Il bilancio di esercizio - anno 2025

Il bilancio di esercizio

Assemblea ordinaria dei partecipanti del 31 marzo 2026

Marzo 2026
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Il 31 marzo 2026 l'Assemblea ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca d'Italia ha approvato il bilancio dell'esercizio 2025. La dimensione del bilancio alla fine del 2025 è lievemente cresciuta rispetto all'esercizio precedente, attestandosi a 1.113 miliardi. Nell'attivo la riduzione dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria è stata più che compensata dal significativo aumento del valore delle riserve auree derivante dalla maggiore quotazione del metallo; nel passivo si sono ridotti soprattutto il saldo debitorio connesso con l'operatività del sistema TARGET e i depositi delle istituzioni creditizie, mentre sono aumentati i conti di rivalutazione, principalmente per l'apprezzamento dell'oro.

Dopo le perdite lorde rilevate nel biennio precedente (-7.125 milioni nel 2023 e -7.319 nel 2024), il risultato lordo è tornato positivo già nel 2025, confermando le previsioni riportate nei bilanci degli esercizi precedenti, attestandosi a 3.018 milioni. I risultati economici della Banca d'Italia, come quelli delle altre banche centrali, sono fortemente dipendenti dalle decisioni di politica monetaria dell'Eurosistema, il cui obiettivo primario è il mantenimento della stabilità dei prezzi che può comportare l'insorgere di perdite la cui entità e persistenza possono variare anche significativamente all’interno dell'Eurosistema.

Il margine di interesse e il risultato netto della ridistribuzione del reddito monetario sono significativamente migliorati rispettivamente di 10.363 e 487 milioni; la variazione positiva è dovuta in prevalenza alla minore onerosità delle passività in euro, determinata dal calo dei tassi di interesse ufficiali.

Il fondo rischi generali, previsto dallo Statuto per fronteggiare i rischi derivanti dalla complessiva attività dell'Istituto, è stato alimentato per 900 milioni dopo gli utilizzi di 11.400 milioni effettuati a fronte delle perdite lorde del biennio precedente. Tale accantonamento tiene conto sia del livello attuale dei rischi, stimati negli scenari più sfavorevoli, sia della loro evoluzione attesa. Il fondo rischi generali ha raggiunto la consistenza di 24.714 milioni.

L'onere per le imposte di competenza è stato pari a 466 milioni (rispetto a un contributo positivo di 2.363 milioni nel 2024) e l'esercizio si è dunque chiuso con un utile netto di 1.652 milioni (quasi raddoppiato rispetto all'utile di 844 milioni del 2024).

Ai Partecipanti è stato assegnato un dividendo pari a 340 milioni a valere sull'utile netto, misura uguale a quella che nei due esercizi passati era stata corrisposta mediante l'integrazione fornita dalla posta speciale per la stabilizzazione dei dividendi, costituita con delibera dell'Assemblea ordinaria del 31 marzo 2017. Come stabilito dalla stessa Assemblea, con riferimento all'esercizio 2025 la posta di stabilizzazione è stata alimentata per 40 milioni. Le somme effettivamente erogate ai Partecipanti ammontano a 339 milioni in quanto un milione, relativo alle quote eccedenti il limite di detenzione previsto dalla legge, è destinato secondo lo Statuto alla riserva ordinaria.

L'ammontare spettante allo Stato è pari quindi a 1.272 milioni.

Negli ultimi cinque anni, considerando anche l'integrazione al dividendo prelevata dalla posta speciale, l'importo complessivo effettivamente attribuito ai Partecipanti è ammontato a 1.699 milioni; gli utili retrocessi allo Stato sono stati pari a 9.772 milioni e, aggiungendovi anche le imposte correnti (2.595 milioni), lo Stato ha percepito 12.367 milioni.

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