N. 1070 - La contrattazione collettiva in Italia negli ultimi venticinque anni:
evidenze dall'archivio della Banca d'Italia sui CCNL maggiormente rappresentativi
La contrattazione collettiva in Italia lascia ampi margini di flessibilità alle parti sociali nella definizione dei tempi di rinnovo, nella determinazione degli incrementi retributivi e nelle modalità di erogazione. Il lavoro ne descrive le principali caratteristiche e analizza l'evoluzione delle retribuzioni tabellari nel periodo 2000-2025, utilizzando l'archivio della Banca d'Italia sui 50 contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) più rappresentativi del settore privato non agricolo.
Nel periodo esaminato sono aumentati i ritardi nei rinnovi dei CCNL e si è ridotta la frequenza degli adeguamenti retributivi. La forte inflazione del triennio 2021-2023 ha determinato una perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni contrattuali; il calo è stato più marcato nei servizi privati, dove i ritardi nei rinnovi sono stati maggiori. L'analisi suggerisce che la contrattazione aziendale e territoriale abbia compensato in parte i mancati aumenti dei minimi retributivi derivanti dai ritardi nei rinnovi dei contratti.
Testo della pubblicazione
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13 ottobre 2026
evidenze dall'archivio della Banca d'Italia sui CCNL maggiormente rappresentativi
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