Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia della Valle d'Aosta"
Viene presentato oggi ad Aosta il rapporto annuale "L'economia della Valle d'Aosta".
Il quadro macroeconomico
Nel 2025 l'attività economica in Valle d'Aosta è cresciuta debolmente, decelerando rispetto all'anno precedente. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, il prodotto è aumentato in termini reali dello 0,4 per cento (0,5 nel Nord e in Italia) dall'1,1 del 2024 (fig. 1.1). Sulle prospettive per l'anno in corso incide l'elevata incertezza legata alla durata e all'intensità del conflitto in Medio Oriente, che si inserisce in un contesto internazionale già segnato da tensioni geopolitiche e commerciali.
Le imprese
Nel corso del 2025 la produzione industriale ha rallentato, risentendo soprattutto della flessione della domanda estera. Su quest'ultima ha influito l'andamento negativo di alcuni comparti di specializzazione della regione (in particolare la metallurgia e i macchinari), mentre è proseguita la crescita dell'export di prodotti alimentari. Nel settore delle costruzioni l'attività è tornata a espandersi, sospinta in particolare dagli interventi previsti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il mercato immobiliare ha mostrato una marcata vivacità, con un incremento significativo delle compravendite residenziali e con una ripresa anche nel segmento non abitativo. I servizi hanno continuato a rafforzarsi, beneficiando principalmente del favorevole andamento del turismo, sia domestico sia straniero; la dinamica positiva si è protratta ancora nei primi mesi del 2026. Il traffico complessivo su autostrade e trafori si è intensificato, soprattutto per i veicoli leggeri. L'attività di accumulazione di capitale è aumentata prevalentemente nell'industria.
Il sistema produttivo regionale ha mostrato nel corso degli ultimi anni un processo di rafforzamento dimensionale; in questo contesto, la quota più elevata di imprese a forte crescita occupazionale è concentrata nel terziario. In base a nostre analisi, in Valle d'Aosta le aziende di minori dimensioni operanti nei servizi e nelle costruzioni presentano un alto grado di integrazione nelle catene di clientela e fornitura di grandi gruppi multinazionali; il settore manifatturiero risulta più esposto all'evoluzione della filiera dell'automotive, interessata negli ultimi anni da significativi processi di ristrutturazione e trasformazione.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel 2025 l'occupazione è risultata sostanzialmente stabile, dopo la crescita registrata nell'anno precedente; anche il tasso di disoccupazione è rimasto invariato. Si è intensificato il ricorso agli strumenti di integrazione salariale, soprattutto nel comparto metallurgico e, in misura minore, in quelli delle macchine e della chimica e gomma. La qualità dell'occupazione e i livelli retributivi di donne, giovani e stranieri - la cui maggiore partecipazione al mercato del lavoro è cruciale per sostenere l'espansione economica in un contesto di declino demografico - continuano a presentare rilevanti criticità, nonostante la regione registri tassi di attività superiori alla media italiana.
Le retribuzioni contrattuali per il complesso dei lavoratori sono aumentate nell'anno in linea con il dato nazionale; in una prospettiva di lungo periodo, tuttavia, i salari orari hanno registrato una perdita di potere d'acquisto più intensa che nel resto del Paese. Il reddito disponibile delle famiglie è ancora cresciuto in termini reali, ma con intensità più contenuta rispetto al 2024, anche per effetto dell'inflazione lievemente più elevata. Nel confronto nazionale la distribuzione dei redditi risulta in Valle d'Aosta più uniforme e l'incidenza della povertà più contenuta. Nell'anno i consumi hanno registrato un incremento modesto; la spesa turistica presenta un impatto sui consumi interni nettamente superiore rispetto al dato italiano.
L'intermediazione finanziaria
Nel 2025 i prestiti bancari alle imprese sono tornati a crescere, trainati dal comparto energetico. Negli altri settori il credito si è ridotto, in misura più marcata nel manifatturiero e nelle costruzioni. I tassi di interesse sono diminuiti, soprattutto sulle operazioni a breve termine. Nel biennio 2023-24, il ricorso a strumenti di copertura dal rischio di tasso ha contribuito a mitigare gli effetti dell'aumento dei costi di finanziamento per le imprese.
Dopo una flessione protrattasi per 18 mesi, anche i prestiti alle famiglie hanno registrato una ripresa. All'ulteriore espansione del credito al consumo, sostenuta in larga misura dai prestiti personali, si è affiancato, nella seconda metà dell'anno, il recupero dei finanziamenti per l'acquisto di abitazioni. A fronte di una lieve diminuzione del costo medio del credito al consumo, che si mantiene comunque elevato nel confronto storico, il tasso sui nuovi mutui bancari è aumentato marginalmente. Il differenziale di costo tra mutui a tasso fisso e variabile è tornato positivo nel secondo semestre, favorendo una riduzione della quota dei nuovi contratti a tasso predeterminato, rimasta tuttavia prevalente.
La qualità del credito alle imprese è migliorata, in particolare nei servizi e nella manifattura; è tuttavia cresciuta l'incidenza di finanziamenti che, dopo l'erogazione, hanno evidenziato un peggioramento del merito creditizio. Per le famiglie la qualità dei prestiti è rimasta stabile.
I depositi bancari complessivi si sono rafforzati in misura rilevante, soprattutto per effetto dell'aumento delle giacenze delle imprese. Anche quelli delle famiglie hanno registrato un'espansione, inserendosi in un più ampio processo di ricomposizione del portafoglio finanziario, in corso negli ultimi quindici anni.
La finanza pubblica decentrata
La spesa in conto capitale ha continuato a salire, grazie al contributo particolarmente rilevante degli investimenti fissi lordi. Questi ultimi, il cui livello pro capite si colloca su valori nettamente superiori alla media nazionale, sono più che triplicati nel periodo 2019‑25; la crescita è stata sostenuta soprattutto dai progetti realizzati con risorse locali e da quelli finanziati con fondi comunitari, principalmente il PNRR dal 2024. Alla fine dello scorso anno circa i quattro quinti delle gare finanziate dal Piano risultavano aggiudicate, in linea con la media del Paese, mentre i pagamenti effettuati ammontavano a poco più della metà delle risorse assegnate. Una quota delle risorse è stata destinata al finanziamento di progetti di innovazione promossi da imprese con sede legale nella regione.
Tra gli interventi del PNRR in ambito sanitario, in Valle d'Aosta sono relativamente diffusi quelli volti al potenziamento della sanità digitale. Anche l'obiettivo di assistenza domiciliare integrata a favore degli anziani risultava pienamente conseguito alla fine del 2025. Permangono, invece, criticità nell'attivazione degli Ospedali di comunità e nel raggiungimento della piena operatività delle Case di comunità.
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8 giugno 2026
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