N. 1117 - La relazione tra i trasferimenti intergenerazionali per l'acquisto dell'abitazione e il lavoro di cura non retribuito

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di Emanuele Ciani e Claudio Deiana giugno 2017

I trasferimenti intergenerazionali di ricchezza, al tempo stesso, accrescono la persistenza tra generazioni delle ineguaglianze reddituali e costituiscono una delle principali motivazioni del risparmio. Non sempre tali trasferimenti avvengono dopo la morte dei genitori.

I bisogni finanziari dei figli sono spesso del resto antecedenti, intervenendo in relazione all'acquisto o comunque all'arredo d'una propria casa di abitazione, in connessione col proprio matrimonio. Vuoi per motivazioni puramente altruistiche, vuoi nell'attesa d'una possibile compensazione futura - sotto la forma della prestazione non retribuita di attività di cura durante la vecchiaia - molti dei trasferimenti intergenerazionali sono posti in essere inter vivos.

Utilizzando i dati dell'Indagine Multiscopo sulle Famiglie condotta dall'Istat per gli anni 1998, 2003 e 2009, il lavoro si concentra sui trasferimenti inter vivos effettuati dai genitori in prossimità del matrimonio dei figli e finalizzati all'acquisto dell'abitazione; circa il 30 per cento delle coppie del campione analizzato hanno ricevuto tale aiuto. Essi sono in particolare posti in relazione con la eventuale successiva attività di cura posta in essere a favore dei genitori, in cui risulta coinvolto poco più di un quinto dei figli adulti.

Si evidenzia come, a parità di un'ampia serie di caratteristiche socioeconomiche, le coppie aiutate dai genitori nell'acquisto di un'abitazione siano più inclini a fornire, nei decenni successivi, attività di cura informale a questi ultimi, la cui aspettativa è pertanto un plausibile fattore che spiega la presenza di un simile trasferimento.

Pubblicato nel 2018 in: Review of Economics of the Household, v.16, 4, pp. 971-1001

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