Informazioni sulla Brexit

Go to the english version Cerca nel sito

Lo scorso 30 gennaio si è concluso il processo di ratifica dell'accordo di recesso del Regno Unito dall'Unione europea (UE). A partire dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito ha cessato di essere membro dell'Unione europea, ma l'Accordo prevede un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 (salvo eventuale proroga), durante il quale resta ferma l'applicazione del diritto della UE al Regno Unito, anche in materia di accesso al mercato dei servizi finanziari. Durante tale periodo l'Unione europea e il Regno Unito negozieranno un accordo sui futuri rapporti bilaterali, i cui elementi principali sono delineati nella dichiarazione politica che accompagna l'accordo di recesso.

Il 29 marzo 2017 il Regno Unito aveva notificato all'Unione europea l'intenzione di recedere dall'Unione (Brexit). Da allora la UE e il Regno Unito hanno condotto intensi negoziati, giungendo infine a un'intesa il 17 ottobre 2019. Il 29 ottobre 2019 il Consiglio europeo aveva prorogato al 31 gennaio 2020 il termine stabilito dall'art. 50 del Trattato sull'Unione europea per il perfezionamento del recesso (originariamente stabilito al 29 marzo 2019, cioè due anni dopo la notifica, e già prorogato una prima volta al 12 aprile e poi al 31 ottobre).

La ratifica assicura un'uscita ordinata del Regno Unito dalla UE e ha evitato una discontinuità (cliff edge) nei rapporti bilaterali tra la UE e il Regno Unito al 31 gennaio scorso. Le istituzioni e le autorità, europee e italiane, si erano comunque impegnate ad assicurare un adeguato grado di preparazione a un'eventuale uscita del Regno Unito senza accordo; in Italia, misure transitorie per garantire la continuità operativa di intermediari e mercati in caso di recesso del Regno Unito in assenza di accordo erano contenute al Capo II, Sezione I, del Decreto-Legge 25 marzo 2019, n. 22, successivamente convertito in legge, con modificazioni (Legge 20 maggio 2019, n. 41, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2019). Per effetto della ratifica dell'accordo di recesso, queste misure non troveranno applicazione.

Documentazione della Banca d'Italia

La Banca d'Italia ha emanato una comunicazione nella quale si ricordano le caratteristiche del regime di paese terzo che dopo il termine del periodo di transizione previsto nell'accordo di recesso del Regno Unito dalla UE sarà applicabile a tutti gli intermediari britannici operanti in Italia e si richiamano questi ultimi ad adempiere agli obblighi di informazione nei confronti della clientela circa i riflessi sui rapporti in essere:

Ad agosto 2019 la Banca d'Italia ha sottoscritto con le competenti autorità di vigilanza del Regno Unito un protocollo di intesa (Memorandum of Understanding) che assicurerà un adeguato livello di cooperazione e lo scambio delle informazioni fra le autorità quando, al termine del periodo di transizione, il diritto dell'Unione europea non sarà più applicabile al Regno Unito.

La Banca d'Italia ha invitato gli intermediari britannici che operano sul territorio nazionale a informare i clienti italiani in merito alle iniziative assunte in relazione alla Brexit e alle conseguenze per le relazioni contrattuali in essere. Resta fermo l'invito a informare adeguatamente la clientela italiana durante il periodo di transizione.

Le comunicazioni relative a uno scenario di Brexit senza accordo, non più rilevanti e applicabili, sono disponibili qui.

Collegamenti alle pagine sulla Brexit delle altre Autorità di Vigilanza

INTERVENTI DELLE ISTITUZIONI EUROPEE

INTERVENTI E INTERVISTE DELLA BANCA D'ITALIA

Argomenti Correlati

Fare business in Italia

La Banca d'Italia pubblica una lista di FAQ per favorire la trasparenza con riguardo ai procedimenti in fase di accesso al mercato bancario e finanziario italiano.