N. 923 - I paesi dell’area dell’euro reagiscono in maniera asimmetrica alla politica monetaria unica?

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di Matteo Barigozzi, Antonio M. Conti e Matteo Luciani luglio 2013

Il lavoro analizza il meccanismo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria nell’area dell’euro – composta da paesi con differenze strutturali in termini di mercato del lavoro, competitività e livello del debito pubblico – con particolare attenzione ai possibili effetti asimmetrici sulla dinamica del prodotto interno lordo, dell'inflazione e del tasso di disoccupazione dei principali paesi. A tal fine si stima un modello strutturale con fattori dinamici che consente di riassumere l’andamento di un numero elevato di serie storiche mediante un numero molto contenuto di fattori comuni non osservabili. Il lavoro contribuisce alla letteratura empirica lungo tre dimensioni: la metodologia di stima, la strategia di identificazione degli shock di politica monetaria e l'analisi della dinamica delle variabili macroeconomiche reali.

L’analisi empirica utilizza 237 serie storiche a frequenza trimestrale riguardanti i principali indicatori macroeconomici relativi sia all’area dell’euro nel suo complesso sia ai principali paesi; il periodo campionario termina nel quarto trimestre del 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria e dell’adozione di misure di politica monetaria non convenzionali da parte della BCE. Al fine di valutare la possibilità di un cambiamento strutturale coincidente con l’avvio della terza fase dell’unione economica e monetaria, il modello è stimato su due diversi periodi: dal 1983 al 1998 e dal 1999 al 2007. Il confronto tra le stime effettuate nei due periodi indica che con l’introduzione dell’euro si è ridotto il grado di asimmetria nella risposta delle principali variabili macroeconomiche a shock di politica monetaria. Mentre la risposta del tasso di crescita del prodotto all’impulso restrittivo di policy è simile tra i diversi paesi, le stime sul periodo più recente evidenziano il persistere di differenze significative nella risposta dell’inflazione e del tasso di disoccupazione.Con riferimento a quest’ultimo, la risposta all’impulso di policy è molto simile tra paesi, ad eccezione di Italia e Spagna: in Spagna si osserva un effetto più marcato rispetto a Germania, Francia, Olanda e Belgio, mentre in Italia la risposta non è statisticamente significativa.

Le conclusioni suggeriscono che le differenze osservate tra i paesi dell’area dell’euro nella reazione alla politica monetaria unica sembrano legate alle diverse strutture economiche nazionali. Tali differenze, pertanto, possono essere ridotte solo attraverso adeguate politiche strutturali e di regolamentazione dei mercati da parte dei governi nazionali.