Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia delle Marche"
Viene presentato oggi ad Ancona il rapporto annuale "L'economia delle Marche".
Nel corso del 2025 l'attività economica nelle Marche ha mostrato segnali di ripresa. Gli sviluppi recenti dell'economia regionale sono tuttavia condizionati dall'inasprimento delle tensioni geopolitiche e commerciali, in un contesto caratterizzato da elevata incertezza.
Il quadro macroeconomico
Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, nel 2025 l'attività economica sarebbe cresciuta in termini reali dello 0,5 per cento, in linea con l'Italia, dopo la stagnazione registrata nella media del 2024 (fig. 1.1.a).
L'indicatore coincidente Regio-coin mostra un andamento espansivo delle componenti di fondo del ciclo economico nei primi tre trimestri del 2025, con un'interruzione nello scorcio dell'anno (fig. 1.1.b). Stime preliminari delineano un miglioramento all'inizio del 2026, cui però è seguito un deterioramento del quadro congiunturale in connessione con l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Le imprese
La flessione dell'attività industriale marchigiana, in atto dal 2023, è proseguita nel primo semestre del 2025; nel secondo semestre si è osservato un parziale recupero. Il fatturato è diminuito più diffusamente tra le aziende di minore dimensione e tra quelle più esposte ai mercati esteri, in connessione con il calo delle esportazioni. L'incertezza che continua a caratterizzare gli scenari geopolitici ha frenato gli investimenti: nel 2025 la spesa realizzata si è mantenuta al di sotto di quella programmata, risultando inferiore all'anno precedente per una quota prevalente di imprese. Il settore delle costruzioni è cresciuto beneficiando del progredire della spesa per l'attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dell'avanzamento della ricostruzione post-sisma. Nel settore terziario l'attività ha evidenziato una dinamica nel complesso contenuta, ma caratterizzata da andamenti differenziati tra i comparti: le presenze turistiche hanno confermato l'espansione dei visitatori italiani e stranieri; il traffico aeroportuale di passeggeri ha rallentato; la movimentazione di merci nel porto è cresciuta, quella di passeggeri si è ulteriormente ridotta.
I risultati economici delle imprese del 2025 sono stati nel complesso positivi; le disponibilità liquide sono rimaste su livelli storicamente elevati.
Il mercato del lavoro
Nel 2025 l'occupazione è cresciuta in misura lievemente superiore alla media nazionale. L'espansione del lavoro alle dipendenze ha più che compensato il calo di quello autonomo. Nel settore privato, il saldo tra attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro dipendente è risultato positivo e in ampliamento; i rapporti a tempo indeterminato hanno ancora rappresentato la principale forma di creazione netta di posizioni lavorative, ma l'incremento del saldo rispetto all'anno precedente è principalmente attribuibile alle forme contrattuali meno stabili. Le ore autorizzate per le integrazioni salariali sono lievemente aumentate, con andamenti differenziati tra settori. Il tasso di occupazione e quello di attività sono saliti, mentre il tasso di disoccupazione si è mantenuto sostanzialmente invariato; gli andamenti sono stati più favorevoli per le donne e per le classi di età più mature. Le retribuzioni hanno continuato a crescere in termini nominali, ma il recupero del potere d'acquisto è ancora incompleto, anche in una prospettiva di più lungo periodo.
Le famiglie
Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie marchigiane ha mostrato un rafforzamento. La crescita è stata superiore alla media nazionale, anche al netto dell'inflazione che è risultata in moderato rialzo. Secondo le nostre stime, la dinamica dei consumi in regione è rimasta contenuta, risentendo anche del contesto di incertezza legato alle tensioni geopolitiche. Sebbene il reddito pro capite si collochi leggermente al di sotto della media italiana, le Marche presentano indicatori di benessere generalmente più favorevoli e una minore disuguaglianza tra le famiglie nella distribuzione della spesa.
L'intermediazione finanziaria
Nel 2025 il credito bancario alla clientela residente in regione è lievemente aumentato.
Il credito alle imprese ha continuato a contrarsi, seppure in maniera più contenuta rispetto all'anno precedente; tra i settori, sono cresciuti i finanziamenti alle imprese delle costruzioni. I criteri di offerta applicati dagli intermediari sui nuovi prestiti sono rimasti sostanzialmente stabili, a fronte di una domanda da parte delle imprese che è tornata a indebolirsi nella seconda parte dell'anno.
Nel 2025 sono aumentati i prestiti concessi alle famiglie marchigiane da banche e società finanziarie. I mutui per l'acquisto di abitazioni hanno accelerato, sostenuti dall'aumento delle richieste da parte delle famiglie. Si è rafforzata anche la crescita del credito al consumo, trainato dai prestiti personali.
La qualità del credito ha evidenziato alcuni segnali di peggioramento, riconducibili unicamente al segmento dei prestiti alle imprese, rimanendo comunque su livelli soddisfacenti nel confronto storico.
I depositi bancari di famiglie e imprese marchigiane sono ancora cresciuti, di riflesso all'espansione dei conti correnti. È proseguito l'aumento del valore di mercato dei titoli a custodia, sostenuto soprattutto dai fondi comuni e dai titoli di Stato italiani.
È proseguita nel corso del 2025 la riorganizzazione dei canali di distribuzione bancari; la dotazione di sportelli, seppure ancora in contrazione, rimane elevata nel confronto con il resto del Paese. Si è ulteriormente intensificato il ricorso da parte delle famiglie a canali digitali per fruire dei servizi bancari.
La finanza pubblica decentrata
Nel 2025 la spesa primaria corrente degli enti territoriali marchigiani è cresciuta, sospinta dalle erogazioni nel comparto sanitario. La componente in conto capitale è stata anch'essa caratterizzata da una espansione, meno robusta di quella registrata per le Regioni a statuto ordinario. La realizzazione degli interventi ricompresi nel ciclo di programmazione 2021-27 dei fondi europei è in uno stadio più avanzato di quello che si osserva in media nel Paese. Gli incassi correnti non finanziari degli enti territoriali delle Marche sono tornati a crescere.
Si è intensificato il processo di riduzione del debito, attestato su un valore pro capite significativamente inferiore alla media nazionale.
Allegati
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17 giugno 2026N. 11 - L'economia delle Marchepdf 5 MB
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8 giugno 2026
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