Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia della Sicilia"
Viene presentato oggi a Palermo il rapporto annuale "L'economia della Sicilia".
All'evento di presentazione del rapporto partecipa il Vice Direttore generale Gian Luca Trequattrini.
Secondo l'indicatore trimestrale elaborato dalla Banca d'Italia (ITER), nel 2025 l'attività economica in Sicilia è aumentata dello 0,6 per cento in media d'anno, una variazione lievemente superiore a quella dell'Italia e in rallentamento rispetto all'anno precedente. Dopo un primo semestre di crescita più vivace, la dinamica si è progressivamente indebolita nella seconda parte dell'anno.
Le imprese
Nell'industria l'attività è aumentata lievemente; le aziende con fatturato in crescita hanno prevalso su quelle che ne hanno registrato un calo. Le esportazioni di prodotti non petroliferi si sono incrementate, soprattutto per il contributo di quelle della cantieristica navale, dell'agroalimentare e dell'elettronica. L'interscambio di prodotti petroliferi si è invece notevolmente ridotto.
L'attività del settore delle costruzioni è cresciuta: l'incremento nel comparto delle opere pubbliche ha più che compensato la riduzione nell'edilizia privata. Le compravendite di abitazioni e le quotazioni immobiliari sono aumentate. Negli ultimi anni la crescita dell'edilizia si è riflessa nel rafforzamento delle aziende del settore; quest'ultimo ha registrato un'incidenza di imprese a forte espansione occupazionale superiore sia agli altri settori sia al corrispondente dato nazionale.
Nei servizi, da cui provengono i quattro quinti del valore aggiunto regionale, la crescita ha rallentato. Tra le imprese i casi di aumento del fatturato hanno sostanzialmente eguagliato quelli di diminuzione; le presenze turistiche sono cresciute, mentre il traffico di passeggeri negli aeroporti dell'Isola ha ristagnato. Il trasporto marittimo ha invece mostrato andamenti positivi nella movimentazione sia di passeggeri sia di merci; il comparto contribuisce in misura rilevante all'economia della regione generando poco meno del 4 per cento del valore aggiunto delle società di capitali.
I risultati economici delle imprese sono stati nel complesso positivi e la liquidità a disposizione delle aziende è ulteriormente aumentata. L'attività di investimento ha mostrato una lieve ripresa beneficiando anche della riduzione del costo del credito. L'incertezza derivante dal contesto internazionale condiziona però le aspettative per l'anno in corso, con una netta prevalenza di aziende che prefigurano un calo dell'accumulazione di capitale.
Il mercato del lavoro
Nel 2025 l'occupazione ha continuato a crescere, sebbene in rallentamento rispetto alla forte espansione registrata nel biennio precedente. All'aumento degli occupati ha contribuito soprattutto il comparto del commercio, degli alberghi e dei ristoranti. É diminuita l'occupazione femminile e, in misura più consistente, quella dei lavoratori tra i 25 e i 34 anni e dei laureati. Nel settore privato non agricolo il saldo tra assunzioni e cessazioni si è confermato positivo, sostenuto in particolare dalla componente a tempo indeterminato.
Nonostante la fase espansiva osservata in regione dal 2021, accompagnata da una più elevata stabilità delle posizioni lavorative, si osservano ancora significative difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro dei disoccupati e degli inattivi. Tali criticità si inseriscono in un contesto caratterizzato da condizioni demografiche sfavorevoli, legate al calo e all'invecchiamento della popolazione.
Le retribuzioni nel settore privato non agricolo hanno continuato a salire per effetto di rinnovi e adeguamenti contrattuali; in termini reali non hanno ancora recuperato il calo registrato complessivamente tra il 2008 e il 2023.
Le famiglie
Lo scorso anno il reddito delle famiglie siciliane, nonostante il lieve incremento dell'inflazione, è cresciuto anche in termini reali. I consumi sono aumentati in linea con la media nazionale; a partire dal mese di marzo del 2026 il clima di fiducia dei consumatori è peggiorato a seguito dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico.
Analogamente al reddito pro capite, il benessere dei residenti in Sicilia, che riflette sia le condizioni economiche sia quelle sociali, ambientali e istituzionali, risulta inferiore alla media del Paese.
L'intermediazione finanziaria
Nel 2025 la crescita del credito all'economia siciliana è stata sostenuta. I prestiti al comparto produttivo sono tornati a espandersi dopo oltre un biennio di riduzione; vi ha inciso anche una dinamica degli investimenti più favorevole. L'aumento ha interessato soltanto le imprese di maggiore dimensione ed è stato più intenso nei servizi. La crescita dei finanziamenti alle famiglie si è rafforzata, sospinta soprattutto dall'accelerazione dei mutui per l'acquisto di abitazioni che ha riflesso in particolare l'aumento della domanda. La dinamica del credito al consumo si è confermata sostenuta.
I tassi di interesse per le imprese si sono ridotti sia sui finanziamenti connessi con esigenze di liquidità sia su quelli a fini di investimento, in linea con il calo dei tassi di riferimento. Nel triennio 2023-25 l'utilizzo di strumenti derivati ha concorso ad attenuare l'onerosità dell'indebitamento.
La qualità del credito è lievemente migliorata sia per le famiglie sia per le imprese: il tasso di deterioramento e l'incidenza dei crediti deteriorati sono diminuiti in entrambi i settori. Un'analisi sul periodo 2021-24 mostra che la quota delle posizioni in sofferenza riferite alla clientela siciliana che gli intermediari riescono a recuperare è progressivamente cresciuta ma permane su livelli inferiori alla media nazionale.
Il risparmio finanziario delle famiglie e delle imprese siciliane ha continuato a crescere nel 2025; i depositi bancari hanno registrato un'accelerazione mentre il valore dei titoli a custodia presso le banche è aumentato a ritmi meno sostenuti rispetto all'anno precedente. Il ricorso ai servizi bancari a distanza si è rafforzato ed è proseguito il ridimensionamento della rete degli sportelli bancari.
La finanza pubblica decentrata
Nel 2025 la spesa degli enti territoriali regionali ha continuato a espandersi, sostenuta prevalentemente dalla componente in conto capitale. La dinamica ha riflesso l'intensificazione degli investimenti relativi all'attuazione delle politiche di coesione e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Le politiche europee, oltre che alla realizzazione di opere pubbliche, hanno contribuito anche all'innovazione tecnologica delle imprese e al processo di transizione digitale degli enti locali, sebbene quest'ultimo presenti ancora dei ritardi rispetto al dato nazionale. L'aumento della spesa corrente è attribuibile a tutte le tipologie di enti ad eccezione dei Comuni di maggiore dimensione. Nel comparto sanitario la maggiore spesa ha riguardato sia la componente della gestione diretta sia quella in convenzione.
Le entrate sono aumentate, riflettendo soprattutto la dinamica di quelle in conto capitale. È proseguito il miglioramento dei saldi di bilancio; permane tuttavia una maggiore diffusione degli squilibri finanziari dei Comuni rispetto alla media nazionale. La Regione ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo registrando un saldo attivo.
Allegati
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25 giugno 2026N. 19 - L'economia della Siciliapdf 3 MB
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8 giugno 2026
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