N. 121 - Il gap innovativo del sistema produttivo italiano: radici e possibili rimedi

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di Matteo Bugamelli, Luigi Cannari, Francesca Lotti e Silvia Magri aprile 2012

Il ritardo dell'Italia nell'attività innovativa rispetto ai principali paesi industriali risente della frammentazione del sistema produttivo in molte piccole imprese che hanno difficoltà a sostenere i costi elevati insiti nella ricerca e sviluppo e ad assumersene i rischi. Vi si sommano carenze di capitale umano nelle funzioni manageriali e di ricerca e un'eccessiva flessibilità dei rapporti di lavoro che riduce l'incentivo a investire in attività di formazione. La carenza di risorse finanziarie costituisce un ulteriore ostacolo; il capitale azionario, più adatto rispetto a quello di debito a finanziare l'innovazione, è meno diffuso che in altri paesi. Le risorse pubbliche spese in Italia per incentivi alle imprese hanno conseguito risultati modesti. Per accrescere la capacità innovativa sono opportune azioni per favorire la crescita dimensionale delle imprese, l'adozione di forme di gestione più manageriali, l'aumento del grado di capitalizzazione. È importante sostenere lo sviluppo di intermediari di venture capital, ancora relativamente poco diffusi in Italia. Il disegno e la gestione degli incentivi pubblici all'innovazione necessitano di miglioramenti.

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