Sistema per la valutazione della qualità dei crediti della Banca d'ItaliaIn-house Credit Assessment System, ICAS (Aggiornamento del 3 agosto 2020)

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Dal 2013 la Banca d'Italia dispone di un sistema interno per la valutazione del merito di credito delle imprese non finanziarie (In-house Credit Assessment System, ICAS); tale sistema consente alle banche di utilizzare i prestiti erogati a queste imprese come garanzia nelle operazioni di politica monetaria dell'Eurosistema.

Grazie all'ICAS la Banca d'Italia ha ampliato il novero delle fonti a disposizione delle controparti italiane di politica monetaria per valutare il rischio di credito delle attività non negoziabili; l'ICAS si aggiunge alle agenzie di rating, ai sistemi interni delle banche e ai cosiddetti rating tools. Analoghi sistemi di valutazione sono gestiti dalle banche centrali nazionali di sette Paesi dell'Eurosistema (Austria, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Spagna).

Per le banche prive di un proprio sistema interno l'ICAS costituisce un importante strumento per ampliare le fonti di liquidità, soprattutto in periodi di crisi; esso consente di stanziare in garanzia strumenti che, pur rappresentando un'elevata quota dell'attivo, non sono scambiati sui mercati e sono perlopiù privi di rating. L'importante ruolo dell'ICAS in momenti di tensione finanziaria è confermato dal significativo aumento nel 2020 del valore delle garanzie conferite mediante l'utilizzo dei rating prodotti da questo sistema; tale incremento è riconducibile alle misure di ampliamento dell'idoneità delle garanzie adottate dall'Eurosistema in risposta alla crisi conseguente alla pandemia da Covid-19.

L'ICAS della Banca d'Italia (ICAS-BI), secondo quanto stabilito dall'Eurosistema in materia di sistemi di valutazione del merito di credito, si basa su una componente statistica (ICAS Stat) e su un successivo stadio di valutazione quali-quantitativa a cura di analisti finanziari (c.d. valutazione esperta). Il sistema adotta una definizione di insolvenza approvata dall'Eurosistema, coerente con la definizione degli Accordi di Basilea.

La componente statistica calcola - in modo automatico e con frequenza mensile - una probabilità di insolvenza individuale (c.d. PD Statistica) per le società non finanziarie italiane; il calcolo si basa su modelli logistici, che integrano i punteggi ottenuti:

  • da un modello basato su indicatori che tengono conto delle dinamiche relative all'utilizzo delle fonti di finanziamento bancario da parte del soggetto valutato, calcolati con frequenza mensile sulla base dei dati della Centrale dei rischi (PD CR);
  • da indicatori di bilancio (PD Bilancio) derivanti dai prospetti contabili predisposti con cadenza annuale dall'impresa.

Il modulo statistico prende in considerazione le imprese non finanziarie, segnalate nella Centrale dei rischi, con una esposizione complessiva pari o superiore a 30.000 euro.

Nello stadio della valutazione esperta, gli analisti assegnano il rating ICAS rivedendo la PD Statistica delle imprese e apportano eventuali correttivi sulla base di informazioni quali-quantitative aggiuntive, non incorporate pienamente nel modello statistico. Fra gli elementi presi in considerazione nella valutazione esperta vi sono: il bilancio, mediante un'analisi approfondita dei principali indicatori; la flessibilità finanziaria e la capacità di autofinanziamento dell'impresa; le caratteristiche del gruppo a cui l'impresa appartiene e i risultati consolidati; il settore economico in cui essa opera e i rischi peculiari dell'attività svolta; le informazioni sul governo societario e sugli amministratori; ogni altra notizia rilevante per la società valutata. Per una maggiore oggettività e accuratezza della valutazione, tali aspetti vengono esaminati da due diversi analisti in maniera indipendente. Questi ultimi possono modificare la PD Statistica e spostare la valutazione a livelli superiori o inferiori della scala dei giudizi; per ragioni prudenziali, la revisione al rialzo è possibile entro limiti prefissati. In talune circostanze la responsabilità del giudizio finale è assegnata a un Comitato rating. In particolare, il Comitato riesamina le valutazioni delle imprese per cui si registri un disaccordo tra i due analisti o i casi di proposta di miglioramento del giudizio al di sopra di una soglia prestabilita.

L'ICAS-BI è dotato anche di un meccanismo di monitoraggio che può portare a rivedere la valutazione finale dell'impresa e consentire, qualora un'impresa mostri segnali di deterioramento finanziario, l'eventuale esclusione dei prestiti a essa erogati dal novero di quelli idonei come garanzia.

Dal 2015, allo scopo di valorizzare le conoscenze del tessuto economico locale nel quale operano le imprese valutate, sono stati coinvolti in misura crescente analisti delle Filiali della Banca d'Italia, secondo un modello prevalente anche presso altre BCN.

L'ICAS della Banca d'Italia è gestito dal Servizio Gestione rischi finanziari, all'interno del Dipartimento Mercati e sistemi di pagamento. L'ICAS è sottoposto con frequenza trimestrale a validazione e monitoraggio interni; con periodicità annuale l'Eurosistema ne analizza la performance, secondo regole comuni a tutti i sistemi esistenti. Rating e PD statistiche prodotte dall'ICAS-BI vengono trasmessi al sistema di gestione del collaterale della Banca d'Italia (per ulteriori informazioni si rimanda alla consultazione della guida: "Strumenti di politica monetaria dell'Eurosistema - Guida per gli operatori" disponibile nella sezione dedicata ai compiti di politica monetaria).

Le valutazioni prodotte dall'ICAS-BI sono utilizzate nell'ambito dello schema ordinario della politica monetaria dell'Eurosistema e nell'ambito dello schema di accettazione, in regime temporaneo, di crediti bancari aggiuntivi (additional credit claims, ACC); quest'ultimo, che è stato ampliato significativamente nella prima metà del 2020 in risposta alla crisi conseguente alla pandemia, consente alle banche centrali nazionali dell'Eurosistema di accettare in garanzia prestiti che soddisfano criteri di idoneità meno stringenti di quelli dello schema ordinario, sopportandone i relativi rischi finanziari.

I crediti individuali e i portafogli di crediti verso le società di capitali possono essere conferiti nello schema temporaneo ACC se accompagnati dal rating ICAS o, in assenza di questo, dalla PD statistica. Nel caso dei crediti bancari verso le società di persone, solitamente sprovviste del rating ICAS e della PD statistica, per il conferimento sotto forma di portafogli nell'ambito dello schema ACC è sufficiente la PD calcolata unicamente sulla base dei dati della Centrale dei rischi.

Alle controparti bancarie che utilizzano l'ICAS della Banca d'Italia viene comunicato, con frequenza mensile, l'elenco aggiornato di quelle imprese da esse affidate che dispongono di una valutazione dell'ICAS e viene indicato loro lo schema nel cui ambito possono essere conferiti i rispettivi prestiti. Il sistema non rende noti il rating o la PD stimata, ma solo la possibilità per le controparti di stanziare o meno il prestito come garanzia per le operazioni di politica monetaria. Ogni valutazione ha una validità massima di dodici mesi (estendibili a 15 mesi in assenza del nuovo bilancio) ovvero fino a ventiquattro mesi dalla data di riferimento dell'ultimo bilancio utilizzato per valutare l'impresa.

ICAS della Banca d'Italia