Bollettino Economico n. 1 - 2026
Prosegue l'espansione dell'economia globale, ma l'elevata incertezza grava sulle prospettive
Nel terzo trimestre del 2025 l'economia statunitense ha continuato a crescere in misura marcata. Come nella prima metà dell'anno, gli investimenti in tecnologie legate all'intelligenza artificiale hanno fornito un significativo contributo, alimentando al contempo il commercio internazionale. Il vigore degli scambi globali ha sospinto l'attività economica in Cina, in un contesto di debolezza della domanda interna. L'OCSE prefigura per il 2026 un lieve indebolimento della crescita mondiale, sulla quale pesano i rischi al ribasso connessi con le tensioni commerciali e geopolitiche e con possibili correzioni sui mercati finanziari nel settore tecnologico.
La crescita del PIL dell'area dell'euro resta moderata
Nei mesi estivi il PIL dell'area ha lievemente accelerato, con andamenti molto eterogenei tra i principali paesi. Secondo nostre valutazioni, il prodotto è aumentato in misura moderata in autunno, sostenuto in particolare dal nuovo incremento dell'attività nei servizi. Lo scorso dicembre gli esperti dell'Eurosistema hanno rivisto al rialzo le proiezioni di crescita del PIL dell'area, all'1,2 per cento nell'anno in corso e all'1,4 nel biennio 2027-28. L'inflazione al consumo, che nella media del 2025 si è collocata al 2,1 per cento, è prevista in lieve diminuzione sia nel 2026 sia nel 2027, per poi riportarsi al 2,0 per cento nel 2028.
La BCE ha mantenuto invariati i tassi ufficiali
Nelle riunioni di ottobre e di dicembre il Consiglio direttivo della BCE ha lasciato invariati i tassi ufficiali. Tra agosto e novembre il costo del credito è rimasto stazionario. La dinamica dei prestiti al settore produttivo ha riflesso una domanda ancora debole e si è mantenuta stabile; si è invece rafforzata la crescita dei finanziamenti alle famiglie, soprattutto per l'acquisto di immobili.
In Italia l'attività si espande a ritmi contenuti
Nel terzo trimestre il PIL dell'Italia è leggermente aumentato, per effetto del deciso rialzo delle esportazioni e dell'espansione degli investimenti, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il PNRR. I consumi delle famiglie sono cresciuti in misura contenuta, risentendo di attese ancora sfavorevoli sull'evoluzione del quadro economico internazionale. Sulla base delle nostre valutazioni, nel quarto trimestre l'attività economica ha continuato a espandersi moderatamente, sospinta dal settore dei servizi, soprattutto quelli destinati alle imprese, e da un recupero nell'industria. Le prospettive per la manifattura restano incerte, anche per l'intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti. Nelle nostre proiezioni elaborate in dicembre, si prefigura una crescita del prodotto dello 0,6 per cento nel 2026, che si rafforzerebbe nel biennio 2027-28.
L'avanzo di conto corrente rimane ampio
Dopo la contrazione nei mesi primaverili, le esportazioni in volume sono tornate ad aumentare nel terzo trimestre, anche per effetto di alcuni andamenti settoriali straordinari. Tra luglio e settembre l'avanzo di conto corrente della bilancia dei pagamenti è rimasto elevato, grazie all'evoluzione favorevole dei saldi dei beni e dei redditi da capitale. Nel bimestre ottobre-novembre le vendite all'estero, al netto di alcune componenti molto volatili, si sono stabilizzate. Sono proseguiti, a un ritmo più contenuto, gli acquisti netti di titoli pubblici italiani da parte degli investitori esteri. La posizione creditoria netta sull'estero si è ampliata.
L'occupazione ha ripreso ad aumentare
Il numero di occupati è tornato a salire nei mesi autunnali. Il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto; quello di partecipazione al mercato del lavoro è diminuito tra i giovani. Nel settore privato non agricolo le retribuzioni hanno continuato a espandersi in misura contenuta, leggermente al di sopra dell'inflazione.
L'inflazione resta contenuta
Nel quarto trimestre l'inflazione si è collocata su livelli bassi nel confronto con l'area dell'euro, per la crescita più moderata dei prezzi dei servizi e per il calo più pronunciato di quelli dell'energia. L'inflazione al netto delle componenti più volatili è scesa al di sotto del 2 per cento. Le pressioni all'origine continuano ad attenuarsi. Secondo le nostre proiezioni elaborate nel mese di dicembre, l'inflazione al consumo scenderà all'1,4 per cento nel 2026, dall'1,7 dello scorso anno; risalirà gradualmente nel biennio successivo, portandosi su valori prossimi al 2 per cento nella media del 2028, riflettendo il temporaneo aumento della componente energetica dovuto all'introduzione della normativa europea ETS2.
La dinamica positiva del credito si è rafforzata
In autunno il costo della raccolta bancaria e i tassi sui prestiti si sono mantenuti sostanzialmente invariati. I finanziamenti alle famiglie e alle imprese hanno accelerato. Tra i settori di attività economica, si è rafforzata l'espansione del credito alle aziende dei servizi ed è tornata positiva la dinamica dei prestiti nelle costruzioni; si è attenuata la flessione nella manifattura. Secondo la rilevazione condotta presso gli intermediari italiani tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre nell'ambito dell'indagine sul credito bancario nell'area dell'euro, nel terzo trimestre sono rimasti immutati sia i criteri di offerta sia le condizioni applicate sui prestiti alle imprese.
L'indebitamento netto in rapporto al PIL sarebbe diminuito
Sulla base delle informazioni più recenti, nel 2025 in rapporto al PIL l'indebitamento netto si sarebbe ridotto e il debito pubblico sarebbe invece cresciuto. La legge di bilancio approvata lo scorso dicembre lascia invariato il disavanzo nel 2026 rispetto alla legislazione previgente e lo aumenta di 0,3 punti percentuali di PIL in media all'anno nel biennio successivo.
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16 gennaio 2026Bollettino Economico n. 1 - 2026PDF 3 MB
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