Accesso ai dati della Centrale di allarme interbancariae richieste di chiarimenti sul funzionamento dell'archivio

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Che cos'è

Il servizio permette di conoscere i dati registrati a proprio nome nell'archivio della Centrale di allarme interbancaria (CAI), di controllare se un assegno o una carta di pagamento risultino bloccati, ovvero di chiedere chiarimenti sul funzionamento dell'archivio CAI. Il servizio è gratuito.

La CAI serve a sanzionare e prevenire l'utilizzo anomalo degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, ad aumentarne la sicurezza e a rafforzare la fiducia dei cittadini in questi strumenti di pagamento. È gestita dalla Banca d'Italia e in essa sono iscritti, per il periodo di durata indicato, i dati che seguono:

  • le generalità di chi ha emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari (periodo di iscrizione: sei mesi);
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali emessi senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari (periodo di iscrizione: sei mesi);
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali non restituiti dopo la revoca dell'autorizzazione (periodo di iscrizione: dieci anni);
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali dei quali sia stato denunciato il furto o lo smarrimento o bloccati per altri motivi (periodo di iscrizione: dieci anni);
  • le generalità dei soggetti ai quali è stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo di carte di pagamento a seguito di mancato pagamento o mancata costituzione dei fondi relativi alle transazioni effettuate (periodo di iscrizione: due anni);
  • i dati delle carte di pagamento revocate e di quelle sottratte o smarrite (periodo di iscrizione: due anni);
  • le generalità dei soggetti ai quali sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie da parte dei Prefetti per aver emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari (periodo di iscrizione: da due a cinque anni);
  • le generalità dei soggetti ai quali sono state applicate sanzioni penali dall'Autorità giudiziaria per l'inosservanza degli obblighi imposti come sanzione amministrativa accessoria (periodo di iscrizione: da due a cinque anni).

I dati restano iscritti per il rispettivo periodo di durata e vengono cancellati automaticamente alla data di scadenza, pertanto nell'archivio non sono contenuti "dati storici".

L'inserimento dei dati nell'archivio è eseguito direttamente dagli enti segnalanti privati (banche, uffici postali, intermediari emittenti carte di pagamento) e pubblici (Prefetture e Autorità giudiziaria).

Eventuali contestazioni o richieste di correzione o cancellazione dei dati raccolti nella CAI devono essere rivolte agli enti segnalanti, che sono responsabili della correttezza delle informazioni inserite e sono tenuti a cancellare e a correggere le segnalazioni errate nel più breve tempo possibile.

Chi può fruirne

  • Le persone fisiche possono accedere alle informazioni registrate a proprio nome, direttamente oppure su richiesta presentata dal loro tutore, curatore o erede (compreso il chiamato all'eredità), delegato, OCC, ecc.
  • Le persone giuridiche, quali società, associazioni, enti e organismi, possono accedere ai dati registrati a loro nome, su richiesta del legale rappresentante (o della persona fisica legittimata in base ai rispettivi statuti o ordinamenti), dei soci di S.r.l. e dei soci illimitatamente responsabili delle società di persone, del curatore fallimentare, ecc.

È inoltre possibile accedere ai dati non nominativi per verificare l'eventuale blocco di un assegno (conoscendo il numero dell'assegno, il codice ABI della banca emittente e il CAB dello sportello bancario) o di una carta di pagamento (conoscendo il PAN CARTA- Primary Account Number: è il numero identificativo comunicato dall'emittente nel contratto; è un numero univoco e può non coincidere con il numero stampigliato sulla carta).

Come

  • Rivolgendosi alla Banca d'Italia:
    • tramite la piattaforma "Servizi online", selezionando il box "Richiedi i dati". La richiesta dovrà essere corredata della documentazione di supporto in formato pdf. L'esito della richiesta sarà trasmesso dalla Banca d'Italia all'indirizzo di posta o alla casella di posta elettronica certificata (PEC) indicati dall'utente.
    • con una richiesta in forma cartacea, da compilare liberamente, fornendo gli elementi identificativi (cognome, nome, codice fiscale, data di nascita), o utilizzando il modulo scaricabile da questa pagina o ritirato presso le Filiali. La richiesta può essere inviata per PEC, posta elettronica, posta ordinaria o via fax a una qualunque delle Filiali della Banca d'Italia che offrono il servizio, allegando copia leggibile del proprio documento di identità valido. La risposta sarà inviata all'indirizzo di posta o alla casella di posta elettronica certificata indicati nella richiesta. La richiesta può essere presentata anche di persona presso una qualunque delle Filiali che offrono il servizio, portando con sé un documento di identità e comunicando il codice fiscale; in questo caso la risposta è fornita, di norma, contestualmente.

    È possibile anche incaricare un delegato, che dovrà presentare la delega e una fotocopia del documento di identità del delegante.
    Qualora la tipologia della richiesta lo richieda, dovrà essere fornita l'eventuale ulteriore documentazione di supporto.
    Il servizio è offerto gratuitamente dalla Banca d'Italia.
  • Con una richiesta agli enti segnalanti privati (banche, uffici postali, intermediari finanziari vigilati che emettono carte di pagamento), che sono tenuti a fornire le informazioni relative ai dati personali e possono offrire il servizio di consultazione delle carte di pagamento e degli assegni bancari e postali smarriti, sottratti o bloccati.

  • Sul sito della SIA SpA, dove è possibile verificare la corretta circolazione degli assegni conoscendone il numero, il codice ABI della banca emittente e il CAB dello sportello bancario. I dati sono aggiornati quotidianamente.

Richiesta chiarimenti

La Banca d'Italia offre la possibilità, a chiunque ne abbia interesse, di richiedere chiarimenti sul funzionamento della CAI. La richiesta può essere inviata tramite la piattaforma "Servizi online", selezionando il box "Richiedi informazioni"; in alternativa è possibile inoltrare una richiesta scritta per PEC, posta elettronica, posta ordinaria o via fax a una qualunque delle Filiali della Banca d'Italia che offrono il servizio.

Informazioni utili

Gli enti segnalanti privati (banche, uffici postali, intermediari finanziari vigilati che emettono carte di pagamento) e pubblici (Prefetture e Autorità giudiziaria) sono responsabili della correttezza delle segnalazioni inviate alla CAI. Eventuali contestazioni o richieste di correzione o cancellazione dei dati devono quindi essere rivolte direttamente agli enti segnalanti, che sono tenuti a cancellare e correggere le segnalazioni errate nel più breve tempo possibile.

È possibile segnalare alla Banca d'Italia comportamenti ritenuti irregolari o scorretti da parte di banche, uffici postali o intermediari finanziari emittenti carte di pagamento presentando un esposto.

Per la tutela dei propri diritti e interessi è possibile rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e intermediari bancari e finanziari, al Garante per la protezione dei dati personali o all'Autorità Giudiziaria.

Moduli

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Filiali

La Banca d'Italia opera sul territorio con Filiali insediate nei capoluoghi regionali e in alcuni capoluoghi di provincia.

Centrale di allarme interbancaria (CAI)

Presso la Banca d'Italia è istituito un archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (cosiddetta Centrale di allarme interbancaria, CAI) che costituisce un servizio di interesse economico generale finalizzato ad assicurare il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti.