N. 73 - Dalla vigilanza nazionale armonizzata alla Banking Union

Negli ultimi quattro anni il sistema dei controlli sulle banche è stato interessato nel nostro continente da un radicale processo evolutivo, tuttora in corso di realizzazione, che mira al superamento del modello della vigilanza nazionale armonizzata, cui si era sinora ispirata la legislazione europea, e alla realizzazione di una vera e propria Banking Union, caratterizzata da una vigilanza pienamente integrata a livello sovra nazionale.

Lo scritto si propone di offrire un'istantanea del processo evolutivo in atto, enucleando al suo interno cinque plessi normativi, di cui solo due, quelli che hanno creato il Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria e quelli che hanno dato vita al c.d. "pacchetto CRD IV", costituiscono allo stato diritto vivente.

Un fattore di assoluto rilievo della riforma è individuato nell'impostazione a due velocità, che ha caratterizzato il diritto europeo sin dall'adozione della moneta unica e che induce a descrivere la nuova architettura dei controlli con l'immagine di due cerchi concentrici, il più esterno dedicato alle novità normative applicabili a tutti gli Stati dell'Unione Europea, mentre il cerchio più interno ospiterà la disciplina "speciale", applicabile solo agli Stati dell'Eurozona e agli altri che vi si vogliano assoggettare spontaneamente.

Rientrano nel primo gruppo i regolamenti che hanno creato il Sistema Europeo di Vigilanza Finanziaria, il regolamento CRR e la direttiva CRD IV e le due proposte di direttiva tese a introdurre schemi europei di risoluzione delle crisi e di assicurazione dei depositi, mentre ricadono nel secondo le due proposte di regolamento istitutive del Single Supervisory Mechanism e del Single Resolution Mechanism/Single Bank Resolution Fund, che rappresenteranno lo stadio più avanzato del progetto perseguito dal legislatore europeo.

Il quaderno concentra l'attenzione sui lavori concernenti la proposta di regolamento istitutiva del Single Supervisory Mechanism, offrendo una prima, seppur interlocutoria, analisi del futuro riparto di competenze fra la Banca Centrale europea e le Autorità nazionali, una ricostruzione dei futuri rapporti fra la prima e l'Autorità Bancaria Europea, una valutazione della complessiva solidità della riforma e degli effetti sull'ordinamento italiano.

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