N. 1058 - Una stima del razionamento del credito alle imprese con dati banca-impresa

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di Lorenzo Burlon, Davide Fantino, Andrea Nobili e Gabriele Sene febbraio 2016

La disponibilità di strumenti in grado di fornire una misura quantitativa delle restrizioni all’offerta di credito, congiuntamente con le informazioni qualitative desumibili dalle indagini campionarie presso le banche e le imprese, permette una migliore valutazione della congiuntura creditizia ed è di primaria importanza per individuare la politica macroeconomica più adeguata.

Il lavoro fornisce alcune misure a livello aggregato di razionamento del credito bancario, inteso come una restrizione sulle quantità erogate alle imprese non indotta da un incremento del costo del credito.

A tale fine si considerano le imprese italiane operanti nel comparto dell’industria manifatturiera e in quello delle costruzioni e si utilizza una base dati contenente circa 5 milioni di osservazioni banca-impresa dal 2006 al 2015, desunte dalla Centrale dei Rischi e relative a quantità e costo del credito a termine per singola operazione di affidamento. Per l’identificazione delle curve di domanda e di offerta si tiene conto sia dei bilanci delle banche sia delle caratteristiche dell’impresa affidataria. L’utilizzo di microdati è rilevante per l’analisi econometrica in quanto consente di identificare eventuali significativi episodi di razionamento del credito anche quando, nei dati aggregati, l’offerta non risulta inferiore alla domanda.

Le stime suggeriscono che l’offerta di credito aumenta con il livello di capitalizzazione della banca e con la dimensione dell’impresa, mentre si riduce all’aumentare della quota di crediti in sofferenza nei portafogli dell’intermediario e del rischio creditizio dell’impresa affidataria. La domanda di prestiti dipende negativamente dal costo del credito e dalle fonti di finanziamento alternative ai prestiti bancari.

Indicatori basati sul numero di rapporti banca-impresa soggetti a razionamento oppure calcolati aggregando l’eccesso di domanda delle singole relazioni banca-impresa razionate mostrano che le restrizioni quantitative all’offerta di credito hanno raggiunto dei picchi alla fine del 2008 e alla fine del 2011, per poi progressivamente diminuire nel tempo. L’andamento degli indicatori ha riflesso in larga parte l’incremento delle sofferenze bancarie e la minore disponibilità di garanzie da parte delle imprese.

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