N. 918 - Effetti macroeconomici di shock alla domanda precauzionale di petrolio

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di Alessio Anzuini, Patrizio Pagano e Massimiliano Pisani luglio 2013

Tra gli scenari di rischio per la congiuntura mondiale viene spesso citata la possibilità che l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche determini una riduzione dell’offerta di petrolio e un aumento delle sue quotazioni. Ciò potrebbe inoltre far aumentare l’incertezza e la domanda di greggio a scopo precauzionale.

Il lavoro analizza gli effetti di shock alla domanda precauzionale di petrolio sul PIL e sull’inflazione, stimando un modello autoregressivo vettoriale (VAR) per gli Stati Uniti, con dati mensili sul periodo 1986-2008. Tali shock vengono identificati mediante le variazioni dello spread tra quotazioni futures e spot, invece che come residuo rispetto agli shock di domanda e offerta correnti. Secondo recenti contributi della letteratura, infatti, le variazioni dello spread approssimano in modo affidabile le variazioni della domanda precauzionale di petrolio. Ciò avviene in quanto, in corrispondenza di eventi che aumentano l’incertezza circa la disponibilità futura di greggio, le scorte di petrolio aumentano a fini precauzionali, mostrando una correlazione negativa con lo spread.

I risultati indicano che l’aumento della domanda precauzionale di petrolio tende a ridurre l’attività economica e a generare inflazione. In particolare, un rincaro del petrolio del 10 per cento non atteso dovuto a una maggiore domanda precauzionale produce un aumento immediato dell’indice dei prezzi al consumo statunitense dello 0,8 per cento, che persiste per diversi mesi. Il PIL diminuisce in misura statisticamente significativa, con un ritardo di sei mesi, raggiungendo il -3 per cento dopo circa un anno e mezzo. Gli effetti di tali shock appaiono quindi diversi da quelli degli shock negativi di offerta e da quelli degli shock positivi domanda identificati in letteratura. I primi hanno un impatto molto limitato sui prezzi e riducono il PIL nel breve termine; i secondi causano un rialzo significativo dei prezzi ma il PIL nel breve periodo aumenta.

L’analisi storica degli shock mostra che quelli di domanda precauzionale spiegherebbero per intero la recessione del 1990-91 e parte di quella del 2001; il loro impatto sarebbe stato invece molto più limitato nella recessione iniziata nel dicembre del 2007. Gli stessi shock avrebbero avuto un ruolo rilevante nello spiegare la dinamica dell’inflazione nel 2001 e più contenuto nel 1990-91 e dal dicembre del 2007.

Pubblicato nel 2015 in: Journal of Applied Econometrics v. 30, 6, pp. 968-986

Testo della pubblicazione