N. 479 - Gli effetti delle concentrazioni bancarie sulla disponibilità di credito per le imprese

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di E. Bonaccorsi di Patti e G. Gobbi giugno 2003

Nello scorso decennio il processo di concentrazione bancaria ha comportato diffusi cambiamenti nelle relazioni tra intermediari-banche e imprese. Numerosi intermediari sono scomparsi, altri sono stati interessati da fenomeni di ristrutturazione dopo essere entrati a far parte di gruppi creditizi. Ci si può chiedere se questi cambiamenti possono avere avuto ripercussioni sulla disponibilità di credito, soprattutto per le imprese che traggono maggiori benefici da stabili relazioni di clientela con banche di piccola dimensione.

Questo lavoro studia gli effetti delle concentrazioni avvenute tra banche italiane sulla disponibilità di credito e sugli investimenti delle imprese.

Dal lavoro emerge che le imprese che intrattengono relazioni con banche acquisite da altri intermediari non subiscono una riduzione nel credito disponibile e che la loro attività di investimento non è influenzata dalle operazioni di concentrazione tra banche. Questi risultati valgono anche per le imprese che incontrano maggiori difficoltà a diversificare le fonti di finanziamento: le aziende di minore dimensione, quelle che si rivolgono a un numero ristretto di banche e quelle finanziariamente più fragili. Al contrario, le imprese clienti di banche che entrano a far parte di un gruppo creditizio in seguito a un’acquisizione tendono ad avere una maggiore disponibilità di credito.