Private equity e innovazione nell'area dell'euro
La Banca d'Italia pubblica oggi "Private equity e innovazione nell'area dell'euro", il nuovo numero della collana "Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento".
Questo studio esamina la relazione tra gli investimenti di private equity (PE) e la capacità innovativa delle imprese dell'area dell'euro, con un'attenzione particolare alle tecnologie verdi. Utilizzando dati sulle operazioni di PE, sulle domande di brevetto e sulle caratteristiche delle imprese di otto paesi dell'area dell'euro nel periodo 2010-2019, viene analizzato il legame tra il PE e i contributi innovativi delle imprese, misurati mediante le domande di brevetto. I risultati indicano che le imprese che ricevono investimenti di PE aumentano la produzione di brevetti, con un effetto più pronunciato nel caso di investimenti di venture capital. Tale relazione può derivare anche dalla maggiore capacità delle imprese più innovative di attrarre una quota più elevata di finanziamenti di PE. I fondi di PE possono pertanto agire come catalizzatori, amplificando un potenziale innovativo già esistente. Per quanto riguarda le tecnologie verdi, l'evidenza empirica non segnala un legame tra innovazione e investimenti di PE, probabilmente a causa di barriere strutturali, quali l'elevato rischio e i lunghi cicli di sviluppo, che potrebbero aver limitato la capacità del PE di promuovere il progresso tecnologico verde nel periodo considerato.
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8 luglio 2026
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