N. 1075 - Una quantificazione degli effetti sulla produttività del global sourcing

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di Sara Formai e Filippo Vergara Caffarelli luglio 2016

Il global sourcing, ossia l’importazione da parte delle imprese di beni e servizi intermedi, è recentemente divenuto una caratteristica distintiva della produzione manifatturiera moderna. Grazie alla riduzione delle barriere internazionali al commercio e agli investimenti, nonché ai progressi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le imprese sono in grado di organizzarsi a livello internazionale attraverso l’esternalizzazione delle varie attività in base al vantaggio comparato delle diverse aree geografiche. In parallelo, la produzione, il commercio e gli investimenti sono strutturati sempre più frequentemente nelle cosiddette catene globali del valore, tramite le quali il processo produttivo è coordinato al livello globale, mentre ogni paese è specializzato unicamente in alcune fasi del processo stesso.

Questo lavoro mira a quantificare l’effetto del global sourcing sulla produttività a livello di paese e settore, utilizzando una cross section con 50 paesi e 18 settori. La strategia di identificazione, basata su una metodologia introdotta da Rajan e Zingales (1998), utilizza, da un lato, la variabilità tra paesi nel grado di specializzazione nell’importazione di beni intermedi (ossia la quota di questi ultimi nelle importazioni totali); dall’altro, la variabilità tra settori nel grado di “frammentabilità” del processo produttivo, misurata dal numero degli stadi che compongono la catena produttiva (“lunghezza”) e da quello degli input utilizzati direttamente nell’assemblaggio del bene finale (“ampiezza”). L’interazione tra specializzazione nell’importazione di beni intermedi e frammentabilità consente di cogliere in che misura un paese riesca a sfruttare, per ciascun settore, le opportunità derivanti dal global sourcing.

I risultati suggeriscono che nei paesi specializzati nell’importazione di beni intermedi il global sourcing influenza positivamente la produttività del lavoro e quella totale dei fattori (PTF), sia nei settori con catene di produzione lunghe sia in quelli con catene ampie. Si mostra, inoltre, che il meccanismo sottostante l’effetto sulla PTF dipende dalle caratteristiche delle catene del valore in termini di lunghezza e ampiezza. Nel caso di catene di produzione lunghe l’impatto sulla PTF proviene da un miglioramento tecnologico, ad esempio grazie alla disponibilità di input di qualità più elevata. Nel caso di catene ampie, esso deriva invece da una riallocazione delle risorse a favore di imprese più produttive.

Il lavoro quantifica anche l’impatto del global sourcing sulla crescita dell’occupazione, mostrando che nei settori con catene lunghe non vi sono effetti significativi, mentre si rileva un effetto negativo per quelli con catene ampie.

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