N. 938 - Tax deferral e raccolta netta dei fondi comuni: evidenza da un quasi esperimento naturale

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di Giuseppe Cappelletti, Giovanni Guazzarotti e Pietro Tommasino novembre 2013

Il lavoro stima gli effetti sulla raccolta netta dei fondi comuni derivanti dalle nuove regole in materia di tassazione dei rendimenti entrate in vigore il 1° luglio del 2011. Da quella data, i fondi comuni di diritto italiano sono passati dalla tassazione sul reddito maturato a quella sul reddito realizzato. Quest’ultimo criterio era già applicato ai fondi di diritto estero commercializzati in Italia.

La tassazione sul reddito realizzato consente di differire nel tempo il pagamento delle imposte sui risultati del fondo (tax deferral), riducendo così a parità di altre condizioni il valore attualizzato delle imposte. Se gli investitori nelle loro scelte tengono conto degli aspetti fiscali, essi avrebbero dovuto aumentare, a seguito della riforma, le sottoscrizioni di fondi di diritto italiano.

L’analisi utilizza i fondi esteri venduti in Italia come gruppo di controllo, stimando l’effetto sulle sottoscrizioni di fondi di diritto italiano della riforma con metodi del tipo difference-in-differences e matching. Le tecniche utilizzate consentono inoltre di tener conto della possibile presenza di un effetto di sostituzione tra i fondi esteri e quelli italiani.

Per quanto riguarda i dati, il lavoro si avvale di un panel appositamente costruito riguardante 116 fondi azionari italiani e 259 fondi azionari esteri, con frequenza mensile. In alcuni esercizi di robustezza si utilizza un panel ancora più ampio (anche se a frequenza trimestrale), che include la quasi totalità dei fondi commercializzati in Italia.

L’analisi, che tiene conto dell’andamento dei rendimenti, del profilo di rischio e di altre caratteristiche rilevanti dei fondi considerati, mostra che la riforma ha ridotto in maniera statisticamente significativa la differenza tra la raccolta netta dei fondi di diritto estero e quella dei fondi italiani. In particolare, nel semestre successivo alla riforma l’effetto a favore dei fondi di diritto italiano è quantificabile in circa il 2 per cento del patrimonio su base mensile.

Pubblicato nel 2019 in: Fiscal Studies, v. 40, 2, pp. 211-237