Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano"
Viene presentato oggi a Bolzano il rapporto annuale "L'economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano".
Il quadro macroeconomico
Nel 2025 l'economia delle province autonome di Trento e di Bolzano ha continuato a crescere su ritmi contenuti. In base all'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, il PIL in termini reali è aumentato dello 0,5 per cento in Trentino, in linea con il dato nazionale, e dello 0,6 per cento in Alto Adige.
L'andamento dell'attività economica ha beneficiato della ripresa degli investimenti e del moderato aumento dei consumi, nonostante le perduranti tensioni geopolitiche e commerciali, che si sono riflesse nella debolezza della domanda estera e in un clima di cautela per imprese e famiglie. L'avvio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha determinato, nei mesi più recenti, un peggioramento delle prospettive per l'anno in corso.
Le imprese
Nel 2025 l'attività delle imprese manifatturiere è rimasta debole. In Trentino si è registrata una lieve flessione dei ricavi, mentre in Alto Adige il saldo tra le imprese con fatturato in aumento e quelle in diminuzione si è mantenuto positivo. Le esportazioni hanno continuato a risentire della debolezza dei mercati europei di lingua tedesca: in termini reali le vendite estere si sono contratte sia in provincia di Bolzano sia, in misura più intensa, in quella di Trento.
L'attività nelle costruzioni è cresciuta in misura moderata, sostenuta dall'avanzamento dei lavori pubblici connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e alle infrastrutture per le Olimpiadi invernali. I servizi di alloggio e ristorazione hanno continuato a espandersi, beneficiando dell'ulteriore crescita della domanda turistica. I servizi alle imprese hanno registrato una dinamica dei fatturati particolarmente favorevole. Anche il comparto agricolo ha presentato andamenti positivi, con aumenti della produzione di mele e di uva da vino.
Nel 2025 gli investimenti delle imprese industriali e dei servizi sono lievemente aumentati, con andamenti più favorevoli per quelle industriali, particolarmente in Alto Adige. Le indicazioni per il 2026 segnalano tuttavia una riduzione dell'attività di accumulazione, in un contesto connotato da maggiore incertezza e dal deterioramento delle aspettative di domanda.
La redditività delle imprese si è leggermente ridimensionata, rimanendo soddisfacente nelle valutazioni della grande maggioranza degli operatori. È proseguita la crescita della liquidità detenuta presso il sistema bancario. All'incremento della domanda di finanziamenti, favorita dalla riduzione dei tassi di interesse, si sono accompagnate l'attenuazione del calo dei prestiti alle imprese trentine e la ripresa del credito a quelle altoatesine.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel 2025 il mercato del lavoro ha continuato a mostrare condizioni favorevoli. L'occupazione è aumentata in provincia di Trento ed è rimasta sostanzialmente stabile in quella di Bolzano, confermandosi su livelli storicamente elevati. È cresciuta la componente del lavoro dipendente, mentre si è ridotta quella indipendente. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente diminuito, attestandosi su valori particolarmente contenuti nel confronto nazionale.
La dinamica delle retribuzioni nominali ha sostenuto la crescita dei redditi delle famiglie. In termini reali, il reddito disponibile ha continuato ad aumentare moderatamente, nonostante l'incremento dell'inflazione. I consumi hanno segnato un incremento moderato, in un contesto ancora caratterizzato da elevata incertezza. È proseguita la crescita dei depositi bancari e delle attività finanziarie. I prestiti alle famiglie sono aumentati, soprattutto in Trentino; a tale andamento hanno contribuito più intensamente i mutui per l'acquisto di abitazioni.
Il mercato del credito
Nel 2025 il credito al settore privato non finanziario ha mostrato andamenti differenziati tra le due province e le diverse tipologie di intermediari. In Trentino la contrazione dei prestiti si e quasi arrestata, riflettendo la crescita degli impieghi delle banche extra-regionali a fronte di una riduzione osservata per gli istituti locali; in Alto Adige il credito e tornato ad aumentare, sostenuto in misura maggiore dalle banche locali.
I depositi bancari di imprese e famiglie hanno continuato a espandersi in entrambe le province, trainati prevalentemente dagli intermediari locali, che ne mantengono una quota maggioritaria.
La qualità del credito e rimasta complessivamente buona: i flussi di nuovi prestiti deteriorati si sono mantenuti su livelli contenuti e inferiori alla media nazionale e la loro incidenza sul totale dei finanziamenti e ulteriormente diminuita.
La finanza pubblica decentrata
La spesa primaria complessiva degli enti territoriali delle due province ha proseguito la sua crescita. L'incremento è riconducibile sia a quella in conto capitale, trainata dagli investimenti fissi lordi, sia alla componente di parte corrente, su cui hanno inciso la restituzione delle risorse ricevute in eccesso per l'emergenza da Covid-19 e, soprattutto per la provincia di Bolzano, le spese per il personale connesse ai rinnovi contrattuali. All'avanzamento dei progetti afferenti al PNRR si è associato anche il progredire delle infrastrutture previste per le Olimpiadi invernali del 2026. Le entrate correnti delle due Province e dei Comuni sono ulteriormente cresciute, in particolar modo in Alto Adige, beneficiando anche dell'andamento congiunturale favorevole dell'ultimo biennio.
Divari di genere, età e cittadinanza nell'economia delle province autonome
La maggiore integrazione nel mercato del lavoro di donne, giovani e persone straniere è una leva centrale per contrastare la riduzione della forza lavoro e sostenere la crescita economica in un contesto demografico sfavorevole.
In un mercato del lavoro caratterizzato da condizioni nel complesso migliori rispetto alla media nazionale, persistono divari fra alcune fasce della popolazione nella partecipazione, nei trattamenti economici, nelle tipologie contrattuali e nelle opportunità di carriera.
Le donne mostrano una minore partecipazione al mercato del lavoro e risultano più frequentemente impiegate con orari a tempo parziale, con implicazioni sulle prospettive di carriera e sui montanti retributivi. I differenziali retributivi, che le penalizzano, tendono ad ampliarsi con l'età. I lavoratori giovani e quelli stranieri presentano percorsi di impiego meno stabili e con una maggiore concentrazione in settori e qualifiche a basso valore aggiunto e a bassa retribuzione. Le disuguaglianze, in particolare di genere e di età, emergono anche nella propensione all'imprenditorialità e nell'accesso al credito.
Allegati
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11 giugno 2026
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8 giugno 2026
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