N. 914 - Quando il bambino piange di notte. Consumatori inelastici in mercati non concorrenziali

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di Giacomo Calzolari, Andrea Ichino, Francesco Manaresi e Viki Nellas giugno 2013

Secondo la teoria economica, imprese che operano in un regime di concorrenza imperfetta aumentano i loro prezzi quando osservano una riduzione dell’elasticità della domanda. Tale relazione dipende dal grado di concorrenza presente sul mercato: in particolare a un più elevato numero di imprese si associa una minore possibilità di estrarre surplus dai consumatori con il risultato che i prezzi diventano meno sensibili all’elasticità della domanda.

Il lavoro sottopone a verifica empirica queste previsioni teoriche utilizzando dati relativi ai prezzi e alle quantità di tutti i prodotti acquistati presso un ampio campione di farmacie italiane (pari al 18,6 per cento del totale) nel periodo 2007-2010. Assumendo che i genitori dei neonati, tipicamente meno informati sui prezzi e più affrettati (verosimilmente a causa del maggiore costo-opportunità del tempo), rappresentino consumatori meno attenti alle differenze di prezzo tra beni, ovvero “meno elastici”, il lavoro mette in relazione la variazione dei prezzi dei prodotti per l’infanzia praticati dalle farmacie con quella delle nascite a livello comunale.

Per identificare l’effetto causale dell’aumento del grado di concorrenza sulla variazione dei prezzi dovuto all’afflusso dei genitori di neonati, lo studio sfrutta la Legge 475/1968 (e successive modificazioni) in tema di autorizzazioni all’apertura di farmacie. Tale legge, modificata recentemente dal D.L. 1/2012 (“Cresci-Italia”), prevedeva che nei Comuni con meno di 7.500 abitanti vi fosse una sola farmacia mentre in quelli al di sopra di tale soglia e al di sotto dei 12.500 abitanti ve ne fossero due. La ricerca confronta, quindi, la relazione tra prezzi e nascite nei Comuni che stanno immediatamente al di sotto di questa soglia con quella nei Comuni immediatamente al di sopra.

I risultati dell’analisi suggeriscono che un aumento delle nascite avrebbe un effetto positivo e significativo sui prezzi dei prodotti per l’infanzia. Tale effetto sarebbe riconducibile esclusivamente alla riduzione dell’elasticità media della domanda di consumatori meno informati e più affrettati.

Il maggiore grado di concorrenza riduce i margini di aumento dei prezzi da parte dei farmacisti a seguito di un incremento delle nascite: l’effetto è infatti positivo e significativo nei Comuni che hanno popolazione immediatamente inferiore a 7.500 abitanti, ma statisticamente non diverso da zero in quelli al di sopra di tale soglia; in altri termini, in un Comune con poco più di 7.500 abitanti l’aggiunta di un concorrente è sufficiente per annullare il potere di mercato di una farmacia monopolista.