contraffazione.

L’Istituto promuove il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti attraverso la gestione diretta dei principali circuiti ed esercitando poteri di indirizzo, regolamentazione e controllo propri della funzione di sorveglianza. Tale attività, unitamente all’azione di supervisione sui mercati, mira più in generale a contribuire alla stabilità del sistema finanziario e a favorire l’efficacia della politica monetaria.

La Banca espleta servizi per conto dello Stato quale gestore dei compiti di tesoreria, per gli incassi e pagamenti del settore pubblico, nel comparto del debito pubblico, nell’attività di contrasto dell’usura.

Al fine di rendere più efficace l’espletamento dei compiti di politica monetaria e delle altre funzioni istituzionali, la Banca d'Italia svolge una intensa attività di analisi e ricerca in campo economico-finanziario e giuridico.

Come Autorità di Vigilanza, l’Istituto persegue la sana e prudente gestione degli intermediari, la stabilità complessiva e l’efficienza del sistema finanziario, nonché l’osservanza delle disposizioni che disciplinano la materia da parte dei soggetti vigilati.

Interviene nel campo della regolamentazione bancaria e finanziaria anche attraverso la partecipazione ai comitati internazionali. Si raccorda con le altre Autorità di controllo con cui collabora in base a diverse forme di coordinamento.

L'attività della Banca d'Italia comprende numerosi impegni internazionali che interessano le funzioni di central banking e, in particolare, i profili di stabilità finanziaria. Partecipa alla cooperazione nelle sedi europee, presso i diversi gruppi e gli organismi multilaterali. Svolge iniziative di assistenza tecnica in favore di Autorità di controllo di paesi emergenti e in transizione.

Politica monetaria

La stabilità dei prezzi, in base ai dettami del Trattato CE (art. 105), è l’obiettivo preminente assegnato all’Eurosistema, costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali degli Stati membri che hanno adottato l’euro. Fatta salva la stabilità dei prezzi, l’Eurosistema sostiene le politiche generali dell’Unione Europea, al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione, che includono un elevato livello di occupazione e una crescita economica sostenibile. L’Eurosistema persegue i propri obiettivi tramite la politica monetaria unica.

La Banca d’Italia concorre alle decisioni di politica monetaria dell’Eurosistema attraverso la partecipazione del Governatore al Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Le analisi economiche elaborate dallo staff della Banca costituiscono un importante contributo alla discussione e al processo decisionale che avviene in quella sede e nelle sedi tecniche dei Comitati e dei Gruppi di lavoro dell’Eurosistema.

L’obiettivo primario della politica monetaria è il mantenimento della stabilità dei prezzi, definito dal Consiglio come un aumento sui dodici mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo per l’area dell’euro inferiore al 2 per cento ma su livelli prossimi a tale valore.

L’Eurosistema persegue la stabilità dei prezzi su un orizzonte di medio periodo mediante la manovra dei tassi d’interesse a brevissimo termine sul mercato monetario; per mantenerli al livello ritenuto appropriato, il Consiglio si avvale di diversi strumenti, tra cui le decisioni sui tassi ufficiali e la regolazione della quantità di riserve sul mercato interbancario, effettuata attraverso le operazioni di mercato aperto.

Importanti elementi dello schema operativo adottato dall’Eurosistema sono anche le operazioni attivabili su iniziativa delle controparti (istituzioni finanziarie) e il regime della riserva obbligatoria, con il quale si impone alle istituzioni creditizie di mantenere un deposito sui conti aperti presso la banca centrale.

Le decisioni del Consiglio riguardo ai tassi d’interesse ufficiali determinano le condizioni del finanziamento delle istituzioni creditizie. Attraverso un complesso processo noto come “meccanismo di trasmissione della politica monetaria”, queste decisioni si ripercuotono, in vario grado, sui rendimenti degli altri mercati (ad esempio i tassi sui depositi e sui prestiti praticati dalle banche) e sulle decisioni di risparmio, di spesa e di investimento delle famiglie e delle imprese, fino a riflettersi sull’economia in generale e sul livello dei prezzi in particolare.

L’attuazione della politica monetaria si fonda sul principio di sussidiarietà, in base al quale le operazioni dell’Eurosistema sono di norma condotte dalle banche centrali nazionali nei rispettivi paesi.

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Cambi e Riserve ufficiali

Tra i compiti e le funzioni affidati alla Banca d’Italia nel quadro istituzionale europeo sono compresi gli interventi sul mercato dei cambi e la gestione delle riserve valutarie.

Coerentemente con le norme che disciplinano l’Eurosistema, la Banca d’Italia contribuisce agli interventi sul mercato dei cambi. Può essere chiamata a effettuare, insieme con le altre banche centrali nazionali e con la Banca centrale europea, interventi sul mercato.

La Banca d’Italia partecipa quotidianamente alla teleconferenza con le principali banche centrali al fine di stabilire i cambi indicativi di riferimento dell’euro nei confronti di 35 valute; sulla base di tali quotazioni la BCE calcola il tasso di cambio effettivo dell’euro. Inoltre, la Banca prende parte agli incontri nei quali le banche centrali aderenti ai nuovi Accordi europei di cambio riferiscono sulla loro attività in cambi.

L’ordinamento assegna la proprietà delle riserve ufficiali del Paese alla Banca d’Italia; in base all’art. 105.2 del Trattato CE, esse costituiscono parte integrante delle riserve dell’Eurosistema, congiuntamente alle riserve di proprietà della BCE.

Le riserve ufficiali nazionali rivestono una fondamentale importanza sia per la Banca sia per l’Eurosistema. In primo luogo, la BCE può richiedere alle singole banche centrali conferimenti di riserve al ricorrere di particolari esigenze. In secondo luogo, le riserve nazionali consentono di effettuare il servizio del debito in valuta della Repubblica evitando possibili effetti distorsivi sui mercati, nonché di adempiere a impegni nei confronti di organismi internazionali, come il Fondo monetario internazionale. Infine, essendo le riserve ufficiali delle singole banche nazionali parte integrante di quelle dell’Eurosistema, il loro livello complessivo e la loro corretta gestione contribuiscono alla salvaguardia della credibilità del Sistema europeo di banche centrali.

La Banca gestisce le riserve investendole direttamente sui mercati internazionali; amministra, al pari delle altre banche centrali dell’Eurosistema e sulla base di criteri e obiettivi stabiliti dal Consiglio direttivo della BCE, una quota delle riserve conferite alla Banca centrale europea sin dall’avvio dell’Unione monetaria.

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Operazioni per conto del MEF

La Banca d’Italia svolge alcune attività per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze tra cui il collocamento e il servizio finanziario dei titoli pubblici sul mercato nazionale e il servizio degli incassi e pagamenti relativi ai titoli emessi sui mercati internazionali.

La Banca d’Italia ha la responsabilità dell’organizzazione e della conduzione per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze delle attività concernenti il collocamento e il riacquisto dei titoli nonché il servizio finanziario del debito. Collabora con il Ministero nella definizione della politica di emissione, con la formulazione di ipotesi di copertura del fabbisogno mediante collocamento di titoli.

Tra le elaborazioni finanziarie della Banca connesse con queste operazioni vi è il calcolo giornaliero e la diffusione periodica del parametro “Rendistato”, che rappresenta il rendimento medio ponderato di un paniere di BTP aventi vita residua superiore all’anno.

L’Istituto effettua, ai fini della legge sull’usura e con riferimento alle categorie di operazioni di credito individuate annualmente dal Ministero, la rilevazione statistica necessaria al calcolo dei tassi di interesse effettivi globali medi.

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Portafoglio d'investimento

La gestione del portafoglio finanziario della Banca d’Italia contribuisce alla copertura dei costi e alla salvaguardia della sua solidità patrimoniale.

Oltre che detenere e gestire le riserve ufficiali del Paese, la Banca d’Italia amministra un portafoglio di altri investimenti con l’obiettivo di contribuire alla copertura dei costi aziendali e di preservare la solidità patrimoniale a fronte dei rischi ai quali essa è esposta nello svolgimento delle proprie attività istituzionali.

Gli investimenti effettuati, a qualsiasi titolo, dalla Banca sono soggetti al divieto di finanziamento monetario di cui agli artt. 101 e 102 del Trattato UE; sono pertanto proibiti gli acquisti sul mercato primario di titoli emessi da Stati membri o istituzioni dell’area dell’euro, mentre quelli sul secondario sono soggetti a soglie di monitoraggio.

Con cadenza giornaliera, inoltre, la Banca d'Italia effettua investimenti temporanei di liquidità (depositi overnight) per conto di banche centrali non appartenenti all’area dell’euro e di organismi sovranazionali, nel quadro del progetto Eurosystem Reserve Management Services sulla gestione delle loro riserve in euro.

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Sistema dei pagamenti

Il sistema dei pagamenti può essere definito come l’insieme degli strumenti, delle procedure, delle infrastrutture, delle norme e dei soggetti (intermediari e non) che concorrono a realizzare il trasferimento della moneta da un operatore all’altro.

L’intervento delle banche centrali mira a preservare la fiducia del pubblico nella moneta quale mezzo di pagamento, promuovendo condizioni di efficienza, stabilità e sicurezza. Il buon funzionamento del sistema dei pagamenti, agevolando il trasferimento della moneta fra gli operatori e favorendo lo sviluppo delle transazioni, rappresenta una condizione essenziale per la stabilità e l’efficienza dei mercati finanziari e per la crescita dell’economia reale.

L’offerta diretta dei servizi di pagamento (ruolo operativo) è una delle leve a disposizione delle banche centrali, insieme alla regolamentazione del sistema (funzione di sorveglianza) e alla cooperazione con il mercato (ruolo di catalizzatore), per promuovere il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti.

L’Eurosistema ha attribuito alla Banca d’Italia, insieme con le banche centrali di Francia e Germania, la responsabilità di realizzare e gestire la piattaforma unica del sistema dei pagamenti pan-europeo per il regolamento in tempo reale delle singole transazioni di importo elevato, TARGET2. Inoltre, l’Istituto, insieme con le banche centrali di Francia, Germania e Spagna, ha sviluppato una piattaforma unica pan-europea per i servizi di regolamento delle transazioni in titoli, TARGET2-Securities (T2S), avviata il 22 giugno 2015.  La migrazione a T2S dei depositari centrali che hanno aderito, firmando il contratto con l'Eurosistema, si è conclusa con successo il 17 settembre 2017. Infine, nel comparto dei pagamenti al dettaglio, la Banca d'Italia ha partecipato alla realizzazione di un’area unica dei pagamenti in euro (Single Euro Payments Area – SEPA), intesa come un mercato pienamente integrato e concorrenziale nel quale non sussistano differenze di trattamento tra pagamenti nazionali e transfrontalieri.

In ambito nazionale la Banca d’Italia, oltre alla componente domestica di TARGET2, gestisce anche il sistema per la compensazione dei pagamenti al dettaglio BI-Comp, che regola in TARGET2 i saldi multilaterali dei propri partecipanti. La Banca d’Italia, nel ruolo di gestore di sistemi di pagamento, definisce gli indirizzi di policy per innalzare i livelli di efficienza, affidabilità e sicurezza nell’offerta diretta dei servizi di pagamento a livello nazionale. In questo ambito, l'intervento della Banca si inserisce in un contesto europeo caratterizzato in misura sempre maggiore da forti sollecitazioni per la creazione di procedure comuni per l’area dell’euro e per l’armonizzazione del quadro normativo.

Più in generale, l’azione della Banca d’Italia nel sistema dei pagamenti, dove sono elevati i rischi di natura sistemica e i costi delle inefficienze di mercato, contribuisce - insieme a fattori quali l’innovazione tecnologica e finanziaria e la crescente integrazione internazionale del Paese - ad allineare il sistema dei pagamenti nazionale agli standard delle principali economie industrializzate.

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Supervisione sui mercati

La Banca d’Italia svolge compiti di supervisione sui mercati finanziari, con l’obiettivo di assicurare la stabilità dei sistemi, la trasparenza e la qualità dei servizi, salvaguardandone l’affidabilità e l’efficienza.

Il buon funzionamento delle infrastrutture dei mercati finanziari si riflette sull’efficacia della trasmissione degli impulsi di politica monetaria e sulla stabilità finanziaria. Uno dei principi sanciti dal nostro ordinamento è la separazione tra la funzione di gestione delle infrastrutture di mercato, affidata ad apposite società per azioni, e quella di supervisione, attribuita alle autorità.

In tale quadro la Banca d’Italia ha competenze, in varia misura condivise con la Consob, per la vigilanza sui mercati rilevanti per la politica monetaria (mercati all’ingrosso dei titoli di Stato e dei titoli obbligazionari, mercati dei derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su valute) e sulle funzioni e sui servizi necessari per completare e portare a buon fine le transazioni originate su tutti i mercati: compensazione, garanzia, liquidazione e gestione accentrata di strumenti finanziari (le cosiddette infrastrutture di post-trading). La Banca ha invece competenze esclusive sugli scambi organizzati di fondi interbancari, anch’essi rilevanti per la politica monetaria.

Le società oggetto di supervisione da parte della Banca d’Italia sono:

  • MTS spa: mercati all’ingrosso dei titoli di Stato (MTS e BondVision)
  • e-MID spa: scambi organizzati di depositi interbancari
  • Monte Titoli spa: servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari e servizio di regolamento Express II
  • Cassa di compensazione e garanzia spa: servizio di controparte centrale sui mercati azionari (a pronti e in derivati) e sull’MTS ove l’operatività è svolta insieme con la società francese LCH.Clearnet.

Nell’azione di supervisione la Banca persegue obiettivi di ordinato e regolare svolgimento delle transazioni, efficienza, affidabilità dei sistemi, contenimento del rischio sistemico.

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Sorveglianza sul sistema dei pagamenti

Sistemi di pagamento efficienti e affidabili favoriscono l’efficacia della politica monetaria, la stabilità del sistema finanziario e assicurano il mantenimento della fiducia del pubblico nella moneta, nei meccanismi per il suo trasferimento e nell’utilizzo degli strumenti di pagamento.

La sorveglianza sul sistema dei pagamenti è una funzione che le banche centrali svolgono da tempo ma il suo riconoscimento normativo è recente. In Europa, tra i compiti fondamentali del SEBC figura – ai sensi dell’art. 105, par. 2, del Trattato UE e dell’art. 3 dello Statuto della BCE – quello di “promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento”.

Nell’Eurosistema, il Consiglio direttivo della BCE ha il compito di definire la politica di sorveglianza; nell’osservanza di tali orientamenti, alle singole BCN è riservato il controllo dei sistemi nazionali, con ambiti di autonomia più incisivi nelle aree di prevalente interesse nazionale.

Nell’ordinamento italiano, l’art. 146 del TUB riconosce alla Banca d’Italia un ruolo esclusivo di promozione del regolare funzionamento del sistema dei pagamenti nonché il potere di emanare disposizioni per assicurare sistemi di compensazione e di pagamento efficienti e affidabili.

In attuazione di tale ultima previsione, la Banca d’Italia emana disposizioni volte a dare trasparenza all’azione di sorveglianza, chiarendo obiettivi, ambito di applicazione e strumenti di esercizio della funzione; fornisce, nell’ambito dell’Eurosistema, contributi di analisi e di proposte in materia di sorveglianza partecipando ai lavori dei comitati che discutono delle politiche riguardanti il sistema dei pagamenti.

L’azione di sorveglianza si rivolge ai sistemi di pagamento (pubblici e privati), alle infrastrutture e agli strumenti di pagamento e si svolge lungo tre direttrici principali: 1) il completamento dell’integrazione monetaria; 2) il mantenimento della stabilità finanziaria; 3) la promozione dell’innovazione tecnologica.

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Tesoreria

La Banca d’Italia è il tesoriere dello Stato. Gestisce le operazioni di incasso e pagamento disposte dalle Amministrazioni statali, sia a livello di tesoreria provinciale che centrale. Svolge il servizio di cassa per conto di amministrazioni pubbliche.

La Banca d’Italia svolge il servizio di Tesoreria provinciale e centrale dello Stato: esegue le disposizioni di pagamento emesse dalle amministrazioni dello Stato; riscuote le somme dovute a qualsiasi titolo allo Stato, sia direttamente sia indirettamente attraverso le banche, le Poste e i concessionari della riscossione; riceve e custodisce depositi in buoni postali e contante. Nell’attività di tesoreria rientrano anche i regolamenti dei pagamenti del debito pubblico e la rendicontazione nei confronti delle amministrazioni e della Corte dei Conti.

L’integrazione dei circuiti della tesoreria statale e dei regolamenti interbancari è alla base della “tesoreria telematica”, incentrata sul Sistema informatizzato dei pagamenti della pubblica Amministrazione (SIPA) che, attraverso la dematerializzazione dei documenti contabili previsti dalla contabilità di Stato e l’utilizzo dei circuiti bancario e postale per l’esecuzione dei pagamenti, consente di ottimizzare il controllo sui flussi finanziari e informativi relativi ai pagamenti pubblici.

La Banca gestisce poi il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE) che mira a rendere disponibili per il Ministero dell’Economia e delle finanze informazioni analitiche e omogenee sugli incassi e i pagamenti delle Amministrazioni pubbliche. L’archivio potrà essere utilizzato per rilevare il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e migliorare la gestione dei conti, in modo da verificare costantemente il rispetto delle regole di bilancio stabilite in ambito europeo.

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Emissione di biglietti

La Banca d’Italia emette le banconote in euro, in base ai principi e alle regole fissati nell’Eurosistema, ed ha il controllo di tutta la circolazione monetaria presente nel Paese.

La Banca d'Italia emette le banconote in euro, in circolazione dal 1° gennaio 2002. Nell'ambito dell'Eurosistema e nel quadro dei principi che disciplinano la funzione di emissione, produce il quantitativo di banconote in euro assegnatole, immette le banconote nel circuito degli scambi e provvede al ritiro e alla sostituzione dei biglietti deteriorati, partecipa all'attività di studio e sperimentazione di nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti, contribuisce alla definizione di indirizzi comuni per quanto riguarda la qualità della circolazione e l'azione di contrasto della contraffazione.

La Banca d’Italia stampa le banconote in euro sulla base di un programma che prevede l’assegnazione ad ogni stamperia dell’Eurosistema di una produzione limitata a due, tre tagli.

Nell’azione di contrasto della contraffazione delle banconote, la cooperazione della Banca d’Italia con le altre componenti dell’Eurosistema si è tradotta nella realizzazione di un sistema informatico di raccolta e monitoraggio dei dati sulle contraffazioni - il Counterfeit Monitoring System (CMS) - e di uno schema organizzativo che vede operare differenti istituzioni. In via autonoma, poi, la Banca ha contribuito, con l’Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento e con le Forze dell’ordine, all’attività formativa, in materia di riconoscimento delle banconote contraffatte, delle Forze di Polizia nazionali e di altri paesi, degli operatori della pubblica Amministrazione e di gestori professionali del contante.

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Ricerca economica e relazioni internazionali

Alla base dell'efficace svolgimento delle proprie funzioni la Banca d'Italia pone una intensa attività di analisi e ricerca in campo economico e finanziario e in campo giuridico. Esercita compiti di consulenza nei confronti del Parlamento e del Governo in materia di politica economica e finanziaria e prende parte al dibattito scientifico generale. Nell'ambito dei rapporti con l'estero partecipa all'attività dei principali organismi monetari e finanziari internazionali.

Le attività di analisi e ricerca che vengono svolte dalla Banca d'Italia, in particolare in campo economico e statistico, contribuiscono al disegno della politica monetaria nell'area dell'euro, all'adempimento delle altre funzioni istituzionali nonché alla formulazione e alla valutazione di proposte nei diversi ambiti della politica economica.

Più direttamente connesse con gli indirizzi della politica monetaria sono le iniziative volte alla messa a punto di una serie di strumenti metodologici per l'analisi congiunturale e per la formulazione di previsioni dei principali aggregati macroeconomici e finanziari.

La ricerca su materie economiche e statistiche in Banca d'Italia viene condotta prevalentemente nel Dipartimento Economia e statistica. L'analisi dei fenomeni economici e finanziari rilevanti nei mercati locali viene curata attraverso strutture per la ricerca economica territoriale, presenti in tutte le regioni italiane.

I lavori di ricerca sono in gran parte destinati alla diffusione attraverso le collane dell'Istituto, riviste specializzate, volumi pubblicati da case editrici nazionali e internazionali. Nella voce "Pubblicazioni esterne" della sezione "Ricerca economica e relazioni internazionali" è disponibile l'elenco dei lavori, prodotti a far tempo dal 1990, che sono stati pubblicati in riviste o in libri.

Nel quadro della cooperazione internazionale la Banca d'Italia è impegnata sui diversi temi di ordine monetario e finanziario a livello europeo, con le altre banche centrali, nei principali gruppi e organismi multilaterali.

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Vigilanza

Come Autorità di Vigilanza, la Banca d’Italia svolge le funzioni dirette al mantenimento della stabilità finanziaria in base ai poteri e alle responsabilità di controllo sui singoli intermediari e sul sistema finanziario complessivo che le derivano dall’ordinamento nazionale.

La Banca d'Italia esercita, in armonia con le disposizioni comunitarie, i poteri di vigilanza nei confronti delle banche, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari, avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all'efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all'osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria.

L’Istituto dispone di autonoma capacità normativa, esercita i controlli sugli intermediari, svolge compiti di tutela della trasparenza delle condizioni contrattuali delle operazioni bancarie e finanziarie e promuove comportamenti da parte degli intermediari improntati, oltre che al rispetto formale degli obblighi di legge, anche al miglioramento su un piano sostanziale dei rapporti con la clientela.

I poteri di controllo sono esercitati nel rispetto della natura imprenditoriale dei soggetti vigilati, i quali determinano in autonomia strategie, modelli organizzativi e politiche di investimento nell'ambito di un sistema di regole generali di natura prudenziale.

Principale parametro di riferimento della regolamentazione prudenziale per la stabilità degli intermediari è il patrimonio: la disponibilità di mezzi propri adeguati rispetto ai rischi assunti accresce la capacità dell’impresa di assorbire perdite impreviste. Di grande rilievo è anche la qualità degli assetti organizzativi dei soggetti vigilati.

L’azione di controllo nei confronti delle banche e degli altri intermediari viene svolta attraverso analisi e interventi finalizzati a individuare tempestivamente segnali di potenziale anomalia nei loro assetti tecnico-organizzativi e a sollecitarne la rimozione mediante appropriate misure correttive. L’azione si articola in controlli di tipo documentale – basati sulla raccolta, l’elaborazione e l’analisi sistematica di un complesso di informazioni di natura statistico-contabile e amministrativa – e controlli ispettivi presso gli intermediari, diretti a verificare qualità e correttezza dei dati trasmessi e ad approfondire la conoscenza di aspetti organizzativi e gestionali. Misure specifiche vengono assunte in presenza di aspetti critici nella situazione finanziaria degli operatori.

L’Istituto è impegnato attivamente nei comitati internazionali che realizzano la cooperazione e nelle sedi tecniche che contribuiscono alla predisposizione della normativa comunitaria e alla convergenza delle prassi di vigilanza; partecipa alla formulazione di regole di condotta (best practices) e discipline prudenziali comuni, atte ad assicurare parità di trattamento per gli intermediari operanti su scala internazionale e a prevenire fenomeni di arbitraggio regolamentare.

La Banca d’Italia è impegnata inoltre nella prevenzione dei comportamenti illeciti nel settore finanziario, del riciclaggio e dell’usura; al fine di salvaguardare l’integrità del sistema emana istruzioni agli intermediari, adottando, ove del caso, provvedimenti sanzionatori.

Collabora con l’Autorità Giudiziaria e gli altri organi inquirenti nel contrasto della criminalità economica.

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Gestione delle crisi

Gli intermediari bancari e finanziari sono imprese e, al pari delle altre, possono entrare in crisi, soprattutto se gestite in modo non prudente.

A differenza di altre imprese, tuttavia, il fallimento di un intermediario può causare difficoltà anche a soggetti non in crisi, minacciare la stabilità complessiva del sistema e ripercuotersi negativamente sull’economia. Per questa ragione le azioni correttive che gli organi aziendali possono attivare sono integrate da poteri attribuiti alle autorità pubbliche incaricate delle attività di vigilanza e di risoluzione. Le autorità possono intervenire, con modalità commisurate alla gravità della crisi, per contenere gli oneri a carico dei soggetti coinvolti nel dissesto, preservare la continuità dei servizi bancari e finanziari essenziali, evitare il contagio e tutelare la fiducia di depositanti e risparmiatori.

Le autorità di vigilanza, oltre a definire le norme e a esercitare controlli e poteri sanzionatori, dispongono di strumenti di intervento precoce per gestire le situazioni di difficoltà, con l’obiettivo di ridurre la probabilità e l’impatto di un’eventuale crisi sulle funzioni essenziali svolte dagli intermediari e sulla stabilità complessiva del sistema. Le riforme in atto a livello globale e nell’Unione europea mirano a ridurre il più possibile questa probabilità, ma non possono azzerarla.

Nei casi in cui la crisi dell’intermediario sia ritenuta irreversibile e la capacità di proseguire l’attività sia compromessa, è necessario favorire un’ordinata uscita dell’intermediario dal mercato; questa fase viene seguita dall’autorità di risoluzione.

A livello comunitario, il ruolo e le modalità di intervento dell’autorità di risoluzione sono stati oggetto di modifiche normative volte a introdurre, per le banche e per alcune società di intermediazione mobiliare (SIM), una nuova procedura armonizzata – la risoluzione – comune agli Stati membri dell’area dell’euro, in modo da superare i problemi determinati dalla frammentazione delle procedure nazionali.

Il quadro normativo intende inoltre assicurare che il costo degli interventi di risanamento delle banche in crisi ricada sugli azionisti e sui creditori piuttosto che sui contribuenti. A questo obiettivo rispondono le norme in tema di salvataggio interno (bail-in), che prevedono la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la conversione di questi ultimi in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca.

Dal 21 settembre 2015 la Banca d’Italia riveste il ruolo di autorità di risoluzione per il nostro paese. Per lo svolgimento delle attività connesse con il nuovo ruolo è stata costituita l’Unità di risoluzione e gestione delle crisi, collocata alle dirette dipendenze del Direttorio; questa soluzione organizzativa, in linea con le previsioni normative, è finalizzata a garantire indipendenza operativa e a evitare conflitti di interesse tra la funzione di risoluzione e quella di vigilanza. L’Unità e il Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria collaborano strettamente nella gestione degli interventi precoci
e delle diverse fasi della risoluzione.

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Operazioni in cambi

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