N. 18 - I tassi di recupero delle sofferenze nel 2018

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di A.L. Fischetto, I. Guida, A. Rendina, G. Santini, M. Scotto di Carlo dicembre 2019

Questa nota aggiorna al 2018 le stime sui tassi di recupero delle sofferenze già pubblicate per gli anni dal 2006 al 2017. Inoltre, la nota illustra i risultati dell'indagine annuale sulle cessioni di crediti classificati a sofferenza condotta a partire dal 2016 dalla Banca d'Italia. I dati, insieme ad alcune disaggregazioni di dettaglio commentate ma non riportate nel testo, vengono resi disponibili in formato elettronico.

Dall'analisi emergono i seguenti principali risultati.

  • Nel 2018 l'ammontare lordo delle sofferenze eliminate dai bilanci bancari ("chiuse" in quanto segue) è ulteriormente aumentato, raggiungendo i 78 miliardi (43 nel 2017, 17 nel 2016). La crescita è interamente riconducibile alle cessioni sul mercato, aumentate da 33 a 67 miliardi; le sofferenze chiuse per via ordinaria sono rimaste sostanzialmente costanti intorno a 11 miliardi. Il controvalore delle posizioni chiuse si è confermato superiore a quello dei nuovi ingressi in sofferenza (19 miliardi), anche per effetto della riduzione di questi ultimi.
  • Sono cresciuti sia i tassi di recupero delle posizioni in sofferenza cedute (dal 26% al 30%) sia quelli delle sofferenze chiuse mediante procedure ordinarie (dal 44% al 46%); il differenziale nei recuperi tra cessioni e procedure ordinarie si mantiene elevato. Nonostante la quota delle cessioni sul mercato sia aumentata (86% del totale, contro 76% nel 2017), il tasso di recupero totale è cresciuto al 33% (30% nel 2017).
  • Il tasso medio di recupero sulle sofferenze assistite da garanzie reali è stato pari al 38%, risultando in aumento sulle posizioni oggetto di cessione (dal 33% al 35%) e in diminuzione su quelle chiuse mediante procedure ordinarie (dal 55% al 52%).
  • Per le posizioni non assistite da garanzie reali il tasso medio di recupero è risultato pari al 22%. Esso è aumentato sia sulle sofferenze cedute (dal 18% al 19%) sia su quelle oggetto di procedure di recupero ordinarie (dal 31% al 36%).
  • È significativamente cresciuta la velocità di smaltimento delle sofferenze. Il rapporto tra l'ammontare delle posizioni chiuse nell'anno e lo stock esistente all'inizio del periodo, che aveva toccato il minimo nel 2013 (6%), ha raggiunto il 50% nel 2018 (23% nel 2017).
  • Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2018, ricavato sulla base della rilevazione annuale condotta dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni, è aumentato al 23% dell'esposizione lorda di bilancio al momento della cessione (17% nel 2017). Il prezzo è stato mediamente pari al 34% per le sofferenze assistite da garanzie reali e al 10% per le altre. Si rammenta che parte della differenza tra tassi di recupero sulle sofferenze cedute e prezzi di cessione deriva dal fatto che i primi (più elevati) tengono anche conto dei flussi (recuperi "parziali") incassati dalle banche nel periodo precedente la chiusura della posizione. Nel complesso, l'evidenza riveniente da questa indagine si conferma in linea con i risultati ricavati dalla Centrale dei rischi, illustrati nei punti precedenti.

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