N. 14 - Modifiche di fondo da apportare allo stress test europeo (EU-wide) nel lungo periodo: una nota per la discussione

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di Paolo Bisio e Roberta Fiori giugno 2019

In Europa gli stress test sulle banche sono ormai entrati pienamente a far parte dello strumentario a disposizione delle autorità di vigilanza. Accrescerne efficacia ed efficienza, quindi, non è solo desiderabile; è essenziale per svolgere al meglio i controlli sull'attività delle banche e aumentarne la solidità. La nota argomenta come si possano ottenere significativi miglioramenti in termini di efficacia ed efficienza conducendo separatamente due distinti stress test (al momento, infatti, lo stress test europeo è unico): il primo, da parte delle autorità di vigilanza competenti (la BCE nel caso delle banche significative appartenenti all'Unione bancaria), con finalità micro-prudenziali; il secondo, svolto dall'EBA in collaborazione con l'ESRB, con finalità macro-prudenziali.

La separazione (decoupling) tra i due esercizi, possibile in base alle disposizioni europee, sarebbe coerente con i diversi compiti assegnati dalla regolamentazione alle autorità che compongono il sistema europeo di vigilanza: da un lato, l'art. 100 della Direttiva CRDIV prevede che le autorità competenti conducano stress test di natura micro-prudenziale; dall'altro, il Regolamento istitutivo dell'EBA richiede all'EBA di avviare e coordinare prove di stress di natura macro-prudenziale (in collaborazione con l'ESRB) allo scopo di valutare la capacità di resistenza delle istituzioni finanziarie europee a fronte di rischi e shock di natura sistemica.

Lo stress test micro-prudenziale dovrebbe: essere mirato su specifiche aree di rischio identificate come prioritarie dal supervisore; combinare ipotesi di bilancio sia statico sia dinamico e tenere maggiormente conto degli stress test condotti dalle stesse banche (nell'ambito del cosiddetto ICAAP); basarsi su un approccio bottom-up, ma soggetto al processo di controllo e verifica (quality assurance) da parte delle autorità competenti; non prevedere necessariamente la pubblicazione analitica dei risultati per le singole banche. Lo stress test macro-prudenziale, invece, dovrebbe essere finalizzato a valutare la solidità del settore finanziario europeo nel suo complesso e basarsi su un approccio top-down, così da consentire la simulazione di scenari multipli e l'inclusione di rischi emergenti minimizzando gli oneri per le banche coinvolte; i risultati garantirebbero una valutazione coerente della solidità del sistema e verrebbero pubblicati (a livello aggregato) in uno specifico rapporto.