Support innovation to innovate finance (only in Italian)
Buongiorno a tutte e tutti, è un vero piacere aprire i lavori di questo evento dedicato al tema dell'innovazione nel settore finanziario.
In una fase in cui la frontiera delle tecnologie digitali e delle loro applicazioni in campo finanziario avanza rapidamente, diventa essenziale promuovere un confronto strutturato tra istituzioni, operatori di mercato e mondo accademico su come affrontare le sfide e cogliere le opportunità che si presentano. È proprio questo confronto che rende particolarmente rilevante la giornata di oggi.
Nel mio intervento mi soffermerò su due questioni centrali: come promuovere l'innovazione nei servizi finanziari e come governarne lo sviluppo affinché produca benefici duraturi per l'economia e per la società. Il filo conduttore è semplice: riflettere su come capitali, regole, infrastrutture e collaborazione fra settore pubblico e privato possano concorrere a costruire un ecosistema finanziario europeo più integrato, competitivo e capace di sostenere la crescita nel lungo periodo.
Innovazione nei servizi finanziari
I servizi finanziari svolgono un ruolo centrale nel sistema economico, facilitando l'allocazione delle risorse e la gestione, redistribuzione e diversificazione dei rischi. In questo contesto, l'innovazione rappresenta un motore di crescita per l'intero sistema economico quando riduce i costi, aumenta l'efficienza o amplia l'offerta di servizi finanziari, sostenendo così gli investimenti produttivi e il benessere dei consumatori.
L'innovazione nei servizi finanziari ha accelerato grazie alle tecnologie digitali e all'emergere di un ecosistema più ampio, in cui agli operatori tradizionali, come le banche, si affiancano imprese tecnologiche (startup, piattaforme digitali e big tech) dando impulso al fenomeno del Fintech e all'emergere di nuovi modelli di business e prodotti. Questo dinamismo, testimoniato dai consistenti flussi di capitale verso il settore1, ha spinto gli intermediari finanziari tradizionali a rafforzare gli investimenti in innovazione, anche stabilendo partnership con imprese Fintech o acquisendole.
Nel contesto europeo, le opportunità sono significative, ma persistono limiti strutturali. Pur in presenza di iniziative innovative e di alcuni campioni, gli operatori Fintech europei risultano in media più piccoli e beneficiano di volumi di investimento privato inferiori rispetto ai principali concorrenti globali2.
In Italia, salvo poche eccezioni, le imprese Fintech sono di dimensioni ridotte, anche nel confronto con altri paesi europei come Francia e Spagna. Le analisi di bilancio3 indicano ricavi contenuti, una base clienti ancora non consolidata e l'adozione di forme giuridiche4 che facilitano l'avvio dell'attività imprenditoriale ma possono limitare la capacità di raccogliere capitali. Riscontri analoghi emergono dalla prima Indagine Fintech sugli operatori italiani non vigilati condotta dalla Banca d'Italia, che segnala come queste aziende utilizzino prevalentemente mezzi propri per finanziarsi e tendano ad affidarsi alle collaborazioni con intermediari tradizionali per espandere la propria operatività5.
I soggetti vigilati, e in particolare le banche, contribuiscono significativamente a innovare i servizi finanziari, sia sviluppando internamente nuove soluzioni digitali sia esternalizzando parte delle attività di ricerca e sviluppo verso il variegato ecosistema delle imprese innovative6. Secondo l'ultima Indagine Fintech della Banca d'Italia sugli intermediari bancari e finanziari, il valore delle partecipazioni in società tecnologiche è in crescita e ha superato il miliardo di euro nel 2024. Il sostegno alle iniziative Fintech si è concentrato prevalentemente nel settore dei pagamenti e in progetti basati sull'intelligenza artificiale e sul cloud7. Tuttavia, le reti di collaborazione appaiono frammentate e nessun attore dell'ecosistema sembra svolgere una funzione di catalizzatore dell'innovazione.
L'impiego efficace dell'innovazione tecnologica da parte degli intermediari resta tuttavia condizionato da fattori organizzativi - tra cui le difficoltà nel reperire competenze specialistiche e i costi d'integrazione con i sistemi informatici esistenti - e dalla difficoltà di presidiare rischi operativi e reputazionali che le nuove tecnologie generano.
Accanto ai vincoli dal lato dell'offerta, vi sono margini di crescita dal lato della domanda di servizi finanziari digitali, in Italia come in altri paesi europei dove l'utilizzo in generale delle tecnologie digitali è relativamente meno diffuso8. Uno sviluppo significativo richiederà un rafforzamento della fiducia della clientela, una maggiore alfabetizzazione digitale e una più chiara percezione dei benefici concreti derivanti dai servizi innovativi.
Promuovere l'innovazione
Come emerge dalle dinamiche appena richiamate, il comparto del Fintech - al pari di altri settori che fanno leva intensamente sulle tecnologie digitali - necessita di un ecosistema integrato che abiliti e faciliti la scalabilità delle imprese. La mobilizzazione del capitale è condizione necessaria, ma non sufficiente, affinché le nuove idee si traducano in iniziative imprenditoriali solide9.
Promuovere l'innovazione significa agire su più leve contemporaneamente: un quadro regolamentare che favorisca gli investimenti di lungo periodo e un'offerta di capitali adeguata alle diverse fasi di sviluppo delle imprese10; infrastrutture tecnologiche avanzate che consentano di sfruttare economie di scala ed effetti di rete; propensione al rischio adeguata ma responsabile; presidi di controllo idonei a tutelare sicurezza e stabilità senza scoraggiare la sperimentazione consapevole; un dialogo strutturato tra istituzioni, mercato e ricerca; la valorizzazione del capitale umano e l'attrazione di competenze qualificate11.
Queste priorità sono già al centro dell'agenda europea. Le iniziative della "Savings and Investment Union" e della "EU Startup and Scaleup Strategy", in particolare, mirano a creare migliori opportunità di investimento per i cittadini e le imprese e un mercato finanziario pienamente integrato, rimuovendo le barriere che limitano la mobilità dei capitali privati in Europa12. Si tratta di azioni ambiziose e necessarie, che includono misure per ampliare le opzioni di finanziamento per la crescita attraverso, ad esempio, il rafforzamento del ruolo degli investitori istituzionali e la creazione di un fondo pan-europeo dedicato alle imprese tecnologiche in fase di espansione. Nei prossimi mesi verrà proposta l'introduzione di un nuovo quadro normativo armonizzato, alternativo a quelli nazionali, per consentire alle imprese innovative di operare con regole uniformi a livello europeo in materia di diritto societario, insolvenza, lavoro e trattamento fiscale13. È stata già adottata una nuova strategia di alfabetizzazione finanziaria dei cittadini europei, volta ad accrescere le conoscenze necessarie per una gestione consapevole ed efficiente del risparmio14. Portare avanti e a compimento questi progetti è fondamentale per l'Europa, per garantire una crescita stabile e duratura e rafforzare la competitività e autonomia strategica.
Le politiche europee si devono combinare con quelle nazionali. In Italia, l'ecosistema dell'innovazione è cresciuto significativamente negli ultimi anni, ma rimane ostacolato da criticità lungo l'intera filiera dello sviluppo delle nuove imprese e del loro finanziamento15. La capacità di innovare della nostra economia beneficerebbe anche di un miglioramento delle condizioni generali del fare impresa e di interventi che favoriscano l'accesso ai mercati dei capitali. In questa prospettiva si inserisce, ad esempio, la riforma del Testo Unico della Finanza, attualmente all'esame del Parlamento, che introduce nuovi strumenti e semplificazioni per rendere più competitivo e attrattivo il nostro mercato.
Governare l'innovazione finanziaria
Nei servizi finanziari, l'innovazione può esprimere appieno il suo potenziale di crescita e di beneficio per i consumatori quando si sviluppa in un quadro regolamentare che accompagna il cambiamento tecnologico e rafforza la fiducia nel sistema. In questo senso, regole e vigilanza devono contribuire a creare un contesto di stabilità e prevedibilità che favorisca investimenti, sperimentazione e sviluppo sostenibile. Questo equilibrio diventa particolarmente rilevante in una fase in cui le tecnologie sono sempre più complesse, fanno uso intensivo di dati e si integrano con la finanza tradizionale (come nel caso delle attività tokenizzate e degli stablecoins) dando origine a forme ibride che aprono nuove opportunità ma introducono interdipendenze e fragilità.
Ed è su questa capacità di accompagnare l'innovazione, preservando fiducia e solidità del sistema, che si gioca oggi la sfida dell'innovazione finanziaria in Europa. La regolamentazione può svolgere un ruolo importante non solo nel presidio dei rischi, ma anche nella creazione di un contesto competitivo e attrattivo. Regole chiare, stabili, prevedibili e proporzionate ai potenziali pericoli non frenano l'innovazione. Al contrario: riducono l'incertezza e favoriscono gli investimenti.
Nella regolamentazione digitale e finanziaria l'Europa si trova sulla frontiera, ma è necessario che le regole siano introdotte in modo coordinato tra giurisdizioni, per quanto ciò sia oggi reso più complesso dalla natura globale dei fenomeni, con chiarezza e tempi certi, e che la loro attuazione si accompagni a prassi omogenee. In caso contrario, le giurisdizioni che adottano un approccio più rigoroso nei confronti dei rischi possono finire per disincentivare gli investimenti sia interni sia esteri ed esportare occupazione qualificata verso paesi con orientamenti meno attenti, soffocando così la propria crescita. Questo scenario non solo ci indebolirebbe, ma ci esporrebbe ulteriormente alle potenziali conseguenze negative connesse con prodotti, strumenti e servizi tecnologici e digitali governati altrove e fuori dal nostro controllo.
In questa prospettiva si inserisce l'impegno dell'Unione Europea a semplificare e razionalizzare il quadro regolamentare digitale, attraverso il cosiddetto Digital Omnibus, riducendo sovrapposizioni e incertezze applicative e favorendo un'attuazione più uniforme delle norme nel mercato unico16. L'obiettivo è diminuire i costi di compliance e abbassare le barriere all'ingresso, soprattutto per gli operatori innovativi, rafforzando concorrenza e scalabilità delle soluzioni digitali, e preservando la tutela dei consumatori e la stabilità finanziaria.
Governare l'innovazione finanziaria implica anche un impegno da parte delle autorità ad accompagnarne lo sviluppo attraverso strumenti che favoriscano il dialogo con il mercato, sostenendo l'evoluzione di prassi di governance adeguate, la sperimentazione di prodotti, servizi e soluzioni, la creazione di partenariati con l'accademia e, di conseguenza, la costruzione di nuovi ecosistemi attrattivi. Hub e Sandbox regolamentari svolgono proprio questa funzione, favorendo lo sviluppo di progetti innovativi in contesti strutturati e sicuri, in Europa17 e in Italia18.
Il settore privato è chiamato a svolgere un ruolo attivo. L'innovazione finanziaria deve fondarsi su modelli di business solidi, sulla gestione responsabile dei rischi e sulla capacità di generare benefici concreti per i clienti e il sistema economico-finanziario. Per gli operatori, tradizionali e Fintech, investire in sicurezza, trasparenza e interoperabilità19 non deve essere visto come un costo regolamentare. È invece una leva strategica per la sostenibilità del business, che rafforza fiducia e competitività, soprattutto in un mercato europeo integrato.
Infrastrutture e moneta come leve di innovazione
L'innovazione pone talvolta sfide che non possono essere affrontate né dal solo settore pubblico né dai singoli operatori privati. Questo è particolarmente evidente nei segmenti dei servizi finanziari caratterizzati da forti economie di rete, dove l'efficienza del mercato dipende dalla partecipazione coordinata di una pluralità di attori e dall'adozione di soluzioni interoperabili.
In questi ambiti, quanto più operatori e utenti partecipano a un mercato, tanto più questo diviene efficiente e attrattivo per chi offre e per chi utilizza servizi. Tuttavia, innovazioni potenzialmente vantaggiose per l'intero sistema possono non emergere nei casi in cui i singoli operatori non abbiano incentivi sufficienti a investire per primi oppure quando il coordinamento tra più soggetti risulta difficile. Ne possono derivare equilibri inefficienti, caratterizzati da una limitata diffusione di nuove tecnologie e frammentazione degli standard. Queste criticità risultano particolarmente rilevanti in presenza di elevati costi fissi iniziali e forte incertezza sui ritorni economici20.
L'intervento pubblico può sostenere l'innovazione finanziaria in diversi modi, dalla definizione di parametri tecnici condivisi, al supporto allo sviluppo di infrastrutture di base, fino, in alcuni casi, al ricorso a forme di partenariato pubblico-privato nelle fasi iniziali21. L'obiettivo è facilitare il coordinamento e consentire al sistema di convergere verso equilibri più efficienti. Questa azione resta comunque complementare a quella degli operatori privati, chiamati a cooperare, a promuovere interoperabilità e sicurezza, e a valorizzare la leva pubblica per sperimentare soluzioni innovative che possano diffondersi e diventare economicamente sostenibili.
Un esempio emblematico è rappresentato dai servizi di pagamento all'ingrosso, dove lo sviluppo di asset tokenizzati e piattaforme DLT sta interessando il sistema finanziario europeo e globale. I nuovi servizi di pagamento e regolamento potrebbero risultare più efficienti e flessibili rispetto a quelli basati sulle infrastrutture tradizionali, ma l'innovazione potrebbe essere frenata dall'elevata dimensione degli investimenti necessari o risultare non sufficiente per realizzare appieno i benefici potenziali per la collettività. Per l'Europa la proliferazione di piattaforme diverse potrebbe mettere a rischio la coerenza, la sicurezza e la stabilità del sistema dei pagamenti.
Consapevole di queste sfide, l'Eurosistema - e con esso la Banca d'Italia - ha scelto di non limitarsi a un ruolo di regolatore, ma di contribuire attivamente al disegno di un ecosistema digitale europeo. La priorità è preservare la moneta di banca centrale come àncora di fiducia e di finalità: solo un asset privo di rischio può garantire l'unicità (la singleness) dell'euro, la trasmissione efficace della politica monetaria e la stabilità finanziaria, anche in un contesto di rapida innovazione.
La strategia dell'Eurosistema concepisce il proprio intervento come piattaforma abilitante per l'innovazione privata. Questo disegno intende preservare il ruolo della moneta di banca centrale quale perno attorno a cui ruotano le diverse forme di moneta e asset digitali, lasciando al mercato la scelta delle soluzioni e dei modelli di business, nel rispetto di neutralità tecnologica e competitiva22. I progetti Pontes e Appia, complementari tra loro, mirano, nel breve periodo, a connettere le piattaforme basate su registri distribuiti alle infrastrutture esistenti dell'Eurosistema (TARGET), permettendo il regolamento in moneta di banca centrale di casi d'uso concreti; nel lungo periodo, a costruire un ecosistema europeo integrato e sicuro, adatto a funzionare su scala globale, dove pagamenti e strumenti finanziari tokenizzati possano convivere su una o più infrastrutture "qualificate" (in termini di standard e governance).
Un elemento caratterizzante di queste iniziative è il pieno coinvolgimento del settore privato: istituzioni finanziarie, operatori di mercato e fornitori tecnologici sono infatti chiamati a partecipare attivamente e in maniera strutturata, attraverso la presenza in gruppi di lavoro e organismi consultivi, all'intero ciclo di ideazione, sperimentazione e attuazione dei progetti, fornendo riscontri trasparenti e puntuali sui requisiti tecnici, operativi e di business, sui benefici attesi per gli utenti, sugli aspetti di governance.
Conclusioni
Le tecnologie digitali offrono strumenti potenti per ridurre frizioni e costi di transazione, rimuovendo barriere fisiche e operative. Ma da sole non bastano. Per evitare la frammentazione servono regole comuni, incentivi adeguati e un quadro di riferimento facilmente leggibile, che favorisca scelte consapevoli da parte di tutti gli agenti del mercato.
Sicurezza e innovazione non sono alternative, ma complementari. Il presidio dei rischi e la tutela della clientela, soprattutto nel mondo digitale, sono una responsabilità condivisa tra autorità e operatori di mercato, da sostenere sulla base di un dialogo costante e modelli di cooperazione effettiva, volti a coniugare innovazione, stabilità e fiducia di sistema, e a generare benefici concreti per aziende e cittadini.
In un contesto di rapida evoluzione tecnologica, è necessario che gli operatori per primi sappiano distinguere le iniziative in grado di generare benefici reali e duraturi per le persone e per l'economia dalle soluzioni che, pur tecnicamente possibili, non creano valore nel tempo. È attraverso questa capacità di selezione che il settore privato protegge il suo asset più prezioso: la fiducia dei clienti, presupposto essenziale per uno sviluppo sostenibile.
Note
- * Si ringraziano Emilia Bonaccorsi di Patti, Sabina Marchetti, Giorgio Merlonghi, Andrea Nobili e Ilaria Supino per il loro contributo alla preparazione di questo intervento.
- 1 Il valore stimato complessivo delle imprese del settore supera i tre trilioni di dollari e il Fintech figura tra i comparti con maggior numero di unicorni, ossia di startup non quotate con un valore stimato superiore al miliardo di dollari.
- 2 CB Insights (2025), State of Fintech 2024 Report.
- 3 Palazzo, S. & Sene, G. (2024), L'ecosistema Fintech in Italia: un'analisi attraverso i bilanci di un campione di imprese. Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), No. 862, Banca d'Italia.
- 4 Società a responsabilità limitata (inclusa la forma semplificata).
- 5 Banca d'Italia (2025), Indagine Fintech sugli operatori italiani non vigilati - 2025.
- 6 Questo modello basato sulla collaborazione tra operatori nuovi e tradizionali è diffuso anche in altri paesi. Puri, Y. Qian, X. Zheng, (2024), From Competitors to Partners: Bank's Venture Investments in Fintech. NBER Working Papers, No. 33297, National Bureau of Economic Research.
- 7 Banca d'Italia (2025), Indagine Fintech sugli intermediari bancari e finanziari - 2025.
- 8 Ad esempio, nel complesso della UE la quota di utenti di internet che ha utilizzato servizi di online banking era il 72 per cento nel 2024, con picchi oltre il 90; l'Italia si colloca agli ultimi posti, con un valore pari al 62 per cento. La quota di imprese che hanno venduto i loro prodotti via e-commerce era pari al 24 per cento e in alcuni paesi ha superato il 35; in Italia era di circa il 20 (Eurostat (2025), EC Digitalisation in Europe - 2025 edition).
- 9 Andini, M., Bertolotti, F., Citino, L., D'Amuri, F., Linarello, A. & Mattei, G. (2025), Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico in Italia. Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), No. 954, Banca d'Italia.
- 10 Draghi, M. (2024), The future of European competitiveness. European Commission. Beck, T., Bonaccorsi di Patti, E., De Vincenzo, A., Guazzarotti, G., Moretti, L. & Supino, I. (2025), Financing Growth and Innovation in Europe: Economic and Policy Challenges. Florence School of Banking and Finance.
- 11 Panetta, F. (2026), Investire nel futuro: giovani, innovazione e capitale umano. Inaugurazione dell'Anno Accademico 2025-2026 dell'Università degli Studi di Messina, 15 gennaio 2026.
- 12 Letta, E. (2024), Much more than a market: Speed, security, solidarity. Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens. European Council.
- 13 Angelini, P. (2025), Innovazione e finanziamenti all'innovazione in Europa. Convegno Financing Growth and Innovation in Europe: Economic and Policy Challenges, Fiesole, 10 marzo 2025.
- 14 Commissione Europea (2025), Financial Literacy Strategy.
- 15 Gallo, R., Signoretti, F.M., Supino, I., Sette, E., Cantatore, P. & Fabbri, M.L. (2025), The Italian venture capital market. Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), No. 919, Banca d'Italia. Bertolotti, F., Citino, L., Linarello, A., Lotti, F., Padovani, E., Pisano, E., Romanelli, M., Sanelli, A., Scoccianti, F., Sette, E. & Zangari, E. (2024), Innovazione e politiche di sostegno pubblico: un'analisi comparata. Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), No. 898, Banca d'Italia.
- 16 La proposta di Digital Omnibus regulation è stata presentata dalla Commissione Europea a novembre 2025 ed è attualmente nelle fasi preliminari di negoziazione. L'iniziativa mira a semplificare il quadro normativo digitale riducendo i costi di conformità tra norme orizzontali (come AI Act e Data Act) e regolamenti di settore, eliminando le frizioni tra vigilanza tradizionale e nuovi obblighi digitali nel sistema finanziario.
- 17 Ad esempio, la European Blockchain Sandbox ha l'obiettivo di fornire certezza giuridica, esperienza normativa e orientamenti per le soluzioni tecnologiche decentrate, compresa la blockchain, in un ambiente sicuro e riservato.
- 18 La Banca d'Italia partecipa alle iniziative dell'Eurosistema, tra cui lo Eurosystem Centre del BIS Innovation Hub, ed è impegnata nello svolgimento di una funzione di catalizzatore attraverso i suoi Innovation facilitators (Canale Fintech, Milano Hub). Collabora inoltre alla Sandbox Regolamentare. Il contatto diretto e continuo con gli attori del mercato consente di osservare tempestivamente le tendenze che guidano l'innovazione e quindi di anticiparne gli sviluppi futuri. Nel complesso, le esperienze maturate grazie a queste iniziative mostrano un ecosistema nazionale dinamico, seppur ancora frammentato.
- 19 Un'infrastruttura interoperabile consente agli utilizzatori di interagire senza barriere tecniche o operative, garantendo la compatibilità reciproca e la continuità del servizio.
- 20 Un singolo grande operatore potrebbe avere le risorse e gli incentivi per introdurre un'innovazione ma ciò rischia di tradursi nell'acquisizione di una posizione dominante e nella presenza di barriere all'ingresso, che ostacolerebbero l'accesso di nuovi partecipanti.
- 21 Anche nei sistemi di innovazione più avanzati lo Stato ha operato come catalizzatore di domanda, costruttore di infrastrutture di conoscenza, facilitatore tra ricercatori e imprenditori, e investitore nelle fasi iniziali dove il capitale privato non interviene a causa dell'elevata incertezza tecnologica e commerciale.
- 22 Banca Centrale Europea (2025), The Eurosystem's exploratory work on new technologies for wholesale central bank money settlement.
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