Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia dell'Emilia-Romagna"

15 giugno 2026

Viene presentato oggi a Bologna il rapporto annuale "L'economia dell'Emilia-Romagna".

Nel 2025 l'attività economica in Emilia-Romagna ha continuato a crescere moderatamente, con un rafforzamento nell'ultimo trimestre in concomitanza con il recupero della produzione industriale in alcuni settori di specializzazione regionale. Nei primi mesi dell'anno in corso, tuttavia, il quadro congiunturale si è progressivamente deteriorato, per l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente e il perdurare di tensioni geopolitiche e commerciali.

Il contesto macroeconomico e le prospettive

L'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER), elaborato dalla Banca d'Italia, ha evidenziato per il 2025 un incremento medio del prodotto dello 0,5 per cento, allineato alla crescita del Nord Est e a quella del Paese. In un contesto in cui i consumi si sono contraddistinti per un aumento ancora contenuto, l'attività è stata sostenuta principalmente dagli investimenti delle imprese, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali e di condizioni di costo più distese, e da quelli pubblici, sospinti anche dall'avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Nei primi mesi dell'anno in corso, secondo gli indicatori congiunturali disponibili, la dinamica del prodotto sarebbe rimasta debole. Sulle prospettive di crescita gravano rischi al ribasso dovuti principalmente al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, con conseguenti difficoltà di approvvigionamento di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali, che stanno provocando forti tensioni soprattutto sui prezzi dei prodotti energetici.

Le imprese

Nel 2025 gli andamenti si sono mostrati eterogenei tra i principali comparti. Nell'industria, il fatturato e il valore aggiunto, valutati a prezzi costanti, hanno pressoché ristagnato. Anche le esportazioni sono rimaste sostanzialmente invariate in termini reali: alla contrazione delle vendite verso i mercati extra UE si è contrapposta una crescita verso l'Unione europea, sostenuta dal recupero dell'export in Germania. La produzione industriale, sebbene lievemente calata nella media dell'anno, ha registrato per la prima volta - dopo oltre un biennio di flessione - una ripresa nell'ultimo trimestre, soprattutto nella meccanica e nell'industria metallurgica. Nello scorso anno, l'attività è aumentata nelle costruzioni, sospinta dal comparto legato alle opere pubbliche, in connessione con l'avanzamento del PNRR. Nel terziario, l'attività è stata ancora interessata da una moderata espansione, sostenuta dalla dinamica positiva dei servizi legati al turismo e anche dalla ripresa dei traffici di merci movimentate nel porto di Ravenna.

In un quadro di crescita modesta, la quota di imprese con risultati reddituali favorevoli è ulteriormente scesa. La liquidità aziendale è invece rimasta su livelli elevati; il contesto altamente incerto ha favorito scelte di gestione finanziaria improntate alla prudenza, maggiormente diffuse tra le società a controllo familiare.

Nonostante il recupero dell'attività di investimento, registrato soprattutto nella manifattura, l'adeguamento tecnologico delle imprese regionali resta contenuto: nostre analisi mostrano come, in linea con il Paese, l'adozione di tecnologie legate all'intelligenza artificiale nei processi produttivi sia ancora bassa e come l'attività brevettuale si concentri prevalentemente nei settori più tradizionali.

L'esposizione alla filiera dell'automotive

La dinamica dell'attività economica regionale è influenzata non solo dal contesto congiunturale ma anche dalle sue caratteristiche strutturali, tra cui la composizione settoriale. Il comparto automobilistico riveste tradizionalmente un ruolo di rilievo nell'economia locale, sia per il significativo contributo al valore aggiunto e all'occupazione sia per l'intensità dei legami con altri settori. Tra le regioni italiane di grande dimensione, l'Emilia-Romagna è la seconda più specializzata, con una filiera automotive che, dalla crisi pandemica in avanti, ha mostrato una maggiore resilienza agli shock tecnologici e regolamentari rispetto al Paese, anche in ragione della maggiore presenza di produzioni connesse con marchi riconosciuti a livello internazionale.

Le imprese afferenti alla filiera regionale si concentrano per lo più nei settori della componentistica automotive e nei prodotti in metallo, così come in alcune attività di servizi finalizzati alla commercializzazione degli autoveicoli. A parità di altre caratteristiche, queste imprese tendono a generare più ricavi e a essere più produttive, sebbene siano meno diversificate sotto il profilo della base di clienti.

Il mercato del lavoro e le famiglie

Lo scorso anno gli occupati in regione sono aumentati significativamente, con un'intensità superiore alla media del Paese; l'incremento nelle costruzioni e nei servizi ha più che compensato la flessione registrata nell'industria. Alla crescita dei livelli occupazionali hanno contribuito in modo prevalente la componente femminile, i lavoratori autonomi, quelli nelle fasce di età più elevate e quelli con laurea o con basso titolo di studio. Il saldo tra assunzioni e cessazioni di posizioni di lavoro dipendente è risultato positivo, anche se inferiore a quello dell'anno precedente; le attivazioni nette hanno continuato a interessare i contratti a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso, attestandosi su valori contenuti nel confronto storico.

Dal 2008 al 2023, nonostante l'aumento delle retribuzioni nominali dei lavoratori dipendenti del settore privato, quelle reali sono complessivamente diminuite e le politiche salariali si sono polarizzate, a svantaggio soprattutto dei comparti e delle imprese con livelli retributivi più bassi. Nel 2025, dopo il lieve recupero dell'anno precedente, il potere d'acquisto delle famiglie residenti è ancora moderatamente cresciuto, sostenuto da condizioni occupazionali favorevoli, dai rinnovi contrattuali nazionali e da un'inflazione rimasta contenuta. Considerando ulteriori dimensioni di natura sociale, istituzionale e ambientale, oltre agli aspetti economici e occupazionali, l'Emilia-Romagna si caratterizza per un livello di benessere complessivo superiore rispetto al Paese.

I consumi sono aumentati in misura moderata nello scorso anno, frenati dall'ancora elevata incertezza, come segnalato dal calo della fiducia dei consumatori. Tra le tipologie di spesa, quella per servizi, che rappresenta oltre la metà del totale, è stata sospinta anche dalla componente turistica. In prospettiva, i consumi potrebbero essere ulteriormente condizionati dall'aumento in corso dei prezzi dei beni energetici e delle materie prime, in relazione al deterioramento del quadro geopolitico internazionale per la crisi nel Golfo Persico.

L'intermediazione finanziaria

Nel 2025 i prestiti al settore privato non finanziario sono tornati a crescere, sostenuti soprattutto dall'accelerazione dei mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, che hanno beneficiato anche della ripresa delle contrattazioni sul mercato residenziale. Dopo una fase di prolungata contrazione, il credito alle imprese ha iniziato a mostrare segnali di stabilizzazione nello scorcio dell'anno, grazie al recupero dei finanziamenti alle aziende di maggiore dimensione e a quelle del comparto dei servizi, nonché alla ripresa della domanda di nuovi prestiti per finalità di investimento. Le condizioni di offerta sono rimaste complessivamente invariate; i tassi di interesse sono risultati in calo rispetto al 2024, ma restano più elevati per le imprese più rischiose e per le unità produttive più piccole. Accanto al credito bancario, si è rafforzato il ricorso a forme alternative di finanziamento diretto sul mercato, quali l'emissione di obbligazioni e il private equity; il fenomeno resta comunque concentrato in poche grandi società e circoscritto ai settori più innovativi.

La qualità del credito è risultata in lieve miglioramento: nello scorso anno, il flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto ai finanziamenti in bonis è ulteriormente diminuito sia per le imprese sia per le famiglie, mantenendosi su livelli contenuti nel confronto storico. Indicazioni analoghe emergono anche dal tasso di ingresso in arretrato per il settore produttivo, che misura l'incidenza dei crediti con irregolarità meno gravi nei rimborsi.

Con riferimento alle forme di risparmio, i depositi della clientela regionale sono cresciuti moderatamente, sospinti dall'accelerazione di quelli delle imprese e dagli strumenti più liquidi, come i conti correnti. Parallelamente, è aumentato il valore degli investimenti in titoli, obbligazionari e azionari, per effetto sia di nuovi acquisti sia dell'andamento favorevole dei mercati finanziari.

La finanza pubblica decentrata

Nel 2025 la spesa corrente degli enti territoriali dell'Emilia-Romagna è cresciuta in misura contenuta, trainata soprattutto dagli esborsi per beni e servizi, in particolare quelli sanitari, a fronte della lieve flessione che ha interessato i trasferimenti. Contestualmente, la spesa in conto capitale è aumentata grazie agli investimenti pubblici, specialmente quelli effettuati dai Comuni, supportati dal PNRR e da altre risorse europee. Nel complesso la spesa primaria, in rapporto alla popolazione, si è mantenuta su valori superiori a quelli medi delle Regioni a statuto ordinario.

Le politiche di coesione e le risorse del Piano rivestono un ruolo centrale, anche per sostenere le strategie di innovazione e digitalizzazione dell'economia regionale. Gli enti locali hanno mostrato un utilizzo dei fondi del PNRR concentrato sugli obiettivi di transizione ecologica, digitale, istruzione e ricerca; ne hanno beneficiato sia le iniziative di innovazione delle imprese sia il grado di digitalizzazione dei Comuni. 

Nello scorso anno, si è registrato un moderato incremento delle entrate complessive degli enti territoriali. Tra questi ultimi, soprattutto i Comuni hanno mostrato condizioni finanziarie solide e un indebitamento complessivo che resta su livelli contenuti rispetto alla media del Paese.

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