La serie delle monete in euro è composta da otto tagli con i seguenti valori facciali: 1, 2, 5, 10, 20 e 50 euro cent, e 1 e 2 euro.

Le otto monete si diversificano per dimensioni, peso, materiale, spessore e colore, nonché per la configurazione del bordo rispetto ai tagli contigui. Tali caratteristiche ne facilitano il riconoscimento da parte di persone con problemi visivi o completamente non vedenti (Regolamento (CE) N. 975-98 riguardante i valori unitari e le specifiche tecniche).

Nel 1996 il Consiglio dei Ministri finanziari della UE (ECOFIN) stabilì che le monete in euro avrebbero avuto una faccia comune europea e una nazionale, con disegno scelto liberamente dagli Stati membri con l'unico obbligo della presenza delle 12 stelle dell'Unione europea.

Anche se hanno facce nazionali differenti, le monete possono essere utilizzate e circolare in tutti gli Stati aderenti all'euro, indipendentemente dallo Stato emittente. Il Principato di Monaco, la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano, pur non facendo formalmente parte dell'Unione europea, hanno la facoltà di emettere monete in euro aventi corso legale in tutta l'area dell'euro con proprie facce nazionali.

In relazione al limite posto al potere liberatorio, l'art. 11 del Regolamento (CE) N. 974-98 stabilisce che, a eccezione dell'autorità emittente, nessuno è obbligato ad accettare più di 50 monete metalliche in un singolo pagamento, a prescindere dal taglio. In Italia le monete sono coniate dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, in qualità di ente emittente, provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale avvalendosi delle Filiali della Banca d'Italia.

Le monete danneggiate possono essere presentate alle Filiali della Banca d'Italia che provvedono al loro inoltro all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

L'attività di ricircolo (reimmissione in circolazione) delle monete in euro è disciplinata dal Regolamento Ue n. 1210 del 15 dicembre 2010, in materia di autenticazione delle monete in euro e trattamento delle monete non adatte alla circolazione. Esso prevede l'obbligo per i gestori delle monete (banche e società di servizi), che intendano rimettere in circolazione ("ricircolare") monete ricevute in versamento, di verificarle mediante apparecchiature rientranti in un apposito elenco tenuto dalla Commissione europea o, in alternativa, mediante controlli manuali effettuati da personale debitamente addestrato. Nel nostro Paese i poteri regolamentari nei confronti dei gestori delle monete fanno capo al Ministero dell'economia e delle finanze; all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sono attribuite le funzioni di controllo sulla capacità dei gestori di autenticare le monete in euro in conformità con le previsioni del citato Regolamento Ue.

Facce comuni

Nel giugno del 1997 per la faccia comune furono scelti i bozzetti creati da Luc Luycx, della Zecca Reale del Belgio.

Le monete da 1, 2, e 5 centesimi recano l'immagine dell’Europa rispetto all'Africa e all'Asia; le monete da 10, 20, 50 centesimi e da 1, 2 euro recano l'immagine dell’Unione europea, come unico insieme di singole nazioni, prima dell'allargamento da 15 a 25 Stati membri del 1° maggio 2004, oppure, dal 1° gennaio 2007, una cartina geografica dell'Europa.

Facce Italia

In Italia la selezione delle immagini da riprodurre sulle monete in euro è stata effettuata in via preliminare da una commissione tecnico-artistica nazionale e si è conclusa attraverso il voto dei cittadini nel corso di una trasmissione televisiva.

Ogni moneta presenta un diverso simbolo, scelto fra i più celebri capolavori italiani.

Caratteristiche di sicurezza

Le monete in euro sono prodotte con tecnologie avanzate. Per tale ragione esse presentano caratteristiche di sicurezza, verificabili da dispositivi automatici, che ne rendono difficile la falsificazione e possono essere utilizzate nei distributori automatici di tutta l’area dell’euro, indipendentemente dal Paese in cui sono state coniate.

Grazie a un sofisticato processo di fabbricazione, i tagli di valore più elevato (1 e 2 euro) sono realizzati con una composizione a strati e bimetallica che conferisce particolari proprietà magnetiche.

La moneta da 2 euro presenta una fine iscrizione incisa sul bordo, diversa per ciascun paese. Le monete da 10, 20 e 50 centesimi sono prodotte con una lega speciale (Nordic gold), difficile da fondere, quindi da contraffarre, e utilizzata esclusivamente per il conio.

Monete celebrative

Ogni anno ciascuno degli Stati membri che ha adottato l’euro può emettere monete celebrative per ricordare eventi o personalità rilevanti (Raccomandazione della Commissione del 29/09/2003 – G.U. 15/10/2003).

A questo scopo possono essere utilizzate soltanto monete da 2 euro, le quali presentano da un lato la consueta faccia comune e dall’altro quella prescelta dal Paese emittente e riferita all’evento o al personaggio da commemorare. Tali monete, al pari di quelle di serie ordinaria, godono di libera circolazione all’interno dell’area dell’euro.

Anche il Principato di Monaco, la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano possono emettere monete della specie.

Monete da collezione

Una quota delle monete emesse dagli Stati membri è riservata ai collezionisti.

Si tratta di serie complete di monete (da 1 centesimo a 2 euro) particolarmente curate nel conio, generalmente custodite in confezioni di pregio, il cui prezzo di acquisto è superiore al valore nominale.

Son inoltre emesse monete in metallo prezioso di taglio non standard (5 e 10 euro in argento, 20 e 50 euro in oro).

Mentre le serie complete da collezione (da 1 centesimo a 2 euro) sono considerate in circolazione ordinaria in tutta l’area dell’euro, le monete in metallo prezioso hanno circolazione solo nel Paese emittente.

Il servizio di prenotazione e vendita è curato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Monete non adatte alla circolazione

Con il termine ”non adatte alla circolazione” si intendono le monete in euro che presentano difetti o le cui caratteristiche tecniche e identificative sono considerevolmente mutate (per dimensioni, forma, peso, colore, o per corrosione e danni ai bordi) a causa del logorio o di eventi accidentali.

Come previsto dall’art. 8, co. 2, del Regolamento UE N. 1210/2010, “Gli Stati membri rimborsano o sostituiscono le monete in euro diventate non adatte a causa di un lungo utilizzo o incidentalmente o che siano state scartate durante il processo di autenticazione per qualsiasi altra ragione. Gli Stati membri possono rifiutare di rimborsare monete in euro non adatte alla circolazione che sono state alterate deliberatamente o a causa di un procedimento avente l’effetto prevedibile di alterarle, …”.

In Italia, ai sensi dell’art.97 del D.L. 1/2012 convertito, con modifiche, nella Legge n. 27 del 24/01/2012 , le monete metalliche in euro non adatte alla circolazione che siano state deliberatamente alterate o sottoposte a procedimenti aventi il prevedibile effetto di alterarle non possono essere rimborsate. A titolo esemplificativo e non esaustivo, nel novero delle monete sottoposte a procedimenti aventi il prevedibile effetto di alterarle, e quindi non rimborsabili, vanno ricomprese quelle danneggiatesi in relazione a procedimenti quali la rottamazione di auto, la separazione e il riciclo di rottami metallici, e simili. Analogamente, non vengono rimborsate le monete che rechino sfregi o simboli che mostrino l’intendimento di offesa allo Stato.

I gestori professionali del contante inviano le monete in euro non adatte alla circolazione direttamente al CNAC, presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, competente per valutarne la rimborsabilità. I cittadini e gli altri soggetti diversi dai gestori professionali del contante presentano invece le monete in euro non adatte alla circolazione presso le Filiali della Banca d'Italia che provvedono al loro invio al CNAC. Nei casi in cui l’inidoneità alla circolazione sia dovuta al fisiologico logorio delle monete dovuto al loro prolungato utilizzo nella circolazione, la Banca d’Italia provvede direttamente al rimborso a favore dei presentatori, inviando quindi le monete al CNAC a proprio nome. Nei casi in cui l’inidoneità sia tale da sollevare dubbi sulla rimborsabilità delle monete, la Banca d’Italia le ritira senza convertirle, rilasciando al presentatore una ricevuta e le inoltra al CNAC che ne valuterà la rimborsabilità. In questi ultimi casi, ai sensi dell’art. 7 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 21 aprile 2015 , le monete inidonee vanno presentate alla Banca d’Italia unitamente al modello D (allegato al citato decreto), nel quale vanno tra l’altro specificate le cause del danneggiamento, nel rispetto degli standard di confezionamento di seguito richiamati.

Gli standard di confezionamento prevedono che le monete non adatte alla circolazione vadano presentate, distinte per taglio, in contenitori standardizzati nei quali vanno inserite:

  • 500 monete per i tagli da EUR 2 e EUR 1
  • 1.000 monete per i tagli da EUR 0,50, EUR 0,20 e EUR 0,10
  • 2.000 monete per i tagli da EUR 0,05, EUR 0,02 e EUR 0,01
  • in caso di quantità inferiori, 100 monete per taglio.

Il presentatore delle confezioni (persona fisica o giuridica) deve fornire un elenco dei contenitori consegnati, ciascuno dei quali contrassegnato da un identificativo. Su ogni contenitore devono essere riportati: i dati identificativi del presentatore; il valore e il taglio contenuti; il peso; la data d'imballaggio; l’identificativo della confezione.

Devono essere utilizzate, come contenitori, buste di plastica trasparenti autosigillanti, comunemente reperibili in commercio. Qualora il quantitativo totale delle monete in euro non adatte alla circolazione sia inferiore a quelli sopra riportati, le monete in euro debbono essere distinte per taglio e possono essere consegnate in imballaggi non standardizzati.

Qualora le monete siano state trattate con sostanze chimiche o altre sostanze pericolose, debbono essere predisposte confezioni a sé stanti accompagnate da una dichiarazione scritta che precisi le sostanze esatte impiegate.

Analogamente, nel caso di monete non adatte alla circolazione raccolte a fini caritatevoli (es., monete gettate nelle fontane), i presentatori debbono predisporre imballaggi standardizzati a sé stanti accompagnati da una dichiarazione nella quale si esplicitino la natura del danneggiamento e le specifiche circostanze che lo hanno determinato.

Ai sensi dell’art. 10 del citato DM, non si applicano commissioni sulle monete non adatte alla circolazione consegnate tramite la Banca d’Italia sino a un massimo di un chilogrammo di monete per singolo esibitore, taglio e anno. Nel caso in cui tale limite sia superato, le eccedenze sono assoggettate a commissioni, trattenute all’atto del rimborso, pari al 5% del valore nominale delle monete inviate; detta commissione viene incrementata di un ulteriore 15% nel caso in cui il C.N.A.C. – rilevando, in fase di controllo delle confezioni di monete, anomalie rispetto ai sopra citati requisiti di confezionamento - debba procedere ai controlli in dettaglio delle confezioni stesse.

Qualora nel quantitativo oggetto di una consegna siano presenti monete trattate con sostanze chimiche o altre sostanze pericolose - ferma restando la facoltà del C.N.A.C.e della Banca d’Italia di rifiutare tali monete – le suddette commissioni sono ulteriormente incrementate del 20% del valore nominale delle monete consegnate.

Monete sospette di falsità

Le norme che regolano il trattamento delle monete in euro sospette di falsità sono contenute nel Decreto 1° marzo 2002 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che recepisce le indicazioni del Regolamento (CE) N. 1338/2001 del Consiglio del 28/06/2001.

Nel citato decreto sono individuati i soggetti obbligati a ritirare dalla circolazione le monete in euro sospette di falsità nel momento in cui ne vengono in possesso per qualunque motivo; tra questi, ad esempio, sono compresi le banche, la società Poste Italiane, le imprese e le società di investimenti, le società di gestione del risparmio, gli intermediari finanziari, gli agenti di cambio, le imprese di assicurazioni.

Tali soggetti, dopo aver rilasciato al presentatore un verbale di ritiro, devono immediatamente inoltrare le monete sospette di falsità al Centro Nazionale di Analisi (CNAC) istituito presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Se dalla successiva perizia tecnica le monete risultassero legittime, la Zecca dello Stato comunicherà l’esito dell’esame alla Cassa Speciale per le monete a debito dello Stato, che provvederà a rimborsare all’esibitore gli importi delle monete ritirate. Se, al contrario, ne venisse accertata la falsità, nessun rimborso è dovuto all’esibitore.

Versamento monete euro da parte di banche e Poste Italiane S.p.A.

Dal primo gennaio 2008, la Banca d'Italia ha istituito presso la filiale di Roma CDM un punto operativo dove le banche e la società Poste Italiane possono versare le monete in euro in esubero. Tali monete sono successivamente utilizzate per rifornire il sistema creditizio e postale. A tal fine è stato definito uno standard di confezionamento che consente di identificare i soggetti (banche o società di servizi) che hanno effettuato la selezione e la preparazione delle monete.

Per poter effettuare le operazioni di versamento e prelevamento delle confezioni, le banche e le Poste devono rilasciare un'apposita manleva per il versamento e il prelevamento di monete e, laddove intendano avvalersi di società di servizi, inoltrare una comunicazione per la designazione degli addetti di tali società incaricati delle operazioni di versamento e/o di ritiro di scatole di monete.

Tale documentazione, il cui schema può essere richiesto a una qualsiasi filiale della Banca d'Italia, deve essere presentata alla filiale di Roma CDM. Le banche che non operano sulla piazza di Roma debbono far pervenire la necessaria documentazione alla filiale della Banca d'Italia di conto che provvede al successivo inoltro alla filiale di Roma CDM. Le operazioni di versamento e prelevamento devono essere prenotate e concordate con la filiale di Roma CDM.

Le monete debbono essere confezionate in scatole monotaglio di cartone non trasparente e contenere rotolini di monete, seguendo il seguente schema:

 
Tagli Rotolini per scatola Monete per rotolino Numero di monete
1 centesimo 96 50 4.800
2 centesimi 88 50 4.400
5 centesimi 70 50 3.500
10 centesimi 70 40 2.800
20 centesimi 63 40 2.520
50 centesimi 48 40 1.920
1 euro 48 25 1.200
2 euro 48 25 1.200

Sulle scatole deve essere presente un'etichetta con le seguenti informazioni:

  • denominazione dell'operatore che ha eseguito il confezionamento,
  • taglio,
  • quantità e l'importo delle monete contenute nella scatola nonché l'indicazione della banca che ha assunto gli impegni con la Banca d'Italia.

Ogni rotolino dovrà riportare l'indicazione del Paese (IT per l'Italia) e il codice dell'operatore del contante che ha provveduto alla selezione e al confezionamento delle monete. Tali codici sono attribuiti dalla Banca d'Italia su richiesta delle società interessate da inoltrare a:

Banca d'Italia
Servizio Cassa Generale
Divisione Analisi della circolazione e movimenti fondi
Via Nazionale, 91
00184 Roma

Procedura sanzionatoria per violazione della normativa in materia di monetazione metallica

La deliberazione della Banca d'Italia del 23 luglio del 2008 - pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Generale, n. 189 del 13 agosto del 2008 - disciplina lo svolgimento della procedura sanzionatoria prevista per la violazione delle disposizioni in materia di monetazione metallica, nonché degli obblighi di segnalazioni statistiche in materia valutaria e di bilancia dei pagamenti.

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