N. 1142 - La politica monetaria in presenza di indebitamento a lungo termine

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di Mario Pietrunti e Federico M. Signoretti ottobre 2017

Il livello di indebitamento delle famiglie e il tipo di indicizzazione dei prestiti (contratti a tasso fisso o a tasso variabile) sono fattori che possono determinare l'intensità con cui le decisioni di politica monetaria influenzano le scelte di consumo e risparmio.

Questo lavoro sviluppa un modello di equilibrio economico generale con frizioni nominali in cui le famiglie possono indebitarsi stipulando mutui a lungo termine a tasso variabile o a tasso fisso. Nel primo caso le rate sono indicizzate al tasso di mercato a breve termine, deciso dalla banca centrale; nel secondo, il costo applicato alle nuove erogazioni, predeterminato per tutta la durata del contratto, viene fissato in funzione delle attese sui futuri tassi di politica monetaria e di un premio a termine, che si assume sia esogeno.

Il modello è utilizzato per analizzare gli effetti macroeconomici di shock di politica monetaria convenzionale, ossia di variazioni esogene del tasso a breve termine, e non convenzionale, approssimati da modifiche inattese del premio a termine, che influenzano il costo dei mutui a tasso fisso.

I risultati indicano che la politica monetaria convenzionale ha un impatto più marcato sul prodotto e sull'inflazione quando i finanziamenti sono prevalentemente a tasso variabile. Ciò riflette la maggiore sensitività dell'onere del debito alle variazioni dei tassi di interesse a breve termine ed è in parte connesso con la maggiore redistribuzione di reddito fra agenti con una elevata propensione marginale al consumo (debitori) e agenti con una propensione minore (prestatori).

Al contrario, le misure espansive non convenzionali riescono a stimolare l'economia in presenza di contratti a tasso fisso, anche quando i tassi di interesse a breve non possono essere ridotti (ad esempio, per effetto del raggiungimento del loro limite inferiore effettivo). Anche la trasmissione delle misure non convenzionali opera prevalentemente attraverso la redistribuzione di reddito a favore dei debitori determinata dal calo dei tassi sui nuovi mutui, i cui effetti sul costo del finanziamento sono persistenti.

Infine, la trasmissione è più forte in presenza di elevati livelli iniziali di indebitamento sia nel caso delle politiche convenzionali sia di quelle non convenzionali.

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