N. 18 - L'economia della Calabria
Rapporto annuale
Gli andamenti macroeconomici
Nel 2025 l'economia calabrese è cresciuta moderatamente. Sulla base dell'indicatore ITER della Banca d'Italia, nell'anno il prodotto sarebbe aumentato dell'1,1 per cento, un valore superiore a quello osservato nel Mezzogiorno e nel Paese. Le aspettative per il 2026 risentono degli effetti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, che ha già determinato un deterioramento della fiducia delle famiglie e delle imprese.
Le imprese
Nell'industria in senso stretto le vendite sono aumentate in misura moderata; l'attività di investimento si è mantenuta sui livelli dell'anno precedente, ancora favorita dall'ampio ricorso agli incentivi fiscali, tra i quali quelli legati alla Zona economica speciale per il Mezzogiorno (ZES unica). Gli scambi con l'estero hanno continuato ad espandersi per il quinto anno consecutivo, superando il miliardo di euro; l'incidenza sul Pil, seppur in crescita, rimane contenuta. Il settore delle costruzioni ha evidenziato un miglioramento, beneficiando dell'avanzamento dei lavori pubblici, in parte connesso alla prosecuzione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Le compravendite di abitazioni sono tornate a crescere; i prezzi sono saliti, proseguendo la tendenza in atto negli anni più recenti. Anche nel terziario l'attività è aumentata. Le presenze turistiche sono cresciute sensibilmente, principalmente nella componente straniera. Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri, grazie all'incremento dei voli, che restano maggiormente concentrati nella stagione estiva, soprattutto quelli internazionali. I traffici di container presso il porto di Gioia Tauro - fortemente specializzato nel transhipment - hanno raggiunto un nuovo picco storico.
La redditività è rimasta positiva per la maggior parte delle imprese, favorendo un ulteriore incremento della liquidità aziendale, che si collocava già su livelli storicamente elevati. Il settore produttivo regionale, pur avendo registrato negli ultimi anni un lieve rafforzamento della dimensione media delle imprese, resta ancora fortemente polarizzato su realtà di piccola scala. La capacità innovativa e l'intensità brevettuale regionale continuano ad essere tra le più basse del Paese.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel 2025 l'occupazione in Calabria è cresciuta più intensamente che nel Mezzogiorno e nella media nazionale, con un aumento sia dei lavoratori dipendenti sia, in misura più marcata, degli autonomi. Il miglioramento si colloca in un contesto caratterizzato da una dinamica salariale di lungo periodo meno favorevole rispetto al resto del Paese, anche legata alla perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni accumulata nel biennio 2022-23 e non ancora pienamente recuperata. La crescita dell'occupazione si è accompagnata a una riduzione delle persone in cerca di lavoro, a fronte di una quota di soggetti inattivi rimasta stabile su livelli elevati nel confronto con la media nazionale.
Il reddito reale delle famiglie calabresi ha continuato a crescere, sostenuto dall'espansione dell'occupazione. Pur in presenza di una lieve ripresa dell'inflazione, i consumi hanno mostrato una dinamica positiva, in miglioramento rispetto al biennio precedente, beneficiando anche dell'incremento dei flussi turistici; è rimasto ampio il ricorso al credito al consumo.
L'intermediazione finanziaria
La dinamica dei prestiti al settore privato non finanziario si è rafforzata, sospinta dall'intensificarsi della crescita del credito alle aziende di medie e grandi dimensioni e dalla ripresa dei mutui abitativi alle famiglie. Il costo dei finanziamenti si è ridotto per le imprese, mentre è rimasto pressoché stabile per le famiglie. Il tasso di deterioramento del credito è diminuito per le imprese, collocandosi su un livello prossimo al valore medio nazionale e inferiore a quello del Mezzogiorno; per le famiglie consumatrici l'indicatore è rimasto stabile. L'espansione dei depositi bancari si è intensificata, soprattutto per il settore produttivo; il valore di mercato dei titoli in custodia ha continuato a crescere, anche se a un ritmo meno intenso dell'anno precedente. La rete degli sportelli bancari presenti sul territorio regionale si è ulteriormente ridimensionata.
La finanza pubblica decentrata
Nel 2025 la spesa degli enti territoriali ha continuato ad espandersi, sostenuta prevalentemente dalla componente in conto capitale, che ha registrato un incremento più marcato della media nazionale, favorito anche dall'avanzamento degli interventi connessi alle politiche di coesione. Il ciclo di programmazione regionale 2021-27 è stato interessato dalla revisione di medio termine, che ha comportato una riallocazione delle risorse verso alcune priorità strategiche, in particolare la resilienza idrica e le politiche per l'edilizia sostenibile. Le entrate in conto capitale sono aumentate, soprattutto per effetto della crescita dei trasferimenti e dei contributi destinati al finanziamento degli investimenti, mentre quelle correnti sono rimaste sostanzialmente invariate. La situazione di bilancio è migliorata per la Regione, che ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo; per le Province e i Comuni permane invece una condizione meno favorevole rispetto al complesso degli enti locali a livello nazionale. Nel triennio 2022-24 è proseguito il processo di digitalizzazione dei Comuni calabresi, favorito anche dall'aumento della spesa per investimenti in nuove tecnologie; nel confronto nazionale persistono tuttavia ritardi nell'erogazione dei servizi online.
Il settore del turismo
Il turismo fornisce un contributo rilevante all'economia regionale: rispetto alla media nazionale, la spesa turistica incide in misura più elevata sui consumi interni e il settore dell'ospitalità assorbe una quota maggiore di occupazione, soprattutto nei mesi estivi; tuttavia, anche per l'ampio ricorso a forme contrattuali flessibili, i livelli retributivi risultano inferiori a quelli medi degli altri settori. Il comparto turistico in regione presenta ancora ampi margini di crescita. L'intensità turistica - misurata dal rapporto tra presenze e popolazione residente - è inferiore al dato nazionale; nell'ultimo decennio le presenze sono aumentate ma meno della media del Paese, risentendo di un recupero più lento nella fase post-pandemica. Il settore si caratterizza ancora per una forte concentrazione sulle aree costiere, un'elevata stagionalità e una minore incidenza delle presenze straniere. La dotazione di posti letto relativamente più ampia in rapporto agli abitanti si associa a un più basso grado di utilizzo delle strutture alberghiere, che si allinea ai valori nazionali solo nei mesi di luglio e agosto. La qualità delle strutture risulta in miglioramento, anche se resta più contenuto in regione il peso di quelle di fascia più alta. L'offerta ricettiva presenta una dimensione media più elevata, in riduzione negli ultimi anni anche per l'ingresso sul mercato di piccoli operatori del comparto extra alberghiero. L'incidenza degli affitti brevi risulta inferiore rispetto alla media nazionale, nonostante una maggiore disponibilità di abitazioni non occupate (vuote o utilizzate da non residenti).
Testo della pubblicazione
-
18 giugno 2026N. 18 - L'economia della CalabriaPDF 3 MB
-
08 giugno 2026
Instagram
YouTube
X - Banca d’Italia
Linkedin