Rapporto annuale BCE sul 2025
Nel 2025 la BCE è riuscita a riportare l'inflazione in linea con l'obiettivo di medio termine del 2 per cento, dopo che una serie di crisi - la pandemia e le ripercussioni economiche dell'invasione ingiustificata dell'Ucraina da parte della Russia - l'avevano sospinta sui massimi storici verso la fine del 2022.
In risposta al più grande shock inflazionistico nell'arco di una generazione, la BCE ha attuato il più forte inasprimento di politica monetaria della propria storia, innalzando i tassi di riferimento di 450 punti base, un aumento record, tra luglio 2022 e settembre 2023 e impegnandosi a mantenerli su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario.
Tale inasprimento ha funzionato. L'inflazione nell'area dell'euro ha registrato una netta diminuzione e dalla metà del 2024 la BCE ha iniziato a ridurre gradualmente l'orientamento restrittivo di politica monetaria. All'inizio del 2025 il processo di disinflazione era ben avviato e le proiezioni della BCE prevedevano un ritorno dell'inflazione all'obiettivo.
Ma l'anno ha visto emergere un grave shock geopolitico. Gli Stati Uniti, il più grande mercato di esportazione dell'Europa, hanno eretto una barriera tariffaria, una mossa che rischiava di pesare sulla crescita dell'area dell'euro e che rendeva le prospettive di inflazione molto più incerte.
Alla fine, gli effetti inflazionistici sono stati contenuti. L'Europa si è astenuta da ritorsioni su vasta scala e l'apprezzamento del tasso di cambio dell'euro ha attenuato le pressioni sui prezzi all'importazione.
Con il procedere dell'inflazione sulla traiettoria prevista, il Consiglio direttivo ha potuto continuare a ridurre i tassi di riferimento, abbassandoli complessivamente di 100 punti base in quattro interventi consecutivi, fino a portare il tasso principale al 2,00 per cento entro giugno.
Ciascuna decisione è stata orientata dalla funzione di reazione del Consiglio direttivo, basata su tre elementi: la valutazione delle prospettive di inflazione, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria. Nell'assumere le proprie decisioni, il Consiglio direttivo ha adottato un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Allo stesso tempo, l'economia dell'area dell'euro ha mostrato un'inattesa capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale.
Questa tenuta è in parte riconducibile al fatto che nei primi mesi dell'anno le imprese hanno anticipato le importazioni in vista delle nuove barriere commerciali, dando al settore manifatturiero europeo un impulso temporaneo. Tale impulso si è affievolito con l'introduzione dei dazi e con l'indebolimento del comparto manifatturiero a fronte dei problemi di competitività.
Ma un aspetto più fondamentale è che l'economia dell'area dell'euro è stata sostenuta da un effettivo rafforzamento della domanda interna, che ha più che compensato lo shock esterno. Nel 2025 la crescita è stata trainata esclusivamente dalla domanda interna.
L'andamento più incoraggiante è stato forse quello degli investimenti.
Gli investimenti delle imprese sono cresciuti a un ritmo sostenuto, sospinti dagli investimenti immateriali (intelligenza artificiale, software e digitalizzazione), poiché le imprese europee hanno adottato la tecnologia digitale con rinnovata urgenza. Verso la fine dell'anno la maggiore spesa per la difesa in Germania ha iniziato a produrre effetti, a sua volta in risposta al nuovo contesto geopolitico.
La crescita dell'area dell'euro ha raggiunto l'1,4 per cento nel 2025, livello più elevato di quasi un terzo rispetto alla proiezione dell'inizio dell'anno, a riprova della capacità di tenuta dell'economia.
Tale contesto generale ha consentito al Consiglio direttivo di lasciare invariati i tassi di interesse a partire da luglio. Con l'inflazione intorno al nostro obiettivo di medio termine, le aspettative di inflazione a più lungo termine ben ancorate e un orientamento di politica monetaria sostanzialmente neutro, il Consiglio direttivo si è trovato in una posizione favorevole per poter rispondere a futuri shock in entrambe le direzioni.
Nel 2025 il Consiglio direttivo ha inoltre formalizzato le modalità di interpretazione degli shock futuri e di reazione a essi attraverso la sua valutazione della strategia di politica monetaria, un'iniziativa comune dell'Eurosistema terminata a giugno. Di portata più ristretta rispetto al riesame del 2021, tale valutazione ha integrato gli insegnamenti tratti dal mutato contesto dell'inflazione e dalla conseguente risposta di politica monetaria.
La valutazione ha riconfermato l'obiettivo di inflazione simmetrico del 2 per cento a medio termine quale cardine della strategia della BCE. Ha inoltre esteso la simmetria alla funzione di reazione: scostamenti ampi e durevoli dall'obiettivo in entrambe le direzioni sarebbero stati affrontati con un'azione adeguatamente incisiva o persistente. Il Consiglio direttivo ha inoltre sottolineato l'importanza di tenere conto non solo dell'andamento più probabile dell'inflazione e della crescita, ma anche dei rischi e dell'incertezza associati, anche attraverso analisi di scenario e di sensibilità.
Oltre alla politica monetaria, nel 2025 la BCE ha compiuto progressi in una serie di altri ambiti.
Con l'intensificarsi del dibattito sulla riduzione della complessità normativa in Europa, il Consiglio direttivo ha istituito la task force ad alto livello sulla semplificazione incaricata di elaborare proposte per razionalizzare i quadri di regolamentazione, di vigilanza e di segnalazione. La task force ha pubblicato le proprie raccomandazioni verso la fine dell'anno, per fornire un contributo alla predisposizione di un rapporto da parte della Commissione europea sulla situazione complessiva del sistema bancario europeo.
Si sono registrati sviluppi degni di nota anche per quanto riguarda le infrastrutture di mercato e i pagamenti.
Il sistema di gestione delle garanzie dell'Eurosistema (Eurosystem Collateral Management System) è stato introdotto a giugno, sostituendo le frammentate piattaforme nazionali con un unico sistema di gestione delle garanzie. I pagamenti istantanei denominati in euro regolati tramite TIPS sono aumentati del 132 per cento, per effetto dei requisiti sanciti dal regolamento sui pagamenti istantanei del 2025 in base ai quali i prestatori di servizi di pagamento nell'area dell'euro devono poter ricevere e inviare pagamenti istantanei.
Il Consiglio direttivo ha inoltre deciso di passare alla fase successiva del progetto sull'euro digitale, incentrata sulla preparazione tecnica, sul coinvolgimento del mercato e sul processo legislativo, con l'obiettivo di prepararsi per un possibile esercizio pilota nel 2027 e un'eventuale introduzione dell'euro digitale nel 2029.
In parallelo sono proseguiti i lavori per la nuova veste grafica delle banconote in euro, in linea con l'impegno della BCE a preservare la disponibilità del contante a fianco della moneta digitale. Il Consiglio direttivo ha selezionato i motivi che illustrano i due possibili temi per la prossima serie di banconote, ossia "Cultura europea: luoghi di cultura e condivisione" e "Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità". A luglio ha indetto un concorso grafico per le nuove banconote.
La qualità della ricerca della BCE ha continuato a ottenere un ampio riconoscimento a livello internazionale, a testimonianza dell'eccellenza dei nostri ricercatori. Attualmente la BCE si classifica al primo posto a livello mondiale per l'economia monetaria secondo il Research Papers in Economics, un database ampiamente utilizzato che raccoglie lavori di ricerca economica.
Alla fine dell'anno l'area dell'euro era pronta ad accogliere la Bulgaria quale ventunesimo paese aderente, a conferma dell'attrattiva dell'euro in tempi di crescente incertezza geopolitica. Il favore nei confronti dell'euro espresso dai cittadini dell'area ha raggiunto il livello record dell'83 per cento in primavera ed è rimasto elevato per tutto l'anno.
Nessuno di questi risultati sarebbe stato conseguito senza la dedizione e la competenza dei membri del personale della BCE. Questo rapporto annuale fornisce un resoconto dettagliato del lavoro che hanno svolto nel 2025.
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