N. 903 - Profondità storica delle centrali dei rischi e andamento del mercato creditizio

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di Margherita Bottero e Giancarlo Spagnolo febbraio 2013

Il lavoro si inserisce nel dibattito sulla profondità storica ottimale da assegnare ai dati sulle prestazioni passate dei prenditori di fondi che, raccolti nelle centrali dei rischi, sono destinati all’utilizzo da parte degli intermediari ai fini della valutazione interna del merito di credito di quei debitori che hanno avanzato delle richieste di finanziamento. Alcune argomentazioni sostengono che tali dati vadano rimossi una volta trascorso un certo periodo, enfatizzando l’eccessiva penalizzazione dei debitori he deriverebbe dalla divulgazione delle loro cattive prestazioni passate, mentre altre, contrapposte, sottolineano come l’eliminazione di tali informazioni, seppure datate, comprometerebbe la corretta valutazione del merito di credito dei prenditori.

Il lavoro offre una nuova prospettiva per affrontare il dibattito mediante un modello teorico che permette di analizzare l’impatto di tre politiche riguardo alla disponibilità delle informazioni in questione sul tasso di default dei prenditori di fondi e sul benessere sociale (welfare) in un mercato del credito stilizzato. Le politiche considerate includono: (i) full disclosure, ovvero pieno accesso degli intermediari alle informazioni sui prenditori di fondi; (ii) full withholding, ovvero nessun accesso a tali dati; (iii) limited records, secondo la quale sono rese disponibili solamente le informazioni non antecedenti a una certa data.

Secondo i risultati del modello, le diverse politiche differiscono nella loro capacità di disciplinare le asimmetrie informative presenti nel mercato del credito. Più precisamente, la modalità full disclosure consente di eliminare le conseguenze della selezione avversa, permettendo ai prestatori di fondi di conoscere la solvibilità dei prenditori, ma non gli effetti dell’azzardo morale, poiché, vincolando i termini contrattuali futuri a questa informazione, preclude l’insorgere di incentivi addizionali di carattere “reputazionale” che inducono i prenditori a rimborsare il prestito per beneficiare di migliori condizioni contrattuali in futuro; la modalità full withholding permette, invece, di alleviare le conseguenze dell’azzardo morale ma non è efficace nel minimizzare gli effetti della selezione avversa. Infine, la modalità limited records si colloca in posizione intermedia: rendendo disponibili solo le informazioni sul comportamento più recente dei debitori, essa è efficace nel contrastare l’azzardo morale, vincolando i loro termini contrattuali futuri alle prestazioni più recenti, e al contempo, consente di mitigare l’impatto della selezione avversa, rivelando ai prestatori di fondi informazioni utili per valutare il merito dei credito dei prenditori.

In equilibrio, la modalità che minimizza il tasso di default è quella di full disclosure quando le distorsioni connesse con la selezione avversa sono particolarmente elevate (indipendentemente dal grado di azzardo morale), quella di full withholding quando entrambe le asimmetrie informative sono deboli e quella di limited records quando le conseguenze della selezione avversa sono modeste e il grado di azzardo morale elevato. Risultati simili si ottengono con riferimento al livello di welfare.

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