Presentazione del rapporto annuale sul 2025 "L'economia del Friuli Venezia Giulia"

10 giugno 2026

Viene presentato oggi a Trieste il rapporto annuale "L'economia del Friuli Venezia Giulia".

Il quadro macroeconomico.

Nel 2025 l'attività economica in Friuli Venezia Giulia ha continuato a crescere, nonostante le tensioni commerciali innescate dall'aumento dei dazi statunitensi e l'elevata incertezza geopolitica. In base all'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, il PIL della regione sarebbe aumentato in termini reali dello 0,7 per cento (1,0 per cento nell'anno precedente), in misura lievemente superiore alla media nazionale. L'attività economica è stata sostenuta soprattutto dalla domanda estera e dalla spesa pubblica, in particolare quella destinata agli investimenti; anche i consumi delle famiglie sono cresciuti, sebbene in misura più modesta. Le prospettive per l'anno in corso risentono degli effetti del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran: l'ampia apertura agli scambi con l'estero e la specializzazione in comparti a elevato consumo energetico, espongono il sistema produttivo al rincaro dei costi delle materie prime e al rallentamento del commercio internazionale. Il peggioramento già in atto del clima di fiducia delle famiglie potrebbe preludere a un indebolimento dei consumi.

Le imprese.

Nell'industria i livelli di attività sono tornati a espandersi, recuperando in parte il divario negativo di crescita nei confronti della media nazionale che si era venuto a creare nel triennio precedente. Vi ha contribuito l'andamento positivo delle vendite estere, che ha interessato i principali settori di specializzazione. Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia la dinamica degli investimenti è migliorata, in particolare per quelli finalizzati alla transizione tecnologica e digitale.

La crescita del settore delle costruzioni è proseguita per il quinto anno consecutivo, sostenuta in particolare dagli investimenti pubblici. Nel mercato immobiliare hanno continuato a crescere sia le compravendite sia i prezzi degli immobili.

È continuata, seppure debolmente, anche l'espansione dell'attività nel terziario, in particolare nei servizi di alloggio e ristorazione, grazie al buon andamento del turismo, e nei servizi alle imprese, anche in connessione al processo di digitalizzazione dell'economia. Nel sistema portuale, che contribuisce in misura non trascurabile all'occupazione e alla formazione del valore aggiunto regionale, la crescita delle merci movimentate si è attenuata, risentendo del calo del traffico container.

Il mercato del lavoro e le famiglie.

Nel 2025 l'occupazione e le ore complessivamente lavorate sono rimaste stabili; al calo dei lavoratori autonomi si è contrapposta la crescita dei dipendenti, in particolare di quelli con contratti a tempo indeterminato. Il saldo tra attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro alle dipendenze nel settore privato, pur mantenendosi positivo, si è ridotto nei servizi e in misura più contenuta nelle costruzioni, mentre è rimasto stabile nel comparto manifatturiero.

Il reddito nominale delle famiglie è cresciuto, sebbene in rallentamento rispetto al 2024. La contenuta dinamica inflattiva ha favorito, per il secondo anno consecutivo, una lieve ripresa del potere d'acquisto, che non ha tuttavia ancora recuperato il livello del 2019. Le decisioni di spesa delle famiglie sono state improntate a cautela e i consumi si sono espansi a un ritmo modesto.

Il mercato del credito.

Dopo il lungo calo post-pandemico, nella seconda metà del 2025 i prestiti bancari al settore privato non finanziario sono tornati a crescere. Vi hanno contribuito la ripresa dei finanziamenti alle imprese, sostenuti dalla domanda di credito per investimenti e dal calo dei tassi di interesse, e il rafforzamento di quelli alle famiglie, connesso alla maggiore richiesta di mutui abitativi e di credito al consumo. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste stabili sia per le imprese sia per le famiglie. Nel complesso la qualità del credito si è mantenuta elevata.

Il risparmio finanziario di famiglie e imprese è ulteriormente aumentato nel corso del 2025. Alla crescita dei depositi bancari si è associata quella più intensa dei titoli detenuti presso le banche. Il valore di questi ultimi ha beneficiato sia dei maggiori acquisti sia dell'incremento delle quotazioni.

La finanza pubblica decentrata.

L'attività di spesa degli enti territoriali del Friuli Venezia Giulia si è ulteriormente intensificata. La crescita della spesa corrente ha riflesso i maggiori costi del comparto sanitario e il rimborso delle risorse statali ricevute in eccesso rispetto alla perdita di gettito dovuta all'emergenza Covid-19. La spesa in conto capitale si è espansa a ritmi sostenuti, trainata dai maggiori investimenti. Lo sviluppo di questi ultimi, in atto dal 2021, è riconducibile in misura rilevante a progetti afferenti a politiche locali, sostenute dalle condizioni di bilancio ampiamente favorevoli degli enti territoriali, cui si sono associati nell'ultimo biennio progetti di carattere nazionale e comunitario volti principalmente alla realizzazione delle opere del PNRR.

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