N. 1174 - È possibile conciliare bassi moltiplicatori della spesa pubblica con un regime di bassi tassi di interesse?

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di Valerio Ercolani e João Valle e Azevedo aprile 2018

L'analisi sull'efficacia degli stimoli fiscali in un contesto di bassi tassi di interesse è tuttora al centro del dibattito accademico e di politica economica. Modelli ampiamente diffusi nella letteratura macroeconomica prevedono, in un contesto di tassi nominali pari a zero (Zero Lower Bound, ZLB), un moltiplicatore della spesa pubblica particolarmente elevato, in media superiore a 2. Al contempo, la più recente evidenza empirica indica stime del moltiplicatore per lo più intorno a 1, con un massimo vicino a 1,5.

Il lavoro ambisce a riconciliare tale divergenza introducendo, all'interno di un modello altrimenti standard di tipo neo-keynesiano, l'ipotesi di sostituibilità tra consumo pubblico e privato, secondo la quale un incremento del consumo pubblico riduce, al margine, il beneficio derivante da quello privato. Ciò comporta che a fronte di un incremento della spesa pubblica le famiglie tendono a comprimere i propri consumi, per cui l'aumento della domanda aggregata e, di conseguenza, dell'inflazione risulta inferiore a quello che si avrebbe se vi fosse separabilità tra i due tipi di consumo. A fronte di una minore inflazione, la discesa del tasso di interesse reale - che in un contesto di ZLB dipende direttamente dalla dinamica dei prezzi - risulterebbe contenuta, fornendo quindi uno stimolo ridotto all'espansione economica.

Sulla base di simulazioni relative all'economia degli Stati Uniti, l'analisi mostra che in effetti il modello caratterizzato da sostituibilità produce moltiplicatori più bassi (compresi tra 0,8 e 1,6) rispetto a quelli generati dal modello standard (compresi tra 1,6 e 2,5). Tali risultati sono robusti per diverse modalità di finanziamento dello stimolo fiscale.

Forthcoming in: Macroeconomic Dynamics