Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia della Basilicata"
Viene presentato oggi a Potenza il rapporto annuale "L'economia della Basilicata".
Nel 2025 l'economia della Basilicata ha ristagnato, risentendo soprattutto dell'andamento negativo del comparto industriale. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) sviluppato dalla Banca d'Italia, l'attività economica si è ridotta dello 0,2 per cento a prezzi costanti, a fronte di una crescita, seppur lieve, registrata nel Mezzogiorno e nella media nazionale (rispettivamente 0,7 e 0,5 per cento). Sull'evoluzione congiunturale ha inciso soprattutto la flessione del prodotto nella prima parte dell'anno.
Negli anni successivi alla pandemia la crescita dell'economia lucana è stata più debole rispetto al resto del Paese in presenza di dinamiche sensibilmente eterogenee tra le due province della regione.
Le imprese
Nel 2025 l'andamento del settore industriale ha risentito dell'ulteriore contrazione della produzione di auto dello stabilimento di Melfi, con ripercussioni che coinvolgono anche le aziende della filiera. L'introduzione di nuovi modelli di auto ha tuttavia determinato alcuni segnali di recupero nel primo trimestre dell'anno in corso. Si sono ridotte le estrazioni di petrolio e gas naturale; il valore complessivo della produzione, che tiene conto anche dell'andamento delle quotazioni degli idrocarburi, sarebbe diminuito rispetto al 2024. Gli investimenti da parte delle imprese industriali sarebbero aumentati nel corso dell'anno favoriti anche dalla riduzione del costo del credito. Le previsioni per il 2026 delineano tuttavia un peggioramento della dinamica dell'accumulazione di capitale sulla quale potrebbe incidere anche l'incertezza geopolitica.
Nelle costruzioni l'attività è cresciuta lo scorso anno, soprattutto nel segmento delle opere pubbliche, sostenuta dall'avanzamento degli interventi previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il mercato immobiliare ha mostrato una dinamica ancora favorevole, con un aumento delle transazioni e dei prezzi.
Nel terziario l'espansione è stata molto contenuta beneficiando solo in parte del rafforzamento della domanda turistica. Negli ultimi anni nel comparto turistico-ricettivo si è osservato un incremento degli occupati e del valore aggiunto; la produttività del lavoro si è ridotta accrescendo il divario rispetto alla media del sistema economico regionale.
L'attività agricola ha ristagnato; i prezzi di vendita e i costi dei principali fattori produttivi si sono confermati in aumento e potrebbero ancora subire gli effetti delle tensioni geopolitiche.
La dinamica degli scambi con l'estero è rimasta fiacca. Sulle esportazioni ha pesato la persistente debolezza del comparto dei mezzi di trasporto; hanno continuato a crescere invece le esportazioni di prodotti agricoli e alimentari.
Nonostante il quadro congiunturale poco favorevole, la redditività e la liquidità delle imprese si sono confermate su livelli elevati nel confronto storico.
Il mercato del lavoro
Lo scorso anno l'occupazione è aumentata con un'intensità simile all'anno precedente; la crescita delle ore lavorate si è invece indebolita, in un contesto caratterizzato da un più ampio ricorso agli strumenti di integrazione salariale, soprattutto nel comparto dell'auto. L'ulteriore calo della popolazione ha inciso negativamente sulle forze di lavoro che hanno ristagnato; la partecipazione è però aumentata tra le donne. Nel 2025 è proseguita inoltre la crescita delle retribuzioni reali, che rimangono tuttavia su livelli significativamente inferiori a quelli precedenti la crisi economico-finanziaria del 2008.
Le famiglie
L'aumento in termini reali dei redditi delle famiglie lucane, sostenuto dalla dinamica retributiva e dell'occupazione, si è riflesso solo in parte sui consumi che sono cresciuti in misura limitata. La Basilicata continua a mostrare un divario negativo rispetto alla media del Paese sia in termini di reddito pro capite e spesa familiare, sia in una prospettiva multidimensionale di benessere.
L'intermediazione finanziaria
Nel 2025 il credito bancario erogato in regione è tornato a crescere, con il consolidamento della dinamica positiva dei prestiti alle famiglie e la ripresa di quelli alle imprese; vi ha contribuito il rafforzamento della domanda nella prima parte dell'anno. In un contesto economico regionale stagnante, la qualità del credito alle imprese ha mostrato alcuni segnali di peggioramento, dovuti soprattutto ad alcune posizioni debitorie nella manifattura. La raccolta bancaria sotto forma di depositi è aumentata, sostenuta sia dalla componente a vista sia da quella a termine. È proseguito inoltre l'incremento del valore dei titoli in custodia presso le banche.
La finanza pubblica decentrata
La spesa degli enti locali è cresciuta rispetto all'anno precedente, in particolare nella componente in conto capitale, per effetto dei maggiori contributi alle imprese e per gli investimenti connessi con l'attuazione dei progetti del PNRR. Anche la spesa corrente è aumentata, risentendo dei maggiori costi per il personale e per l'acquisto di beni e servizi, soprattutto in ambito sanitario.
Allegati
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18 giugno 2026N. 17 - L'economia della Basilicatapdf 3 MB
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8 giugno 2026
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