Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia della Sardegna"

24 giugno 2026

Viene presentato oggi a Cagliari il rapporto annuale "L'economia della Sardegna".

All'evento di presentazione del rapporto partecipa il Vice Direttore Generale Sergio Nicoletti Altimari.

Nel 2025 l'economia della Sardegna ha continuato a crescere, ma in misura meno intensa rispetto all'anno precedente. In base all'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) della Banca d'Italia, il prodotto è aumentato dello 0,7 per cento a prezzi costanti, un valore in linea con il dato del Mezzogiorno e lievemente superiore a quello osservato per il complesso del Paese.

Tra le componenti della domanda, i consumi delle famiglie sono aumentati moderatamente. Anche gli investimenti hanno mostrato una dinamica positiva, in particolare quelli relativi ai lavori pubblici, sostenuti in parte dall'avanzamento nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La domanda dall'estero si è ridotta nella seconda parte dell'anno, anche in connessione con l'acuirsi delle tensioni nel commercio internazionale.

Nell'industria in senso stretto il quadro congiunturale è risultato debole. Si sono ridotte le vendite all'estero di beni alimentari, tra le principali produzioni in regione. Il lattiero-caseario risulta più esposto alle politiche commerciali del governo degli Stati Uniti, con una quota maggiore di fatturato realizzato direttamente o indirettamente in questo mercato rispetto ad altri settori dell'industria alimentare regionale.

L'attività nelle costruzioni è cresciuta: ha continuato a essere positivo il contributo dei lavori pubblici, a fronte della dinamica negativa nell'edilizia residenziale privata. Nei servizi si è registrata una moderata espansione, in linea con quanto osservato l'anno prima: la crescita della domanda turistica è stata robusta, soprattutto per la componente estera; il comparto del commercio ha beneficiato dell'aumento dei consumi in regione.

Le condizioni economiche e finanziarie si sono mantenute nel complesso solide, con redditività e liquidità in leggera crescita, su livelli elevati nel confronto storico.

Nel 2025 l'occupazione in regione è cresciuta, ma in misura meno marcata rispetto all'anno precedente. Ciò ha riflesso un andamento positivo nella prima parte dell'anno, al quale ha fatto seguito un calo a partire dai mesi estivi. Tra i contratti alle dipendenze, la domanda di lavoro si è intensificata per quelli a tempo indeterminato, mentre si è ridotta per le posizioni a termine. La partecipazione al mercato del lavoro ha continuato ad aumentare, più dell'occupazione, riflettendosi in un incremento del tasso di disoccupazione. Le retribuzioni contrattuali, che costituiscono la base di quelle effettive, sono cresciute in Sardegna in linea con la media del Paese. Tuttavia, in un orizzonte di lungo periodo, in regione, così come nel resto del Paese, la dinamica retributiva al netto dell'inflazione è stata negativa, con le retribuzioni reali che risultano nettamente al di sotto dei livelli precedenti la crisi economico-finanziaria del 2008.

Nel 2025 l'espansione occupazionale, assieme all'aumento delle retribuzioni, ha comportato un aumento del reddito disponibile nominale delle famiglie sarde; anche il potere d'acquisto è salito nonostante un lieve incremento dell'inflazione. I consumi sono cresciuti in misura moderata, ma a un tasso superiore rispetto a quello osservato l'anno precedente. La componente turistica incide sui consumi in regione in misura maggiore rispetto alla media del Paese, soprattutto per la spesa effettuata dagli stranieri, il cui apporto è salito nettamente dopo la crisi pandemica.

Il credito al settore privato non finanziario è leggermente aumentato, riflettendo un'accelerazione dei prestiti alle famiglie a cui si è contrapposta una contrazione dei finanziamenti alle imprese; per le società di capitali di minore dimensione, fornitrici o clienti di grandi multinazionali, i maggiori flussi di cassa operativi si sono riflessi negli ultimi anni in un minore ricorso al credito bancario.
Il livello dei tassi di interesse si è ridotto per il settore produttivo; tra le imprese esposte ai tassi variabili, una parte aveva attenuato gli effetti degli aumenti registrati tra il 2022 e il 2023 grazie all'utilizzo di strategie di copertura tramite strumenti derivati.

La qualità del credito è rimasta su livelli storicamente elevati: il tasso di deterioramento è aumentato per le imprese e si è ridotto per le famiglie. L'incidenza dei crediti deteriorati è diminuita ulteriormente; le operazioni di cessione di sofferenze sono calate, confermando la tendenza osservata negli ultimi anni, in presenza di tassi di recupero inferiori a quelli delle aree di confronto. Si è intensificata la crescita dei depositi bancari delle famiglie e delle imprese sarde, soprattutto nella forma dei conti correnti. Il valore dei titoli a custodia presso le banche ha continuato a crescere a un ritmo sostenuto. È proseguita la lieve riduzione della densità degli sportelli bancari in rapporto alla popolazione, accompagnata da un incremento nell'utilizzo dei canali digitali da parte della clientela.

Nel 2025 la spesa pubblica degli enti territoriali sardi è aumentata, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, anche per il contributo fornito dall'attuazione del PNRR. Nell'ultimo biennio, gli investimenti in tecnologie dei Comuni sardi sono nettamente cresciuti, portando a un rafforzamento dei servizi offerti tramite i canali digitali. Ѐ proseguita l'attività di impegno delle risorse delle politiche di coesione gestite dalle amministrazioni regionali. Con riferimento alla programmazione europea, la percentuale delle risorse impegnate sul totale delle assegnazioni risulta superiore alle altre regioni del Mezzogiorno ma inferiore alla media del Paese, mentre il dato della programmazione nazionale era nettamente più basso rispetto a entrambi i gruppi di confronto. Relativamente alle entrate sono aumentate quelle della Regione, delle Province e delle Città metropolitane, ma si sono ridotte quelle dei Comuni. Nel 2025 il debito consolidato degli enti territoriali sardi è diminuito in misura più intensa rispetto al dato nazionale.

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