Informazioni sulla Brexit

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Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato all'Unione europea (UE) l'intenzione di recedere dall'Unione (Brexit). La UE e il Regno Unito hanno condotto intensi negoziati, giungendo a una bozza di accordo di recesso, che prevede un periodo transitorio (almeno fino al 31 dicembre 2020), durante il quale i Trattati e il diritto dell'Unione continueranno ad applicarsi pienamente nel Regno Unito. Durante tale periodo le due parti negozierebbero un accordo sui futuri rapporti tra la UE e il Regno Unito, i cui elementi principali sono appena delineati nella dichiarazione politica approvata insieme alla bozza di accordo di recesso. Tuttavia, l'accordo non è stato ancora ratificato dal parlamento britannico. Il 29 ottobre 2019 il Consiglio europeo ha prorogato al 31 gennaio 2020 il termine stabilito dall'art. 50 del Trattato sull'Unione europea per il perfezionamento del recesso (originariamente stabilito al 29 marzo 2019, cioè due anni dopo la notifica, e già prorogato una prima volta al 12 aprile e poi al 31 ottobre). Se il Regno Unito dovesse ratificare l'accordo di recesso prima del nuovo termine, il recesso avverrà il primo giorno del mese successivo a quello della ratifica.

Qualora anche al termine della proroga l'accordo di recesso non fosse stato ratificato, si verificherebbe una discontinuità (cliff edge) nei rapporti bilaterali tra la UE e il Regno Unito. Per effetto di tale discontinuità si determinerebbe tra l'altro la cessazione dell'attuale regime di mutuo riconoscimento delle autorizzazioni e del sistema di vigilanza sugli intermediari e i mercati finanziari (il cosiddetto passaporto unico). Le istituzioni e le autorità, europee e italiane, sono impegnate ad assicurare un adeguato grado di preparazione a un'eventuale uscita del Regno Unito senza accordo (no deal); gli intermediari bancari e finanziari devono farsi parte attiva nella preparazione.

Il Governo italiano ha varato un provvedimento (Decreto-Legge 25 marzo 2019, n. 22) che contiene, al Capo II, Sezione I, misure transitorie per garantire la continuità operativa di intermediari e mercati anche in caso di recesso del Regno Unito in assenza di accordo. Il decreto è stato successivamente convertito in legge dal Parlamento, con modificazioni (Legge 20 maggio 2019, n. 41, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2019).

Documentazione della Banca d'Italia

La Banca d'Italia segnala agli intermediari finanziari e agli altri soggetti interessati la necessità di procedere celermente nella preparazione a un possibile recesso del Regno Unito dall'Unione europea (Brexit) senza accordo; richiama altresì l'attenzione degli intermediari sugli adempimenti previsti dal Decreto-Legge 22/2019, in particolare quelli in materia di informativa alla clientela, e dà notizia della stipula di un Memorandum of Understanding con le autorità di vigilanza britanniche.

Facendo seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge 20 maggio 2019, n. 41, di conversione del Decreto-Legge 25 marzo 2019, n. 22, la Banca d'Italia ha pubblicato comunicazioni aggiornate contenenti le indicazioni operative indirizzate, rispettivamente, agli intermediari italiani operanti nel Regno Unito e agli intermediari britannici operanti in Italia.

La Banca d'Italia ha invitato gli intermediari britannici che operano sul territorio nazionale a informare i clienti italiani in merito alle iniziative assunte in relazione alla Brexit e alle conseguenze per le relazioni contrattuali in essere.

INTERVENTI DEL GOVERNO ITALIANO

INTERVENTI DELLE ISTITUZIONI EUROPEE

INTERVENTI E INTERVISTE DELLA BANCA D'ITALIA

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