N. 1119 - Il canale del collaterale della politica monetaria non convenzionale

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di Giuseppe Ferrero, Michele Loberto e Marcello Miccoli giugno 2017

Il mercato interbancario collateralizzato è utilizzato dagli intermediari finanziari per scambiare riserve (moneta di banca centrale) a fronte di titoli in garanzia (collaterale). Questo mercato svolge un ruolo fondamentale nella redistribuzione tra gli operatori della liquidità immessa dalla banca centrale e, quindi, nella trasmissione della politica monetaria.

Durante la crisi finanziaria globale e quella dei debiti sovrani le banche centrali dei paesi avanzati hanno fornito al sistema bancario ingente liquidità mediante prestiti garantiti e programmi di acquisto di attività. Ciò si è riflesso in una minore disponibilità di titoli utilizzabili nel mercato interbancario, in un incremento dei loro prezzi e in una riduzione dei volumi di scambio sul mercato interbancario collateralizzato.

Gli effetti della politica monetaria sul prezzo dei titoli utilizzati come garanzia vengono in primo luogo analizzati con il ricorso a un modello teorico; le indicazioni così ottenute vengono successivamente sottoposte a verifica empirica.

Nel modello teorico gli intermediari finanziari possono detenere titoli e moneta; solo quest’ultima è utilizzata come mezzo di pagamento per le transazioni di famiglie e imprese. Gli intermediari soddisfano il fabbisogno di moneta per scopi transattivi utilizzando fondi propri e, se necessario, ricorrendo al mercato interbancario. Il prezzo dei titoli include quindi un premio di liquidità perché essi possono essere utilizzati in tale mercato come collaterale per ottenere moneta. Il premio può essere influenzato dalle operazioni di politica monetaria con cui la banca centrale modifica la disponibilità relativa di titoli e di moneta.

L’analisi empirica è basata sull’evoluzione tra il 2009 e il 2014 dei rendimenti di un campione di titoli di debito emessi da alcuni stati membri dell’area dell’euro, comunemente utilizzati come collaterale sul mercato interbancario. In linea con il modello teorico, a fronte di un aumento delle riserve immesse dalla BCE – come nel caso delle due operazioni di rifinanziamento a più lungo termine effettuate a dicembre del 2011 e a marzo del 2012 – si registra una diminuzione dei rendimenti, valutati al netto dei premi per il rischio di default e di altri fattori idiosincratici, dei titoli di debito inclusi nel campione.

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