Rapporto Ambientale - 2022

Premessa

Gli obiettivi ambientali dell'Agenda 2030 dell'ONU, l'Accordo di Parigi sul clima, le strategie europee e nazionali in materia di ambiente richiedono l'impegno concreto di tutte le componenti della società, a partire dalle Istituzioni.

In linea con il documento di Politica ambientale, la Banca d'Italia è impegnata a dare il proprio contributo in tale ambito, attraverso lo svolgimento delle funzioni istituzionali (investimenti finanziari, vigilanza su banche e intermediari, analisi e ricerca economica, produzione ed emissione delle banconote), nonché riducendo progressivamente l'impronta ambientale e carbonica delle proprie attività, nel cammino verso un obiettivo di lungo periodo di emissioni nette pari a zero (net zero). Lo scorso anno, in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP26, l'Istituto ha ribadito il proprio impegno nel contrasto al cambiamento climatico e a favore della misurazione e gestione dei rischi ad esso collegati.

Sintesi

Con il Rapporto ambientale, pubblicato per la prima volta nel 2010, la Banca dà conto dell'impatto delle proprie attività sull'ambiente, nonché delle azioni realizzate per ridurlo. L'edizione di quest'anno si arricchisce di due nuove sezioni dedicate rispettivamente alle tavole statistiche, che contengono indicatori quantitativi di dettaglio, e alle note metodologiche, che forniscono informazioni sulla metodologia di calcolo degli indicatori ambientali. Tale metodologia è stata rivista e aggiornata rispetto all'edizione precedente del Rapporto con particolare riguardo alle emissioni di gas serra (cfr., nelle Note metodologiche, la voce: Emissioni di gas serra). Nello specifico, a partire dal triennio 2019-21 è stato notevolmente ampliato il perimetro di calcolo dell'impronta carbonica della Banca, soprattutto per tener conto delle emissioni indirette lungo l'intera catena del valore (Scope 3; cfr. il riquadro: L'ampliamento del perimetro di rendicontazione delle emissioni di gas serra). Inoltre da quest'anno sono stati considerati anche i consumi di edifici, tra cui la Sadiba di Perugia, che in precedenza non erano inclusi nel perimetro di rendicontazione (cfr., nelle Note metodologiche, la voce: Confini organizzativi). Le modifiche introdotte non rendono possibile un raffronto diretto tra i dati illustrati in questa edizione del Rapporto e quelli pubblicati in precedenza. Le scelte metodologiche adottate si basano sulle migliori prassi e sulle basi dati al momento disponibili. Sono pertanto sottoposte a un continuo vaglio critico e potranno evolvere in funzione dei progressi su questi temi.

L'ampliamento del perimetro di rendicontazione delle emissioni di gas serra

Nella precedente edizione del Rapporto ambientale, oltre alle emissioni dirette provenienti dall'uso di combustibili fossili (Scope 1) e a quelle indirette per uso di energia elettrica e teleriscaldamento (Scope 2), erano rendicontate solo le emissioni indirette connesse con l'acquisto di carta, i viaggi di lavoro e gli spostamenti casa-lavoro (Scope 3).

A partire da questa edizione e con riferimento ai dati dal 2019, sono considerate anche le emissioni da perdite di gas fluorurati (Scope 1) e da riscaldamento condominiale (Scope 2). Inoltre è stato notevolmente ampliato il perimetro di calcolo della categoria Scope 3, includendo anche le emissioni da: (a) acquisto di beni, prodotti e servizi (quali arredi, apparati informatici, acqua, toner, servizi di mensa nonché quelle connesse con la produzione e distribuzione dell'energia); (b) trasporti (consumi elettrici domestici connessi con il lavoro da remoto del personale interno e spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di ditte esterne); (c) ciclo di vita delle banconote (produzione e trasporto di carta e inchiostri, rifiuti del processo produttivo, trasporto delle banconote da e verso le altre banche centrali e tra le Filiali, rifiuti costituiti da banconote logore triturate). Per effetto di tali modifiche, le emissioni Scope 3, che prima dell'ampliamento costituivano solo meno di un terzo di quelle totali, ora rappresentano oltre il 60 per cento dell'impronta carbonica della Banca.
A livello complessivo le emissioni calcolate con il nuovo perimetro sono quasi il doppio di quelle rendicontate in precedenza.

L'appendice metodologica dà conto di questi cambiamenti nel dettaglio, ed evidenzia le difficoltà nel calcolo delle emissioni Scope 3. In questo ultimo ambito le metodologie sono infatti ancora non standardizzate, discordanti e in costante evoluzione; richiedono inoltre un significativo ricorso ad approssimazioni e stime.

In sintesi: l'infografica mostra l'ampliamento del perimetro di rendicontazione delle emissioni di gas serra della Banca nel 2021; l'ampliamento si è concentrato soprattutto sulle altre emissioni indirette (Scope 3). Scheda: i tre riquadri rappresentano in ordine le emissioni dirette (Scope 1), le emissioni indirette da energia importata (Scope 2) e le altre emissioni indirette (Scope 3). Le diverse voci sono contrassegnate da una differente icona. In dettaglio: a seguito dell'ampliamento nel perimetro di rendicontazione sono state considerate anche le emissioni da perdite di gas fluorurati (Scope 1) e da riscaldamento condominiale (Scope 2); inoltre è stato notevolmente ampliato il perimetro di calcolo della categoria Scope 3, includendo anche le emissioni da: a)  acquisto di beni, prodotti e servizi (quali arredi, apparati informatici, acqua, toner, servizi di mensa nonchè quelle connesse con la produzione e distribuzione dell'energia); b)  trasporti (consumi elettrici domestici connessi con il lavoro da remoto del personale interno e spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di ditte esterne); c)  ciclo di vita delle banconote (produzione e trasporto di carta e inchiostri, rifiuti del processo produttivo, trasporto delle banconote da e verso le altre banche centrali e tra le Filiali, rifiuti costituiti da banconote logore triturate).In corsivo sono riportate le emissioni che, da questa edizione del Rapporto ambientale, sono state incluse nel calcolo dell'impronta carbonica della Banca.

L'impronta carbonica

Considerate su questa base più ampia, nel 2021 le emissioni totali di gas serra sono rimaste sostanzialmente stabili nel confronto con l'anno precedente, confermandosi su livelli inferiori di circa il 20 per cento rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico (fig. 1; tav. a2). Nella base più ridotta considerata in passato, il calo osservato tra il 2010 e il 2019 è stato pari al 61 per cento, principalmente grazie all'acquisto dal 2013 di energia elettrica proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.

In analogia con quanto accaduto nel 2020, anche nel 2021 lo svolgimento delle attività della Banca d'Italia e il connesso impatto sull'ambiente sono stati condizionati dalla pandemia da Covid-19. Le giornate lavorative svolte a distanza sono state in media circa il 59 per cento sul totale (dato invariato rispetto al 2020, a fronte del 4 per cento del 2019).

Figura 1 - Impronta carbonica

Emissioni di anidride carbonica equivalente 2019-2020 (1)(2)(3) (migliaia di tonnellate di CO2)

In sintesi: il grafico mostra che le emissioni totali di anidride carbonica della Banca nel 2021 sono diminuite di circa il 20 per cento rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico. Scheda: la barra impilata superiore rappresenta la composizione dell'impronta carbonica della Banca d'Italia nell'anno 2019; la barra impilata centrale rappresenta la composizione dell'impronta carbonica della Banca d'Italia nell'anno 2020; la barra impilata inferiore rappresenta la composizione dell'impronta carbonica della Banca d'Italia nell'anno 2021; i valori sono espressi in migliaia di tonnellate di CO2 equivalente (CO2e). In dettaglio: per il 2019 il totale di 37,1 migliaia di tonnellate di CO2e è così ripartito: perdite di gas fluorurati a effetto serra 0,1; combustibili per riscaldamento e altri usi 9,4; teleriscaldamento e riscaldamento condominiale 0,2; beni, prodotti e servizi acquistati 9,8; viaggi di lavoro e spostamenti casa-lavoro 14,8; banconote 2,8. Per il 2020 il totale di 29,5 migliaia di tonnellate di CO2e è così ripartito: perdite di gas fluorurati a effetto serra 0,9; combustibili per riscaldamento e altri usi 9,6; teleriscaldamento e riscaldamento condominiale 0,3; beni, prodotti e servizi acquistati 8,4; viaggi di lavoro e spostamenti casa-lavoro 7,6; banconote 2,7. Per il 2021 il totale di 29,6 migliaia di tonnellate di CO2e è così ripartito: perdite di gas fluorurati a effetto serra 0,5; combustibili per riscaldamento e altri usi 10,5; teleriscaldamento e riscaldamento condominiale 0,3; beni, prodotti e servizi acquistati 7,9; viaggi di lavoro e spostamenti casa-lavoro 8,0; banconote 2,4.

(1) I dati relativi al 2019 e al 2020 sono stati ricalcolati sulla base della nuova metodologia e del nuovo perimetro di rendicontazione, per renderli confrontabili con il dato relativo al 2021. Utilizzando la precedente metodologia di calcolo, le emissioni complessive di gas serra degli anni 2019 e 2020 ammontavano rispettivamente a 20,1 e 14,5 tonnellate. - (2) Le emissioni connesse con il consumo di energia elettrica sono state considerate pari a zero in quanto l'energia elettrica acquistata proviene unicamente da fonti rinnovabili (cosiddetto approccio market-based; cfr. nelle Note metodologiche, la voce: Emissioni di gas serra, sottovoce Emissioni indirette di gas serra da energia importata). - (3) Le eventuali mancate quadrature sono dovute all'arrotondamento delle cifre decimali.

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Tra il 2019 e il 2021 si è registrato un aumento nel consumo di combustibili per riscaldamento, dovuto in primo luogo alla necessità di assicurare un maggior numero di ricambi d'aria e ridurre il rischio di contagio (cfr. la sezione: Energia).

-20%

Inoltre si sono progressivamente ridotte le emissioni per l'acquisto di prodotti, beni e servizi e quelle connesse con il ciclo di vita delle banconote (cfr. la sezione: Banconote).

Le emissioni riferibili ai viaggi di lavoro sono rimaste in linea con l'anno precedente, mentre sono lievemente aumentate quelle connesse con gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti e del personale esterno che lavora in Banca, a causa di un maggiore utilizzo dei mezzi privati in luogo del trasporto pubblico (cfr. la sezione: Mobilità sostenibile).

Nell'ultimo anno la Banca ha compiuto importanti progressi in materia di investimenti sostenibili (cfr. la sezione: Investimenti sostenibili).

Inoltre dal gennaio 2022 la Banca è entrata a far parte dell'organo di indirizzo strategico del Network for Greening the Financial System (NGFS), di cui fanno parte oltre 116 banche centrali, che coordina lavori di studio e scambi di esperienze sui temi della finanza sostenibile, nonché sulle strategie per raggiungere l'obiettivo di net zero (cfr. la sezione: Cultura ambientale).

Per dare ulteriore impulso all'azione in materia di ambiente, nei primi mesi del 2022 sono stati rivisti e rafforzati gli assetti organizzativi interni (cfr. il riquadro: Le modifiche organizzative in materia di ambiente e sostenibilità).

Le modifiche organizzative in materia di ambiente e sostenibilità

Nel 2022 è stato costituito il Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità, presieduto da un membro del Direttorio, che contribuisce a definire la strategia in materia e ad assicurare il coordinamento dei diversi fronti di attività.

Il Comitato si avvale del neocostituito Nucleo Cambiamenti climatici e sostenibilità, che coordina le attività sul versante istituzionale e interagisce con le analoghe unità create da altre banche centrali e istituzioni nazionali e internazionali. Il Nucleo, collocato all'interno del Servizio Segreteria particolare del Direttorio, collabora con gli specialisti in materia presenti nelle Funzioni di ricerca economica, stabilità finanziaria, mercati e vigilanza, riuniti in un gruppo di contatto permanente sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità.

Nel 2021 è stato anche rafforzato il coordinamento delle iniziative per ridurre l'impronta ambientale delle operazioni interne attraverso la creazione del Settore Sostenibilità ambientale all'interno del Servizio Organizzazione.

Il Settore si avvale della collaborazione di una Task force Ambiente, composta da esponenti delle strutture che si occupano di gestione immobiliare, logistica, informatica, banconote, appalti, risorse umane e comunicazione, e del Network dei referenti ambientali individuati in ciascuna Filiale sul territorio.

In sintesi: l'infografica mostra le modifiche organizzative occorse tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2022 in materia di ambiente e sostenibilità, con la costituzione del Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità, del Nucleo Cambiamenti climatici e sostenibilità e del Settore Sostenibilità ambientale. Scheda: i diversi riquadri mostrano le funzioni aziendali che intervengono sui temi ambientali e di sostenibilità; delle frecce mostrano i collegamenti esistenti tra esse. In dettaglio: il Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità, presieduto da un membro del Direttorio, contribuisce a definire la strategia e ad assicurare il coordinamento sui temi ambientali e di sostenibilità; il Nucleo Cambiamenti climatici e sostenibilità, collocato all'interno del Servizio Segreteria particolare del Direttorio, coordina le attività sul versante istituzionale, mentre il Settore Sostenibilità ambientale, collocato all'interno del Servizio Organizzazione, coordina le iniziative per ridurre l'impronta ambientale delle operazioni interne. Un gruppo di contatto permanente sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità assicura il collegamento trasversale tra gli attori.

Energia

Energia

La Banca è impegnata a: ridurre progressivamente i consumi di energia e l'uso di combustibili fossili; conseguire una maggiore efficienza energetica, attraverso interventi sugli edifici e sugli impianti tecnologici e tramite l'adozione di misure gestionali; aumentare progressivamente la quota di energia autoprodotta da impianti fotovoltaici. L'energia elettrica acquistata è prodotta unicamente da fonti rinnovabili.

La Banca opera in circa 60 edifici su tutto il territorio nazionale. I quattro complessi immobiliari principali a Roma (il Centro Donato Menichella di Frascati, Palazzo Koch, lo stabilimento di produzione delle banconote e l'edificio di Largo Bastia) consumano oltre il 60 per cento del fabbisogno complessivo di energia elettrica e termica (fig. 2; tav. a7).

Figura 2 - Energia

Consumi energetici (percentuale)

In sintesi: nel 2021 il Centro Donato Menichella di Frascati, Palazzo Koch, lo stabilimento di produzione delle banconote e l'edificio di Largo Bastia a Roma hanno consumato il 62% del fabbisogno complessivo di energia della Banca. Scheda: il grafico a torta mostra la ripartizione dei consumi energetici tra le strutture della Banca d'Italia nel 2021. In dettaglio: Centro Donato Menichella 29%, stabilimento di produzione delle banconote 18%, Palazzo Koch 8%, Largo Bastia 7%, restanti edifici di Roma 11%, Filiali (escluse Roma Sede e Roma CDM) 27%.

Uso di fonti rinnovabili

La Banca acquista dal 2013 esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate. Circa il 60 per cento circa dell'energia rinnovabile acquistata nel 2021 ha origine eolica, il 25 per cento proviene da fonte solare mentre la restante quota ha origine idroelettrica (tav. a5).

Gli impianti fotovoltaici di proprietà della Banca, installati presso lo stabilimento di produzione delle banconote e sugli edifici che ospitano le Filiali di Catania e di Catanzaro, hanno consentito nell'anno la produzione di energia elettrica in autonomia di oltre 61.000 kWh, pari allo 0,1 per cento del consumo annuo complessivo di energia elettrica, registrando una flessione produttiva dell'8,3 per cento rispetto al 2020 (tav. a4).

Nel 2021, a seguito di alcuni aggiornamenti normativi, è stato necessario riavviare l'iter per l'ottenimento delle autorizzazioni per l'installazione di un impianto fotovoltaico sulle coperture dei parcheggi del Centro Donato Menichella: l'impianto produrrà a regime circa 380.000 kWh all'anno.

Nel 2022 sarà attivato un piccolo impianto fotovoltaico installato presso la Sede di Genova. È inoltre prevista la realizzazione di un ulteriore impianto sulla copertura della Filiale di Sassari e l'ampliamento di quello di Catanzaro. Dal 2023 - una volta completate le attività propedeutiche e ottenute le necessarie autorizzazioni - saranno installati impianti fotovoltaici sulle coperture delle Filiali di Arezzo, Livorno, Firenze, Ancona e L'Aquila.

Interventi di manutenzione

I consumi di energia elettrica e termica degli edifici della Banca dipendono da diverse variabili, tra cui: la tipologia degli impianti tecnologici, le caratteristiche dell'involucro edilizio, la volumetria degli ambienti da raffrescare e riscaldare, la zona climatica, il tipo di attività svolta, la presenza di apparecchiature informatiche e di macchinari (ad es. per la produzione delle banconote, la stampa delle pubblicazioni, la selezione del contante).

Il Centro Donato Menichella, certificato secondo la norma ISO 50001, è il sito con il maggiore consumo energetico (anche per la presenza di un centro elaborazione dati; cfr. tav. a7). Nel 2021 è proseguita l'implementazione del sistema integrato di misuratori per il monitoraggio puntuale dei consumi termici ed elettrici. Sono inoltre stati avviati i lavori per la sostituzione delle torri evaporative (sistemi per smaltire il calore prodotto dagli impianti di climatizzazione): i nuovi apparati consentiranno una riduzione dei consumi annui di energia elettrica di 400.000 kWh (pari all'1,8 per cento del totale) e di acqua non potabile di circa 15.000 metri cubi (13 per cento del totale). È inoltre proseguito il programma di sostituzione dei corpi illuminanti con luci a led in un altro settore dell'edificio: l'intervento, una volta terminato, consentirà una riduzione dei consumi di energia elettrica di circa 67.000 kWh all'anno.

-1,1%

Nello stabilimento di produzione delle banconote, secondo edificio per consumo di energia, è stato avviato un progetto pluriennale finalizzato alla realizzazione del nuovo impianto elettrico di bassa tensione dello stabilimento che prevede, tra l'altro, l'installazione di misuratori per la puntuale rilevazione dei consumi di energia elettrica.

A Palazzo Koch è stato ultimato il rinnovo della centrale termica, con l'installazione di caldaie a condensazione ad altissima efficienza e un sistema di gestione meteo-predittivo: grazie a questo intervento i consumi di gas metano nei primi mesi del 2022 sono stati inferiori del 18 per cento rispetto a quelli del corrispondente periodo del 2021. Inoltre sono stati realizzati diversi interventi per ridurre i consumi di energia, tra i quali l'utilizzo - nel periodo invernale e nelle ore notturne - di aria esterna per le esigenze di raffreddamento del nuovo polo elaborativo (free cooling).

Negli altri edifici di Roma e delle Filiali sono in corso diversi interventi di efficientamento tra i quali: il rinnovo degli impianti di climatizzazione, l'installazione di sistemi smart di termoregolazione degli ambienti di lavoro integrati da sensori di presenza, la sostituzione degli infissi, l'installazione di apparecchi illuminanti a led ad alta efficienza. È stato quasi ultimato il rifacimento delle facciate presso lo stabile di via Milano 60 a Roma; l'edificio sarà anche oggetto di un intervento, in corso di affidamento, di riordino edile e impiantistico degli interni (cfr. il riquadro: Il riordino impiantistico dell'edificio di via Milano 60 a Roma), che consentirà una riduzione di circa due terzi del fabbisogno energetico per metro quadro (la classe energetica dell'edificio passerà dall'attuale classe E alla A2).

Presso la Filiale di Cagliari, l'impianto a pompa di calore utilizzato per il raffrescamento dell'edificio è stato impiegato anche per il riscaldamento durante la stagione invernale 2021-22: grazie a questa misura è stato possibile evitare l'utilizzo di circa 30.000 litri di gasolio e le connesse emissioni di gas serra, pari a circa 80 tonnellate di anidride carbonica equivalente.

Lo scorso anno la Banca ha aderito, per alcune Filiali, alla convenzione Consip SIE4 (Servizio integrato energia e servizi connessi, edizione 4) anziché procedere all'avvio di specifiche iniziative di spesa. La SIE4 prevede la gestione, conduzione e manutenzione degli impianti di climatizzazione, idrici ed elettrici e la fornitura di energia elettrica e di combustibili per riscaldamento. Nell'ambito della convenzione è previsto il raggiungimento di specifici obiettivi di risparmio energetico, attraverso una serie di interventi di riqualificazione energetica tra i quali: la realizzazione di un sistema di monitoraggio dei consumi, il rinnovo degli impianti tecnologici e di illuminazione, il miglioramento dei sistemi di regolazione automatica, la realizzazione di sistemi di ombreggiamento, l'installazione di impianti fotovoltaici. L'adesione alla convenzione ha riguardato finora le Filiali di Genova, Piacenza, Bologna; si prevede di aderire anche per quelle di Milano, Forlì, Padova, Lecce e per altre Filiali.

Il riordino impiantistico dell'edificio di via Milano 60 a Roma

Lo stabile di via Milano 60, costruito tra il 1958 ed il 1961, ha ospitato in passato la Sede di Roma della Banca d'Italia.

I nuovi impianti sono stati progettati secondo i più avanzati standard di risparmio energetico compatibili con l'ubicazione del sito.

Le principali soluzioni tecnologiche che saranno adottate sono:

  • l'utilizzo di sistemi a pompa di calore ad alimentazione elettrica per la climatizzazione invernale ed estiva e per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • un sistema di gestione degli impianti che regola il microclima e l'illuminazione in funzione della presenza di persone e degli apporti esterni di luce e calore;
  • l'illuminazione con led ad alta efficienza;
  • la presenza di un sistema di recupero dell'acqua piovana da riutilizzare per l'irrigazione e a fini igienici.

Gli interventi progettati consentiranno di non utilizzare in via ordinaria combustibili fossili (gas metano e gasolio), con vantaggi in termini di minori emissioni dirette di gas serra.

Green IT

Nel 2021 è stato ottimizzato il sistema di illuminazione delle sale che ospitano i centri di elaborazione dati, attraverso l'installazione di lampade a led ad accensione automatica all'interno degli armadi nei quali sono posizionati i server e la riduzione dell'illuminazione centrale. È stato inoltre avviato un progetto che porterà entro il 2024 alla progressiva eliminazione delle stampanti personali: queste ultime saranno sostituite da apparecchiature di stampa multifunzione centralizzate a uso condiviso, con vantaggi in termini di minori consumi di energia e emissioni di gas serra.

Iniziative di sensibilizzazione

L'11 marzo 2022 la Banca ha aderito alla giornata per il risparmio energetico M'illumino di meno e al consueto spegnimento delle illuminazioni esterne degli edifici. Inoltre il 26 marzo, insieme alla Banca centrale europea (BCE) e ad altre banche centrali europee, l'Istituto ha partecipato all'iniziativa di mobilitazione globale Earth hour promossa dal WWF. Nel giugno 2022 sono state diffuse tra i dipendenti informazioni sulla Giornata mondiale dell'ambiente delle Nazioni Unite e indicazioni sui comportamenti da adottare in ufficio per contribuire a ridurre i consumi di energia e le emissioni di gas serra.

Consumi

Nel 2021 sono aumentati i consumi di energia termica e per autotrazione mentre sono diminuiti quelli di energia elettrica (fig. 3; tav. a4).

Figura 3 - Energia

Consumo di energia (terajoule)

In sintesi: nel 2021 i consumi di energia termica sono aumentati del 10 per cento mentre i consumi di energia elettrica sono diminuiti di quasi il 2 per cento rispetto all'anno precedente. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica i terajoule di energia consumati nell'anno. Ciascun anno è rappresentato con una colonna verticale in due colori, e riporta i valori del consumo energetico totale e la ripartizione tra consumo di energia termica ed elettrica. In dettaglio: nel 2021 presso tutti gli edifici si è registrato un incremento dei consumi di metano per riscaldamento, in gran parte dovuto alla disattivazione degli impianti di ricircolo dell'aria prevista dai protocolli nazionali per contrastare la diffusione del coronavirus; i consumi elettrici si sono invece ridotti in quasi tutti gli edifici aziendali.

Questi ultimi si sono ridotti in quasi tutti gli edifici (figg. 4 e 5; tav. a7); un lieve incremento è stato osservato a Palazzo Koch, a seguito dell'installazione di un nuovo polo elaborativo di potenza pari a 90 kW, e nel dato relativo agli altri edifici di Roma, che include dal 2021 i consumi di due nuovi stabili in locazione (via del Traforo e via di San Vitale).

Figure 4 e 5 - Energia

Consumo di energia (terajoule)

In sintesi: il grafico confronta i consumi energetici del Centro Donato Menichella, dello stabilimento di produzione delle banconote e dell'edificio di Largo Bastia negli anni dal 2017 al 2021. Scheda: l'asse orizzontale indica le tre strutture; l'asse verticale indica i terajoule di energia consumati in un anno. Ciascun anno è rappresentato con una colonna verticale in due colori, e riporta i valori del consumo energetico totale e la ripartizione tra consumo di combustibili e di energia elettrica; In dettaglio: Gli andamenti dei consumi per le tre strutture del Centro Donato Menichella, dello stabilimento di produzione delle banconote e dell'edificio di Largo Bastia negli anni dal 2017 al 2021 presentano andamenti simili; nel 2021 si è registrata una lieve flessione nei consumi elettrici, mentre sono aumentati i consumi di combustibili per riscaldamento.

In sintesi: il grafico confronta i consumi energetici di Palazzo Koch, dei restanti edifici di Roma e delle Filiali (escluse Roma Sede e Roma CDM) negli anni dal 2017 al 2021. Scheda: l'asse orizzontale indica le tre strutture; l'asse verticale indica i terajoule di energia consumati in un anno. Ciascun anno è rappresentato con una colonna verticale in due colori, e riporta i valori del consumo energetico totale e la ripartizione tra consumo di combustibili e di energia elettrica. In dettaglio: gli andamenti dei consumi per le strutture di Palazzo Koch, dei restanti edifici di Roma e delle Filiali (escluse Roma Sede e Roma CDM) negli anni dal 2017 al 2021 presentano andamenti simili; nel 2021 i consumi elettrici sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre sono aumentati i consumi di combustibili per riscaldamento.

Nel 2021 presso tutti gli edifici si è registrato un incremento dei consumi di metano per riscaldamento (figg. 4 e 5; tav. a7), in gran parte dovuto alla disattivazione degli impianti di ricircolo dell'aria. Questa misura, prevista dai protocolli nazionali per contrastare la diffusione del coronavirus, comporta la necessità di utilizzare, per i ricambi d'aria, solo aria esterna che deve essere opportunamente riscaldata e trattata prima dell'immissione negli ambienti di lavoro. Per risolvere questa problematica, sono stati installati, presso il Centro Donato Menichella e in altri edifici, dei filtri ad alta efficienza che consentono di impiegare aria di ricircolo senza compromettere i livelli di salubrità degli ambienti di lavoro.

All'aumento della domanda di energia di raffrescamento nei mesi estivi e di riscaldamento in quelli freddi ha contribuito anche l'andamento delle temperature esterne (Cfr., per ulteriori dettagli, la pubblicazione Analisi trimestrale del sistema energetico italiano, ENEA, 2022).

Dal 2022, in linea con le previsioni normative introdotte dalla legge 34/22, sono state adottate le misure necessarie per contenere il consumo di combustibili fossili attraverso la regolazione della temperatura negli ambienti di lavoro (non inferiore ai 27°C in estate e non superiore ai 19°C in inverno).

In prospettiva, nella progettazione dei nuovi impianti si adotteranno soluzioni per disattivare il riscaldamento e il raffrescamento negli spazi non occupati dal personale, con vantaggi in termini di riduzione dei consumi energetici.

Acqua

Acqua

Cerchiamo di ridurre progressivamente il consumo di acqua potabile. Laddove disponibile si utilizza acqua non potabile per l'irrigazione delle aree verdi o per gli usi industriali (produzione delle banconote e torri evaporative per la produzione di acqua refrigerata).

I tre edifici con il maggior numero di persone (Centro Donato Menichella, Palazzo Koch e stabilimento di produzione delle banconote) consumano circa la metà del fabbisogno complessivo di acqua potabile (fig. 6; tav. a9).

Figura 6 - Acqua

Consumo di acqua potabile (percentuale)

In sintesi: i tre edifici della Banca col maggior numero di persone (CDM, Palazzo Koch stabilimento di produzione delle banconote) consumano la metà del fabbisogno complessivo di acqua potabile. Scheda: il grafico a torta riporta le percentuali del consumo di acqua potabile per le strutture della Banca ripartite in cinque categorie. In dettaglio: Centro Donato Menichella 22%, stabilimento di produzione delle banconote 14%, Palazzo Koch 14%, Largo Bastia e restanti edifici di Roma 25%, Filiali (escluse Roma Sede e Roma CDM) 25%.

Nel 2021 il consumo complessivo è stato pari a circa 239.000 metri cubi, in lieve crescita rispetto al 2020 (2,2 per cento) ma al di sotto dei livelli del 2019 (-14 per cento; cfr. fig. 7 e tav. a8): la riduzione osservata rispetto al periodo prepandemico è in gran parte dovuta al minore numero di persone presenti nei luoghi di lavoro.

Figura 7 - Acqua

Consumo di acqua potabile (migliaia di metri cubi)

In sintesi: nel 2021 il consumo complessivo di acqua potabile ha subito un incremento rispetto all'anno precedente, mantenendosi ampiamente al di sotto dei livelli del 2019. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica i metri cubi di acqua potabile (in migliaia) consumati in un anno. Ciascun anno è rappresentato con un indicatore e il valore del consumo nell'anno. In dettaglio: nel 2021 il consumo complessivo di acqua potabile è stato pari a circa 239.000 metri cubi, in aumento del 2,2% rispetto all'anno precedente, ma inferiore del 14% rispetto al 2019. La riduzione osservata rispetto al periodo prepandemico è in gran parte dovuta al minore numero di persone presenti nei luoghi di lavoro, per via dell'introduzione del modello di lavoro ibrido.

Nell'anno sono stati attuati interventi per ridurre e ottimizzare l'uso dell'acqua, tra cui: la sostituzione di un impianto a osmosi inversa con un addolcitore presso la Filiale di Reggio Calabria; il ripristino del funzionamento di un pozzo presso la Filiale di Arezzo, che ha consentito l'utilizzo di acqua non potabile in sostituzione della potabile, per l'irrigazione delle aree verdi.

Carta

Carta

Siamo impegnati a ridurre il consumo di carta attraverso lo snellimento e la digitalizzazione dei processi e la dematerializzazione dei documenti e delle pubblicazioni.

Carta per ufficio

Nel 2021 oltre l'82 per cento delle comunicazioni della Banca con soggetti esterni è avvenuto in forma digitale (92 per cento in termini di numero di pagine inviate); le comunicazioni interne avvengono da diversi anni esclusivamente per via telematica. I cittadini inoltrano segnalazioni e accedono ai servizi informativi dell'Istituto utilizzando sempre più la piattaforma Servizi online per il cittadino, attiva dal 2019.

-59%

La quasi totalità dei processi di lavoro interni non prevede la stampa di documenti: fanno eccezione alcune procedure di tesoreria statale, che saranno a breve digitalizzate, e quelle per la gestione operativa e contabile delle Filiali; per queste ultime nell'ottobre 2022 entrerà in funzione un applicativo che consentirà un forte snellimento dei processi e la quasi completa eliminazione della modulistica ora stampata su carta, con un risparmio stimato di circa 5 milioni di fogli all'anno.

Nel 2021 è proseguita l'attività di digitalizzazione della documentazione di archivio: una quota rilevante del patrimonio storico documentale è stata riprodotta in formato digitale ed è resa disponibile a studiosi e ricercatori attraverso la sala studio virtuale l'Aura, istituita nel 2020. La Banca è stata inoltre autorizzata dalla Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura a distruggere tutti i documenti originali cartacei più recenti (protocollati dal 2009 in poi), di cui esista copia digitale conforme. Dopo l'epurazione straordinaria del 2019, nel 2021 l'attività di scarto ha consentito di liberare altri 460 metri lineari di archivi e riciclare 14 tonnellate di carta.

Figura 8 - Carta

Acquisto di carta in risme A3 e A4 per ufficio (migliaia di chilogrammi)

In sintesi: nel 2021 gli acquisti di carta ad uso ufficio sono ulteriormente diminuiti rispetto all'anno precedente. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica i quantitativi di carta ad uso ufficio (in migliaia di chilogrammi) acquistati nell'anno. Ciascun anno è rappresentato con un indicatore e il valore dell'acquisto nell'anno. In dettaglio: Il trend degli acquisti di carta è decrescente dal 2017; nel 2021 gli acquisti di carta ad uso ufficio sono stati del 14,4% in meno rispetto a quelli nel 2020, e del 59,0% in meno rispetto a quelli nel 2019.

In Banca si utilizza sia carta bianca sia carta riciclata. La carta bianca è provvista di marchio di qualità ecologica Ecolabel UE, che attesta il rispetto di elevati standard ambientali in tutto il processo di produzione. La carta riciclata è prodotta interamente da fibre riciclate post-consumo in uno stabilimento conforme allo standard europeo EMAS ed è dotata delle certificazioni di qualità ecologica Ecolabel UE e Der Blaue Engel.

9,2

Nel biennio 2020-21, a causa del massivo ricorso al lavoro da remoto, gli acquisti di carta per ufficio sono risultati più che dimezzati rispetto al periodo pre-pandemico (fig. 8; tav. a10).

La quota di carta riciclata acquistata è ulteriormente aumentata rispetto all'anno precedente, passando dal 60 al 63 per cento (27 per cento nel 2012; fig. 9 e tav. a 10).

Figura 9 - Carta

Carta riciclata per ufficio (percentuale)

In sintesi: la quota di carta riciclata ad uso ufficio acquistata è progressivamente aumentata negli anni, raggiungendo il 63 per cento nel 2021. Scheda: il grafico ad anelli riporta le percentuali degli acquisti di carta riciclata sugli acquisti totali di carta ad uso ufficio per gli anni 2012 e 2021. In dettaglio: nel 2012 gli acquisti di carta riciclata costituivano il 27% degli acquisti totali di carta ad uso ufficio; nel 2021 la percentuale è stata del 63%.

Pubblicazioni

Le pubblicazioni della Banca d'Italia sono disponibili in formato digitale sul sito internet dell'Istituto. Alcune hanno una diffusione esclusivamente online: in questa categoria rientrano il Rapporto ambientale, i fascicoli della collana Statistiche e, dal 2022, le collane Questioni di economia e finanza e Temi di discussione.

Le pubblicazioni per cui è prevista la versione cartacea sono stampate solo su richiesta oppure per particolari esigenze, come nel caso di quelle distribuite in occasione della lettura delle Considerazioni finali del Governatore alla fine di maggio. La tiratura di queste ultime pubblicazioni si è nettamente ridotta nel tempo: nel caso della Relazione annuale, ad esempio, nel 2012 venivano prodotte 7.000 copie, scese a 2.700 nel 2019; dopo un calo negli anni 2020 e 2021, dovuto al minore numero di persone presenti all'evento, nel 2022 la quantità di copie stampate è stata pari a 1.700, nettamente inferiore a quella del periodo pre-pandemico.

La Banca provvede anche alla stampa delle pubblicazioni per l'educazione finanziaria, diffuse in prevalenza nelle scuole; nel 2021 i relativi formati sono stati rivisti per diminuire la quantità di carta utilizzata a parità di numero di esemplari prodotti.

Con l'obiettivo di ridurre l'impatto sull'ambiente connesso con le attività di stampa, una quota significativa della carta utilizzata per le pubblicazioni è provvista di marchi ecologici quali FSC e PEFC (66 per cento del totale in peso della carta impiegata nel 2021), nonché Ecolabel UE per le pubblicazioni distribuite in occasione delle Considerazioni finali del Governatore e per altri prodotti editoriali (8 per cento in peso nel 2021).

Nei prossimi anni l'Istituto intende acquistare esclusivamente carta con marchi ecologici. Inoltre è in corso la sperimentazione di formati editoriali alternativi alla stampa (quali ad es. il linguaggio HTML, utilizzato per il Rapporto ambientale 2021), che consentono anche di migliorare i profili di accessibilità e fruibilità delle informazioni.

Figura 10 - Carta

Consumo di carta per le pubblicazioni (migliaia di chilogrammi)

In sintesi: nel 2021 i consumi di carta per le pubblicazioni sono aumentati di quasi il 5 per cento rispetto all'anno precedente, mantenendosi comunque ampiamente al di sotto dei livelli del 2019. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica i quantitativi di carta per le pubblicazioni (in migliaia di chilogrammi) consumati nell'anno. Ciascun anno è rappresentato con un indicatore e il valore del consumo nell'anno. In dettaglio: Il trend del consumo di carta per le pubblicazioni della Banca d'Italia è sostanzialmente decrescente dal 2017; l'aumento di quasi il 5% registrato nel 2021 rispetto al 2020 è dovuto a un incremento della produzione dei Quaderni didattici per l'educazione finanziaria.

Lo scorso anno i consumi complessivi di carta per la stampa di pubblicazioni e di altri prodotti editoriali (ad es. materiali per convegni, calendari) sono aumentati di quasi il 5 per cento rispetto all'anno precedente, principalmente a causa di un incremento della produzione dei Quaderni didattici per l'educazione finanziaria (123.000 copie rispetto alle 63.000 del 2020); nel confronto con il 2019 si è invece registrata una flessione del 25 per cento (fig. 10; tav. a11).

Gestione dei rifiuti

Gestione dei rifiuti

Gli obiettivi prioritari in tema di gestione dei rifiuti sono ridurre all'origine la quantità dei rifiuti prodotti e privilegiare, rispetto allo smaltimento in discarica, il riutilizzo e il riciclo, in un'ottica di economia circolare.

Tutti i rifiuti prodotti dalle attività d'ufficio, dalle mense interne e dalla stampa delle pubblicazioni della Banca sono raccolti in maniera separata e avviati a riciclo (tav. a13). I rifiuti originati dal processo di produzione delle banconote sono inviati a impianti di riciclo o di recupero energetico (cfr. la sezione: Banconote).

Prima della pandemia la Banca aveva avviato un progetto per diventare un'istituzione senza plastica attraverso: la progressiva eliminazione di bicchieri e stoviglie di plastica monouso a favore di altri in materiale compostabile; l'installazione di erogatori di acqua alla spina nelle 17 mense interne e in via sperimentale negli uffici delle Filiali di Perugia e Firenze; la distribuzione a tutti i dipendenti di borracce termiche in acciaio.

Durante l'emergenza pandemica alcune delle misure adottate sono state sospese. La maggior parte degli erogatori di acqua nelle mense sono stati disattivati in via cautelativa (questa misura ha comportato la necessità di distribuire oltre 280.000 bottiglie di plastica nelle mense di Roma e Frascati). Inoltre nel 2021 i pasti sono stati spesso distribuiti con stoviglie monouso in materiale compostabile; dal 1° aprile 2022, alla luce dei miglioramenti nella situazione sanitaria, in tutte le mense è stato ripristinato l'uso di stoviglie in ceramica, posate in metallo e bicchieri di vetro. Sono in corso interventi di natura tecnica per consentire, dal luglio 2022, la progressiva riattivazione di tutti gli erogatori di acqua alla spina.

Donazione a fini solidali di alimenti e beni

La donazione di alimenti e di beni, quali ad esempio arredi e computer, effettuata in primo luogo a fini sociali, contribuisce anche a ridurre la produzione di rifiuti in un'ottica di economia circolare.

Nel 2021 sono stati circa 1.450 i pasti, non consumati nelle mense interne, che sono stati donati a organizzazioni di beneficenza (a fronte dei 1.430 del 2020 e degli oltre 8.000 nel 2019). Nelle sedi di Roma e Frascati sono stati raccolti oltre 100 occhiali e 100 cellulari usati, che sono stati donati ad associazioni che operano nel sociale.

È aumentato il numero degli arredi non più reimpiegabili in Banca donati a parrocchie, scuole e associazioni senza finalità di lucro che ne avevano fatto richiesta (oltre 1.000 arredi a fronte di 300 nel 2020). Gli arredi dismessi definitivamente in quanto non più riutilizzabili sono stati 1.200 (785 nel 2020).

Nel 2022 la Sede di Milano ha donato alla Caritas Ambrosiana 54 personal computer usati in favore dei minori ucraini ospiti presso le proprie strutture. I computer verranno utilizzati dai ragazzi nella didattica a distanza - ancora in funzione nel paese d'origine - nonché per mantenere i contatti con parenti e amici.

Banconote

Banconote

La Banca contribuisce insieme alla BCE e alle altre banche centrali dell'Eurosistema a ridurre l'impatto ambientale connesso con la produzione, la distribuzione, il ricircolo e lo smaltimento delle banconote in euro.

Le iniziative dell'Eurosistema

Dal 2020 l'Istituto partecipa a un gruppo di lavoro sull'impronta ambientale di prodotto delle banconote (product environment footprint, PEF), istituito dalla BCE per valutare, secondo metodologie standard, gli impatti ambientali del contante e per consentire la comparazione delle prestazioni ambientali delle banconote rispetto ad altri mezzi di pagamento. Il metodo si basa su un'analisi approfondita di tutte le fasi del ciclo di vita del contante, la quantificazione delle risorse impiegate, l'individuazione di quelle a impatto maggiore e la definizione di azioni mirate a ottimizzarle. Dopo avere analizzato i processi produttivi, nel 2021 lo studio è stato esteso alle attività di distribuzione, ricircolo e distruzione delle banconote; nella raccolta dei dati sono stati coinvolti operatori non finanziari, gestori del contante, banche e Poste Italiane, per il ruolo attivo ricoperto nella circolazione delle banconote. I risultati dell'analisi saranno disponibili nel corso del 2022 per la successiva pubblicazione.

La produzione delle banconote

La Banca d'Italia provvede alla stampa delle banconote presso uno stabilimento produttivo dotato dal 2004 della certificazione ambientale ai sensi della norma ISO 14001.

Nell'anno sono state avviate alcune iniziative che potranno contribuire a ridurre sia i consumi energetici dell'edificio (cfr. la sezione: Energia), sia gli impatti sull'ambiente del processo produttivo.

Nel 2021 sono stati conclusi gli interventi di miglioramento dell'impianto di depurazione dei reflui industriali dello stabilimento: in particolare, oltre all'ampliamento delle funzionalità di supervisione e controllo dell'impianto nel suo complesso, è stato installato un sistema per la misurazione nel continuo degli inquinanti, le cui rilevazioni saranno integrate nella stazione di supervisione.

Figura 11 - Rifiuti

Rifiuti speciali generati nel processo di stampa delle banconote (migliaia di chilogrammi)

In sintesi: nell'ultimo quinquennio la maggior parte dei rifiuti speciali originati dal processo di produzione delle banconote sono stati inviati a impianti di recupero; nel 2021 si è registrata una forte riduzione nella quantità di rifiuti speciali prodotti. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica le quantità di rifiuti speciali prodotti (in migliaia di chilogrammi). Ciascun anno è rappresentato con una colonna verticale in due colori, e riporta le quantità di rifiuti speciali prodotte e la ripartizione tra le quantità smaltite e le quantità recuperate. In dettaglio: nel 2021 si è registrata una forte riduzione nella quantità di rifiuti speciali prodotti, che è passata da 592 a 372 tonnellate.

Si è conclusa positivamente la sperimentazione di una gestione alternativa dei panni utilizzati per la pulizia delle macchine, con lo scopo di ridurre il volume di rifiuti generati: i panni verranno sottoposti a opportuni trattamenti di lavaggio da parte di società specializzate, per poi essere riutilizzati nel ciclo produttivo anziché smaltiti come rifiuti.

Nell'ultimo quinquennio la maggior parte dei rifiuti speciali originati dal processo di produzione delle banconote sono stati inviati a impianti di recupero (ad es. riciclo, rigenerazione, termovalorizzazione, messa in riserva) in via preferenziale rispetto allo smaltimento (ad es. discarica, incenerimento, deposito preliminare; cfr. fig. 11 e tav. a14).

La gestione dei rifiuti costituiti dalle banconote logore

La Banca d'Italia cura presso il Servizio Gestione circolazione monetaria e presso 34 Filiali la selezione periodica delle banconote in circolazione, con l'obiettivo di garantire i previsti standard di qualità del contante: le banconote che in fase di selezione sono giudicate non più idonee alla circolazione, in quanto logore o usurate, sono ridotte in frammenti.

Di recente la BCE ha rivisto i criteri relativi alla gestione dei rifiuti costituiti da banconote triturate, chiedendo alle banche centrali di abbandonare lo smaltimento in discarica entro il 2022.

La Banca d'Italia, in linea con quanto avviene in numerose altre banche centrali, privilegia il recupero energetico di questi rifiuti, che rappresenta la modalità di trattamento più idonea dal punto di vista ambientale.

Figura 12 - Rifiuti

Banconote logore ritirate dalla circolazione e ridotte in frammenti (migliaia di chilogrammi)

In sintesi: nel 2021 è cresciuta la produzione dei rifiuti costituiti da banconote logore triturate. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2017 al 2021; l'asse verticale indica le quantità di rifiuti costituiti da banconote logore ritirate dalla circolazione e ridotte in frammenti (in migliaia di chilogrammi). Ciascun anno è rappresentato con un indicatore e il valore del quantitativo di rifiuti prodotto nell'anno. In dettaglio: il grafico mostra la quantità dei rifiuti costituiti da banconote logore triturate prodotta nell'ultimo quinquennio; dopo un consistente calo nel 2020, nel 2021 si è registrato un aumento, passando da 573 a 597 tonnellate.

La figura 12 mostra la quantità dei rifiuti costituiti da banconote logore triturate prodotta nell'ultimo quinquennio (tav. a14). Nel 2021 la quota inviata a impianti di termovalorizzazione o a impianti per la produzione di combustibile solido secondario è stata pari all'88 per cento, in lieve aumento rispetto all'anno precedente (fig. 13). Entro la fine del 2022 la Banca si adeguerà alle indicazioni della BCE inviando a impianti di termovalorizzazione anche la quota residuale di banconote logore attualmente smaltita in discarica o inviate a impianti di incenerimento.

Figura 13 - Rifiuti

Modalità di trattamento dei rifiuti costituiti da banconote logore ritirate dalla circolazione nel 2021 (percentuale in peso)

In sintesi: nel 2021 la quota di triturato di banconote inviata a impianti di termovalorizzazione o a impianti per la produzione di combustibile solido secondario è stata pari all'88 per cento. Scheda: il grafico ad anello riporta le percentuali in peso di triturato di banconote avviato a termovalorizzazione o ad altre forme di recupero/smaltimento nel 2021. In dettaglio: nel 2021 la quota di triturato di banconote inviata a impianti di termovalorizzazione o a impianti per la produzione di combustibile solido secondario è stata pari all'88%; entro la fine del 2022 la Banca si adeguerà alle indicazioni della BCE inviando a impianti di termovalorizzazione anche la quota residuale di banconote logore attualmente smaltita in discarica o inviate a impianti di incenerimento.

Nell'ambito di un progetto della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II sul riuso in edilizia dei prodotti giunti a fine vita, la Sede di Napoli della Banca d'Italia ha fornito un piccolo quantitativo di banconote logore triturate per la realizzazione in laboratorio di alcuni campioni di mattoni e di intonaci a base di calce. I risultati preliminari sono positivi: la presenza dei frammenti di banconote logore nella calce migliora le caratteristiche di resistenza alla flessione del materiale sia nel confronto con i provini realizzati senza additivi, sia rispetto a quelli realizzati addizionando altri prodotti di scarto come materie plastiche e canapa.

Mobilità sostenibile

Mobilità sostenibile

L'utilizzo di mezzi di trasporto sia nel percorso casa-lavoro sia nei viaggi di lavoro comporta un impatto sull'ambiente in termini di emissioni di anidride carbonica e sostanze inquinanti. La Banca è impegnata a promuovere il lavoro da remoto, ridurre gli spostamenti per motivi di lavoro e incentivare l'utilizzo di mezzi di trasporto ecosostenibili e la mobilità elettrica.

Lavoro da remoto

Nel 2021 la Banca ha fatto ampio ricorso al lavoro da remoto per tutelare la salute dei dipendenti e assicurare la continuità dei servizi offerti alla collettività: le prestazioni svolte a distanza sono state in media circa il 59 per cento sul totale (dato invariato rispetto al 2020, a fronte del 4 per cento del 2019).

In linea generale il lavoro da remoto ha impatti positivi in termini ambientali e di riduzione delle emissioni complessive di gas serra (cfr. il riquadro: Gli impatti ambientali dello smart working e il progetto di ricerca con l'Enea).

Dal 1° aprile 2022 - con la fine dello stato di emergenza - è entrato in vigore il nuovo modello ibrido di organizzazione del lavoro, in cui la modalità a distanza coesiste e si integra stabilmente con quella in presenza. Nell'ambito di questa innovazione organizzativa, è stato definito un programma articolato di 21 interventi da realizzare nel breve-medio periodo sulle variabili chiave (sistemi gestionali e organizzativi, IT, logistica), con vantaggi attesi anche in termini di sostenibilità ambientale (per ulteriori approfondimenti, cfr. il capitolo 1: La gestione della Banca nella Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d'Italia sul 2021).

Gli impatti ambientali dello smart working e il progetto di ricerca con l'Enea

Da un punto di vista ambientale il lavoro da remoto comporta: (a) la riduzione dei consumi energetici e idrici nei luoghi di lavoro, dovuta a una minore presenza di persone; (b) la riduzione degli spostamenti casa-lavoro e delle connesse emissioni in atmosfera; (c) l'aumento dei consumi domestici. Da una stima preliminare è emerso che nel 2021 le emissioni domestiche dovute allo smart working del personale della Banca sono state pari a 70 tonnellate di anidride carbonica equivalente (nel calcolo sono stati considerati in prima approssimazione solo il consumo di energia elettrica di un computer e di una fonte di illuminazione; cfr., nelle Note metodologiche, la voce: Emissioni di gas serra, sottovoce: Emissioni indirette di gas serra dal trasporto).

Con l'obiettivo di approfondire ulteriormente gli impatti dello smart working in termini di consumi di energia ed emissioni di gas serra, l'Istituto ha stipulato con l'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) un accordo di collaborazione per lo sviluppo di un progetto comune di ricerca su questo tema. Nell'ambito di questo accordo, la Banca finanzia una borsa di studio rivolta a laureati e laureate, con l'obiettivo di mettere a punto una metodologia per valutare le ricadute ambientali del lavoro a distanza.

Spostamenti per motivi di lavoro

Dall'analisi delle risposte fornite a un questionario diffuso tra tutti i dipendenti nel dicembre 2020, è stata stimata la lunghezza media del tragitto casa-lavoro e ritorno dei dipendenti (pari a 42 chilometri) e il tempo necessario per percorrerlo (circa un'ora e 15 minuti). Le corrispondenti emissioni di gas serra sono risultate pari a 4,8 chilogrammi prima della pandemia e a 6,1 chilogrammi durante la pandemia (l'aumento è dovuto a un minore ricorso al trasporto pubblico nel periodo pandemico).

Questi valori sono stati utilizzati per stimare le emissioni connesse con gli spostamenti casa lavoro sia dei dipendenti, sia del personale esterno (Carabinieri, addetti delle ditte di manutenzione, pulizia, mensa, consulenti, ecc.) che lavora presso i locali aziendali (per il calcolo è stato ipotizzato che tale personale effettui il medesimo tragitto casa-lavoro dei dipendenti e che utilizzi gli stessi mezzi di trasporto). Grazie al ricorso al lavoro da remoto, nel 2021 le emissioni di gas serra connesse con gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti sono state pari a 3.340 tonnellate (43 per cento in meno rispetto al 2019; cfr. tav. a2).

Entro la fine del 2022 tra i dipendenti sarà diffuso un nuovo questionario sugli spostamenti casa-lavoro, che consentirà di aggiornare il calcolo delle relative emissioni di gas serra e di individuare le possibili azioni per ridurle.

Per diminuire l'utilizzo di combustibili fossili nel tragitto casa-lavoro, presso i principali edifici di Roma e Frascati sono disponibili torrette per la ricarica di auto, moto e bici elettriche; è allo studio un progetto di installazione, nelle aree di parcheggio aziendali, di torrette per la ricarica veloce delle vetture elettriche di proprietà dei dipendenti a costi agevolati.

Il sistema di navette aziendali, con l'avvio del nuovo contratto, è stato potenziato con l'introduzione di una nuova tratta; inoltre, dal marzo 2023, quattro tratte saranno effettuate esclusivamente con autobus alimentati a metano, meno inquinanti rispetto a quelli tradizionali a gasolio.

Viaggi di lavoro

Nel confronto con il 2020 sono ancora diminuiti i chilometri percorsi in aereo per viaggi di lavoro (-57 per cento), mentre sono cresciuti quelli in treno (44 per cento): per la prima volta le distanze percorse in treno sono risultate maggiori di quelle in aereo (fig. 14; tav. a15).

-85%

Il numero di pernottamenti per motivi di lavoro è quasi raddoppiato rispetto al 2020; il 98 per cento di essi è avvenuto presso strutture alberghiere ubicate in Italia. I chilometri percorsi con autovetture private o a noleggio sono risultati in linea con l'anno precedente (-52 per cento rispetto al 2019; cfr. tav. a15).

Figura 14 - Viaggi di lavoro

Distanze percorse per mezzo di trasporto (milioni di chilometri)

In sintesi: sono ancora diminuiti i chilometri percorsi in aereo per viaggi di lavoro, mentre sono cresciuti quelli in treno: per la prima volta le distanze percorse in treno sono risultate maggiori di quelle in aereo. Scheda: l'asse orizzontale indica i mezzi di trasporto; l'asse verticale indica le distanze percorse (in milioni di chilometri). Ciascun anno dal 2017 al 2021 è rappresentato con una colonna verticale che riporta il valore complessivo delle distanze percorse. In dettaglio: nel 2021 sono ancora diminuiti i chilometri percorsi in aereo per viaggi di lavoro (-57 per cento rispetto al 2020), mentre sono cresciuti quelli in treno (44 per cento in più rispetto all'anno precedente): per la prima volta le distanze percorse in treno sono risultate maggiori di quelle in aereo (2,3 contro 1,3 milioni di chilometri percorsi). Le distanze coperte con autovetture private o a noleggio sono invece risultate in linea con il 2020.

Nel 2021 si è registrato un aumento di circa il 33 per cento nell'utilizzo degli strumenti di comunicazione a distanza rispetto all'anno precedente: sono state effettuate oltre 3 milioni e mezzo di chiamate e 450.000 riunioni; sono stati inoltre organizzati 3.000 eventi online, potenziando i presidi che forniscono assistenza agli utenti. L'infrastruttura per le comunicazioni a distanza è stata rafforzata con l'installazione di ulteriori 11 apparati di videoconferenza, in aggiunta ai 125 già presenti. Nel 2021 è stata anche avviata una sperimentazione per l'utilizzo di una nuova piattaforma di comunicazione e collaborazione.

15

Nel 2022 le Strutture della Banca sono state invitate a promuovere l'utilizzo prioritario di strumenti di comunicazione e collaborazione a distanza nelle attività effettuabili da remoto, il cui svolgimento in presenza richiederebbe lo spostamento fisico al di fuori della propria residenza di servizio.

10

Acquisti verdi

Acquisti verdi

La Banca è impegnata a ridurre l'impronta ecologica delle proprie attività anche attraverso una politica di acquisti verdi, che possa contribuire a orientare il mercato verso lo sviluppo di beni, servizi e lavori più ecosostenibili.

Nelle procedure di appalto sono utilizzati i criteri ambientali minimi (CAM) emanati dal Ministero della Transizione ecologica. Sono inoltre previsti, laddove applicabili: (a) il possesso di certificazioni ambientali (ISO 14001 o EMAS), come requisito di accesso alla procedura di gara; (b) clausole ecologiche di esecuzione dei servizi; (c) marchi di qualità ecologica per i beni oggetto dell'appalto; (d) punteggi premianti per le aziende che utilizzano prodotti, strumenti e procedure a più basso impatto ambientale (nelle gare con criterio di aggiudicazione del miglior rapporto qualità/prezzo).

La Banca promuove anche l'adozione da parte dei fornitori delle migliori pratiche in tema di salute e sicurezza sul lavoro e sotto il profilo sociale.

Le procedure interne prevedono, sin dalla fase di progettazione dell'iniziativa di spesa, un obbligo per le Strutture committenti di prevedere criteri ecologici e sociali ovvero di motivare il mancato ricorso a tali criteri.

Nel 2021 sono state avviate complessivamente 107 procedure di appalto di importo significativo, tra gare e procedure negoziate: in 22 di esse sono state inserite clausole ecologiche o sociali (nel 2020 le procedure verdi erano state 34 su 82; cfr. tav. a16). Una quota significativa delle procedure ha riguardato servizi per i quali la previsione di criteri ambientali può risultare poco pertinente o particolarmente difficoltosa (come ad es. l'acquisito di beni immateriali quali software, banche dati, servizi di natura professionale o assicurativi).

Nella gara per la fornitura degli arredi è stato richiesto il possesso di numerosi requisiti ambientali, con l'obiettivo di promuovere modelli di produzione sostenibili e incentivare l'economia circolare. Oltre alla certificazione ambientale del fornitore, sono stati richiesti arredi prodotti con materiali e processi a minore impatto, quali ad esempio: (a) il divieto di utilizzo di sostanze pericolose per l'ambiente nella realizzazione delle componenti; (b) l'impiego di pannelli provenienti da legno riciclato o da boschi e foreste gestiti in maniera sostenibile e responsabile; (c) l'utilizzo di plastica riciclata e di imballaggi ottenuti da materiali riciclati; (d) la disassemblabilità dei beni per il recupero e il riciclo dei materiali a fine vita.

Nelle procedure di gara per il noleggio degli autobus per il trasporto aziendale e delle autovetture con conducente sono stati previsti punteggi per il possesso della certificazione ambientale e per l'utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale, come ad esempio ad alimentazione ibrida o elettrica.

Il possesso della certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS), di sicurezza sul lavoro (ISO 45001) ed etica (SA 8000) è stato valutato come elemento premiante nelle gare per i servizi di reception presso le Filiali della Banca. Nel bando di gara per i servizi alberghieri della Sadiba di Perugia sono stati previsti punteggi premianti per: il possesso della certificazione ambientale; la fornitura di materiali di consumo e l'utilizzo per il personale di divise con marchio Ecolabel UE. In linea con quanto richiesto nelle altre gare per i servizi di ristorazione, la donazione del cibo non utilizzato a favore di associazioni e ONLUS e la richiesta di utilizzo di prodotti alimentari locali o provenienti da agricoltura sociale sono state inserite sotto forma di criteri premianti anche nella gara di appalto delle Filiali di Ancona e Livorno.

Nelle gare per i lavori di installazione delle nuove torri evaporative e della nuova centrale di soccorso elettrico del Centro Donato Menichella sono state inserite specifiche di progetto volte a: ridurre i consumi di energia e le emissioni di rumore; promuovere l'utilizzo di materiali ecocompatibili (come ad es. gli oli biodegradabili); mitigare l'impatto paesaggistico dei nuovi impianti. Nelle procedure di gara per la manutenzione straordinaria delle facciate interne dell'edificio di via dei Mille e di quelle dello stabile di piazza Indipendenza a Roma sono state richieste opere di isolamento termico e la sostituzione delle vecchie finestre in legno con altre dotate di vetro camera, molto più efficienti dal punto di vista dell'isolamento termico ed energetico.

Nelle gare per l'acquisizione di dotazioni informatiche sono attribuiti punteggi premianti alle aziende che forniscono soluzioni meno energivore, attestate da certificazioni quali l'Energy star. Inoltre nella gara per l'acquisizione di servizi di movimentazione e installazione degli apparati informatici, sono stati assegnati punteggi aggiuntivi alle imprese dotate di certificazione ISO 14001 o equivalente e nel caso di utilizzo di veicoli a trazione esclusivamente elettrica.

In tutte le procedure di gara per l'acquisizione delle materie prime per la produzione delle banconote, tra le quali la carta filigranata e gli inchiostri, nonché degli elementi di sicurezza utilizzati, i fornitori sono obbligati a: mantenere l'accreditamento ai sensi della decisione BCE/2020/24, che prevede specifici requisiti ambientali tra cui il possesso della certificazione ambientale ISO 14001; rispettare le decisioni della BCE vigenti in vigore in materia di ambiente; ricevere le verifiche da parte della BCE su aspetti ambientali e comunicare l'accadimento di eventuali incidenti gravi in tale ambito. Inoltre, nella procedura per l'acquisto del nuovo impianto di triturazione, aspirazione e bricchettaggio delle banconote logore, da installare presso lo stabilimento di produzione dei biglietti in euro, è stato richiesto il possesso della certificazione ambientale come requisito di accesso alla gara.

Per dare ulteriore impulso agli acquisti verdi, nel 2022 le Strutture della Banca sono state invitate a compiere ogni sforzo per l'individuazione di requisiti o criteri premianti in grado di incidere sulla prestazione ambientale del bene, del servizio o dell'intervento oggetto dell'appalto.

Investimenti sostenibili

Investimenti sostenibili

La Banca contribuisce alla tutela dell'ambiente e allo sviluppo dell'economia e della società anche mediante una politica di investimenti sostenibili.

Dal 2019 l'Istituto coniuga nelle proprie decisioni di investimento i tradizionali obiettivi finanziari di rendimento, rischio e liquidità con valutazioni sui profili di sostenibilità ambientale, sociale e di governo societario (environmental, social and governance, ESG). Questa strategia si applica solo agli investimenti su cui la Banca ha piena autonomia decisionale e non include quelli di politica monetaria, la cui gestione è responsabilità dell'Eurosistema.

Figura 15 - Investimenti sostenibili

Intensità carbonica media ponderata del portafoglio azionario in euro 2018-2021 (tonnellate di CO2 eq sul fatturato in milioni di euro)

In sintesi: rispetto all'anno precedente l'indicatore di intensità carbonica media ponderata del portafoglio azionario in euro della Banca d'Italia si è ridotto di circa il 21%. Scheda: l'asse orizzontale indica gli anni dal 2018 al 2021; l'asse verticale indica il valore assunto dall'indicatore di intensità carbonica, espresso in tonnellate di CO2 equivalenti sul fatturato in milioni di euro. Per ciascun anno è riportato il valore assunto dall'indicatore. In dettaglio: nel 2021 l'indicatore di intensità carbonica media ponderata del portafoglio azionario in euro della Banca d'Italia si è ridotto di circa il 21% nel confronto con l'anno precedente ed è risultato inferiore del 24% rispetto all'indice di mercato preso come riferimento. Rispetto al 2018, anno precedente l'avvio della strategia di investimento sostenibile, l'indicatore di intensità è diminuito del 37 per cento.

Nel 2021 la Banca ha pubblicato la Carta degli investimenti sostenibili, che contiene i principi e i criteri di riferimento per la gestione sostenibile dei propri investimenti finanziari.

La Carta indica anche tre obiettivi concreti da perseguire: incoraggiare la diffusione di informazioni sui profili ESG da parte degli operatori del sistema finanziario; integrare i principi ESG nelle politiche di gestione dei propri investimenti finanziari; comunicare periodicamente i risultati conseguiti. In linea con quest'ultimo obiettivo, nel maggio 2022 la Banca ha pubblicato il suo primo Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici, che descrive il modo in cui i profili di sostenibilità sono stati integrati nel processo decisionale, nelle strategie e nella gestione dei rischi relativi agli investimenti, le metriche per la misurazione di tali profili e i risultati conseguiti.

18,9

Negli ultimi anni la Banca ha compiuto importanti progressi: l'intensità carbonica del portafoglio azionario in euro gestito internamente (del valore di circa 16,1 miliardi di euro e corrispondente a oltre il 90 per cento degli investimenti in titoli privati dell'Istituto) è diminuita del 37 per cento rispetto al 2018, anno precedente l'avvio della strategia di investimento sostenibile (fig. 15; tav. a17).

L'intensità carbonica risulta inferiore del 24 per cento rispetto all'indice di mercato preso come riferimento. Rispetto a quest'ultimo si registrano risultati migliori anche per quanto riguarda l'utilizzo di energia elettrica (-21 per cento), di acqua (-14 per cento) e la produzione di rifiuti (-28 per cento).

2,9

Il perimetro dell'attività di investimento sostenibile include, oltre agli strumenti azionari, anche i portafogli di obbligazioni che comprendono sia quelle emesse da organismi sovranazionali e agenzie per finanziare progetti con caratteristiche di sostenibilità ambientale (green bond), sia quelle emesse da società private. Per queste ultime, l'intensità carbonica del portafoglio obbligazionario si è ridotta del 14 per cento rispetto al 2019, passando da 161,0 a 138,3 tonnellate di CO2e per fatturato in milioni di euro (tav. a17).

Biodiversità

Biodiversità

La tutela della biodiversità è un obiettivo sfidante, sul quale intendiamo impegnarci nei prossimi anni.

La Banca pone particolare attenzione nella cura del proprio patrimonio verde, ricco di biodiversità, distribuito prevalentemente nelle aree circostanti lo stabilimento di produzione delle banconote a Roma (polo tuscolano), del Centro Donato Menichella a Frascati e della Sadiba a Perugia.

L'area del polo tuscolano si estende per circa 25 ettari e ospita, oltre a risorse archeologiche, più di 500 esemplari arborei diffusi anche in prossimità degli edifici e nelle aree di parcheggio. Il Centro Donato Menichella insiste su un'area di circa 32 ettari, all'interno della quale trovano spazio, tra le varie essenze presenti, circa 1.000 piante di ulivo. Nelle aree a verde della Sadiba, pari a 7 ettari, sono presenti oltre 2.660 alberi, tra cui 700 cipressi, 400 ulivi, 170 pini, 80 lecci e 100 alberi da frutto, oltre a numerosi arbusti e piante aromatiche; nel parco trovano ospitalità anche diversi animali quali uccelli di varie specie, come passeri, rondini, picchi e gazze, nonché scoiattoli.

Accanto all'obiettivo di conservazione delle aree verdi in condizione di pieno benessere, l'attività di gestione e manutenzione è tesa alla salvaguardia delle alberature e al miglioramento costante del patrimonio nel suo complesso attraverso: piani di tracciamento e monitoraggio; nuove piantumazioni di specie arboree in armonia con il paesaggio circostante; raccolta di olive e produzione di olio con finalità solidali.

Inoltre presso le aree di Roma e Frascati è prevista la realizzazione di aree tematiche, percorsi culturali e visite guidate con l'obiettivo di valorizzarne le caratteristiche tipiche ed esclusive e di contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza sui temi dell'ambiente e della biodiversità.

Ad esempio, nel complesso del polo tuscolano è prevista la realizzazione di quattro percorsi didattici in un hortus romanus, nella cornice dell'Acquedotto Felice e della cisterna romana di recupero delle acque piovane. L'individuazione delle specie botaniche e delle colture è stata condotta con criterio filologico, in base agli studi effettuati a Roma e Pompei su giardini dello stesso periodo (I-II secolo a.C.) e dipinti parietali di villa Livia in zona Prima Porta.

Nell'area del Centro Donato Menichella è prevista la riqualificazione di parte degli ulivi presenti, con la realizzazione di un parco con percorsi attrezzati.

Oltre alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturale, saranno realizzate pareti verdi in alcuni ambienti di lavoro per creare una maggiore armonia tra lo spazio artificiale degli uffici e gli elementi naturali. Inoltre, nei prospetti esterni dell'edificio di via Milano 60 a Roma, al termine dei lavori di ristrutturazione (cfr. la sezione: Energia), saranno integrati elementi a verde orizzontali e verticali, per contribuire all'abbattimento dell'inquinamento urbano e con funzioni schermanti.

Nel 2022 la Banca ha sottoscritto un accordo con il Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFA) dell'Arma dei Carabinieri per l'attuazione, in un arco temporale di tre anni, di iniziative mirate sui temi della riforestazione, conservazione e valorizzazione delle aree verdi, tutela della biodiversità, formazione ed educazione ambientale. La prima iniziativa riguarda un intervento di riforestazione da realizzare in Italia per la compensazione di una parte delle emissioni di gas serra dell'Istituto. Saranno piantumate specie autoctone o comunque compatibili con il territorio prescelto e saranno perseguiti, laddove possibile, anche obiettivi di tutela della biodiversità attraverso la creazione di specifici habitat naturali.

Cultura ambientale

Cultura ambientale

La Banca collabora con le altre istituzioni sui temi della finanza sostenibile; dà il proprio contributo alla definizione delle posizioni internazionali e nazionali in materia; contribuisce in qualità di autorità di vigilanza ad assicurare una sana e prudente gestione dei rischi legati ai profili ambientali, sociali e di governo societario degli intermediari finanziari; condivide i risultati delle proprie attività di ricerca e analisi sulle relazioni tra economia, finanza, energia e ambiente; collabora alla realizzazione di iniziative per promuovere la formazione e la consapevolezza sui temi ambientali.

Collaborazioni internazionali

Nell'ambito della Presidenza italiana del G20 la Banca, in collaborazione con il Ministero dell'Economia e delle finanze (MEF), ha contribuito a definire le priorità del Filone finanziario (Finance Track), che includono le politiche economiche per la lotta al cambiamento climatico e per favorire un modello di sviluppo più sostenibile. L'Istituto partecipa al gruppo di lavoro permanente sulla finanza sostenibile (Sustainable Finance Working Group), che conduce approfondimenti sui temi relativi a: rendicontazione delle informazioni sulla sostenibilità delle imprese; sviluppo di metriche per gli investimenti responsabili; valorizzazione del ruolo delle istituzioni finanziarie nel supportare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e dell'Agenda 2030 dell'ONU. Il gruppo ha anche elaborato un programma di lavoro pluriennale (G20 Sustainable Finance Roadmap), pubblicato nell'ottobre 2021. Sempre nell'ambito del G20, la Banca ha organizzato insieme al MEF la conferenza internazionale sul cambiamento climatico a Venezia, per promuovere il dibattito sugli strumenti necessari per raggiungere la neutralità climatica.

L'Istituto ha contribuito all'attività di diversi organismi internazionali, tra cui il Comitato di Basilea, che nel 2021 ha avviato i lavori per valutare l'incorporazione dei rischi climatici nell'attuale quadro prudenziale. Nel giugno 2022 il Comitato ha pubblicato le linee guida indirizzate alle banche e ai supervisori sulla gestione efficace dei rischi climatici; è ancora in fase di analisi l'introduzione di eventuali requisiti minimi obbligatori. La Banca partecipa inoltre ai lavori del Consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board, FSB) secondo il piano, pubblicato da quest'ultimo nel luglio 2021, volto a rafforzare disponibilità, confrontabilità e qualità delle informazioni sui rischi climatici e a favorire approcci di supervisione omogenei tra le diverse giurisdizioni.

L'Istituto ha organizzato insieme all'Innovation Hub della Banca dei regolamenti internazionali (BRI) il concorso G20 Techsprint 2021, che ha premiato le tre migliori soluzioni riguardanti altrettante sfide nel campo della finanza sostenibile: raccolta e condivisione dei dati; analisi dei rischi fisici e di transizione legati al clima; migliore collegamento fra progetti e investitori.

Dal gennaio 2022 la Banca è entrata a far parte dell'organo di indirizzo strategico del Network for Greening the Financial System (NGFS), costituito da oltre 116 organismi quali banche centrali e autorità di supervisione; il network coordina lavori di studio e scambi di esperienze sulla gestione del rischio ambientale e climatico nel settore finanziario. Nel giugno 2022 l'Istituto ha assunto, insieme alla Banca centrale della Nuova Zelanda, il coordinamento del gruppo di lavoro Net Zero for Central Banks, che condurrà approfondimenti sui temi relativi a: investimenti sostenibili; rendicontazione delle banche centrali sui rischi climatici e in materia ambientale; azioni per ridurre l'impronta carbonica delle operazioni interne.

Collaborazioni a livello europeo

La Banca partecipa al gruppo congiunto tra Banca centrale europea e Comitato europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB), che ha promosso un approccio metodologico comune per l'analisi dei rischi per la stabilità finanziaria dovuti ai cambiamenti climatici.

Sul fronte della vigilanza bancaria e finanziaria, l'Istituto contribuisce all'attività dell'Autorità bancaria europea (European Banking Authority, EBA) che ha impostato il proprio piano di azione sulle base dei mandati contenuti nella regolamentazione attualmente in vigore. Infatti nel giugno 2021 l'EBA ha pubblicato un rapporto sull'integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governo societario (environmental, social and governance, ESG) nelle pratiche di gestione del rischio di banche e imprese e investimento e nel processo di controllo prudenziale dei supervisori. Inoltre nel gennaio 2022 ha emanato uno standard tecnico relativo alle informative al pubblico che le grandi banche quotate dovranno fornire in merito alla propria esposizione ai rischi ESG. A maggio del 2022 l'EBA ha pubblicato per la consultazione un documento di discussione sulla valutazione di un possibile trattamento prudenziale dedicato alle esposizioni associate a fattori ambientali.

Nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism, SSM), la Banca ha collaborato con le altre autorità nazionali alla stesura delle aspettative di supervisione in merito ai rischi climatici e ambientali pubblicate dalla BCE nel 2020 e ha partecipato al primo esercizio di valutazione che quest'ultima ha condotto nel 2021 sul sistema bancario europeo. Lo scorso anno l'Istituto ha avviato una serie di interviste con banche e società di gestione del risparmio (SGR) sul tema dei rischi climatici e ha poi pubblicato ad aprile del 2022 le proprie aspettative di vigilanza - rivolte a tutti gli intermediari sotto la sua diretta supervisione - sulle modalità di integrazione del rischio climatico e ambientale nella strategia, nel modello di business, nei processi di governo societario e gestione del rischio e nell'informativa da fornire al pubblico. Nel corso dell'anno il documento sarà utilizzato dalle strutture di supervisione come base per un primo confronto con i singoli intermediari sul grado di rispondenza alle aspettative e sui piani di adeguamento.

Quest'anno la Banca ha inoltre aderito all'indagine tematica della BCE sulla valutazione del livello di conformità delle banche europee alle aspettative di supervisione; è stato esaminato un campione di 21 banche italiane meno significative.

L'Istituto infine fa parte dell'Environmental Network of Central Banks (ENCB), gruppo di lavoro composto da esponenti di 15 banche centrali che promuove lo scambio delle migliori pratiche nella gestione degli aspetti ambientali interni.

Partecipazione a gruppi di lavoro nazionali

La Banca collabora con propri esperti alla redazione del rapporto La situazione energetica nazionale, predisposto dal Ministero della Transizione ecologica (MITE); prende parte alle attività del Comitato per il capitale naturale, coordinato dallo stesso Ministero.

L'Istituto fornisce supporto tecnico al MEF per i negoziati sulle proposte legislative che scaturiscono dal Piano di azione per la finanza sostenibile della Commissione europea. Partecipa inoltre ai lavori dell'Osservatorio Italiano sulla povertà energetica (OIPE).

La Banca collabora al tavolo tecnico interistituzionale promosso dall'Associazione bancaria italiana (ABI) per individuare possibili interventi volti a favorire la riqualificazione energetica degli immobili in Italia.

Lo scorso anno ha inoltre ripreso a partecipare alle attività dell'Osservatorio Green Banking di ABI Lab, che conduce studi e approfondimenti sulla gestione degli impatti ambientali nelle operazioni interne ed elabora linee guida sulla rendicontazione ambientale.

Attività di ricerca e analisi, convegni e pubblicazioni

Nel 2021 la Banca ha dato un forte impulso alla ricerca sui temi della finanza sostenibile, nonché sull'impatto dei cambiamenti climatici sulla stabilità del sistema economico e finanziario e sulla struttura produttiva in Italia (cfr. il riquadro: I rischi climatici: il ruolo della ricerca economica del capitolo 9 nella Relazione sulla gestione e sulle attività della Banca d'Italia sul 2021). I principali risultati sono stati condivisi attraverso la: partecipazione di membri del Direttorio e di esponenti della Banca a convegni esterni; pubblicazione dei lavori di ricerca nelle collane dell'Istituto; organizzazione di seminari e workshop.

Nel periodo tra luglio 2021 e luglio 2022, il Governatore e gli altri membri del Direttorio sono intervenuti a 25 eventi sui temi della finanza sostenibile: i principali sono riportati nella tabella di seguito; sullo stesso tema, nelle collane della Banca, sono state diffuse 10 pubblicazioni. Nel sito internet è stata creata una sezione dedicata alla finanza sostenibile che raccoglie tutti gli studi pubblicati dai ricercatori dell'Istituto.

Governatore

luglio 2021 Conferenza internazionale sul clima a Venezia (COP21)
settembre 2021 Sustainable Policy Institute Symposium
novembre 2021 Singapore FinTech Festival
marzo 2022 XIII Conferenza Banca d'Italia - MAECI

Direttore Generale

ottobre 2021 Insurance summit organizzato a Roma dall'ANIA con la Presidenza italiana del G20
febbraio 2022 Eurofi High Level Seminar
giugno 2022 Convegno La trasformazione sostenibile: ambiente economia e società. Le sfide che ci attendono, le azioni possibili

Vice Direttrice Generale A. Perrazzelli

settembre 2021 Conferenza ABI-G20 Verso una finanza sostenibile per un'economia sostenibile

Vice Direttore Generale P. Cipollone

marzo 2022 Convegno Second Digital Day. At the roots of sustainability. Die jurnada globalny de les liberties tecnologiche para a digital humanismus, organizzato dall'Università di Firenze

Vice Direttore Generale P. Angelini

gennaio 2022 Comitato esecutivo dell'ABI
luglio 2022 Workshop di ricerca Long-term investors' trends: theory and practice, organizzato dalla Banca d'Italia e dal centro Long-Term Investors@UniTo

Nell'ambito delle attività di cooperazione tecnica internazionale con le banche centrali dei paesi inclusi nella politica di vicinato europea e di altre economie emergenti, la Banca ha organizzato nel gennaio 2022 il webinar Central banking, climate risks and sustainable finance.

Altre iniziative di formazione

L'Istituto ha collaborato con la Scuola nazionale dell'Amministrazione (SNA) nella progettazione e realizzazione di due nuovi corsi per il personale della Pubblica amministrazione: il primo sul tema Sostenibilità della PA: strategie, gestione e rendicontazione, rivolto a dirigenti apicali; il secondo dal titolo Misurare, ridurre e compensare l'impronta di carbonio, destinato a funzionari.

Nell'anno scolastico 2021-22 la Banca ha ospitato oltre 250 Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO): 11 di questi (tenuti a Roma e nelle Filiali di Ancona, Brescia, Catania, Catanzaro, Napoli, Palermo, Perugia e Salerno) hanno trattato tematiche ambientali. Alle iniziative hanno partecipato complessivamente 125 studenti, in modalità virtuale o ibrida.

Per il 2022 sono stati organizzati cinque corsi destinati al personale interno: Agenda 2030 e sviluppo sostenibile; Finanza sostenibile e rischi climatici; Transizione energetica e cambiamento climatico; Neutralità carbonica; Rendicontazione di sostenibilità.

Tavole statistiche

Questo documento contiene 17 tavole statistiche che riportano gli indicatori quantitativi di dettaglio sugli impatti ambientali della Banca d'Italia.

Note metodologiche

Questo documento contiene informazioni di natura metodologica, come gli standard e le linee guida utilizzate e le modalità di calcolo degli indicatori ambientali.

Testo della pubblicazione