N. 77 - Rischio idrogeologico e rischio di credito: la probabilità di insolvenza delle imprese italiane corretta per il rischio fisico
Il lavoro valuta l'effetto dei rischi fisici legati al cambiamento climatico sulla probabilità di insolvenza (PI) a un anno delle imprese non finanziarie italiane, concentrandosi sui rischi idrogeologici come alluvioni e frane. Il dataset utilizzato integra dati finanziari aziendali con la localizzazione geografica delle unità operative, corredata dal relativo livello di rischio idrogeologico. Si calcola, quindi, per ciascuna impresa: i) un indicatore di rischio discreto; ii) una PI aggiustata per i rischi idrogeologici, ottenuta riscrivendo le poste di bilancio in modo da integrare la perdita attesa associata ai rischi idrogeologici. L'analisi mostra che il 38 per cento delle imprese è esposto a rischi idrogeologici, con forti differenze regionali e settoriali. In media, l'esposizione comporta un lieve aumento della PI ed effetti economici contenuti, con risvolti trascurabili sulle garanzie utilizzate nelle operazioni di politica monetaria. Tuttavia, il deterioramento della solidità creditizia è maggiore per le imprese in aree ad alto rischio. La copertura assicurativa attenua l'effetto per l'intero campione, dimezzando in media l'impatto sulla PI. Un eventuale aumento della frequenza e della gravità degli eventi estremi nel futuro porterebbe, presumibilmente, a un aggravamento degli effetti del rischio idrogeologico sul merito creditizio delle imprese.
Testo della pubblicazione
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25 febbraio 2026
(testo in inglese)
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