N. 917 - Relazioni banca-impresa e credito in tempo di crisi

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di Patrick Bolton, Xavier Freixas, Leonardo Gambacorta e Paolo Emilio Mistrulli luglio 2013

Da cosa dipende la scelta delle banche e delle imprese di instaurare una relazione stretta o di lungo periodo (relationship lending) piuttosto che una limitata a un singolo finanziamento o di breve periodo (transaction lending)? Quali sono gli incentivi per le imprese a instaurare ambedue i tipi di relazione, sebbene con banche diverse? Questo lavoro cerca di fornire delle risposte a questi due interrogativi sia sul piano teorico sia su quello empirico.

L’analisi teorica mostra che le imprese esposte ai rischi derivanti dalle fluttuazioni cicliche preferiscono instaurare relazioni creditizie sia di breve sia di lungo periodo. Il modello teorico si basa sull’ipotesi che le banche che hanno relazioni più strette (relationship banks) siano in grado di acquisire informazioni non codificabili relative alle imprese (soft information); per tale motivo, possono riconoscere quelle meritevoli e concedere loro credito anche nelle fasi avverse del ciclo economico e a tassi d’interesse relativamente più bassi rispetto agli altri intermediari (transaction banks). A fronte di questa “assicurazione” per i periodi di difficoltà, le relationship banks applicano tassi più elevati rispetto alle altre nelle fasi espansive del ciclo economico.

Il modello mostra, inoltre, che le imprese, in particolare quelle più esposte alle fluttuazioni cicliche, tendono a finanziarsi da entrambi i tipi di banca; dalle relationship banks, per avere una più elevata probabilità di rifinanziamento in recessione, dalle transaction banks, per contenere il costo complessivo del credito nelle fasi espansive.

L’analisi empirica, che utilizza dati riferiti a un campione di imprese italiane rilevate dalla Centrale dei rischi e dall’indagine campionaria sui tassi d’interesse, si concentra sul periodo 2007-2010, caratterizzato dalle turbolenze finanziarie che hanno fatto seguito al fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. La disponibilità di informazioni sui debiti di ciascuna impresa nei confronti delle singole banche consente di individuare le caratteristiche delle relazioni banca-impresa. In particolare, la distinzione tra relationship e transaction lending si basa sia sulla quota di credito erogato dalla banca sul totale dei finanziamenti ottenuti dall’impresa sia sulla “distanza informativa” tra banca e impresa, misurata dalla distanza tra la sede legale della banca e quella dell’impresa.

L’analisi empirica conferma che gli intermediari bancari che hanno relazioni più strette con le imprese applicano tassi più elevati (di 8 punti base, in media) nelle fasi cicliche favorevoli mentre concedono più credito e a condizioni meno onerose rispetto alle altre banche nelle fasi cicliche avverse (di 12 punti base). Inoltre, coerente mente con l’ipotesi che relazioni strette rendano più facile l’accesso a soft information, i prestiti concessi dalle relationship banks registrano una minore probabilità di ingresso in sofferenza.

Pubblicato nel 2016 in: Review of Financial Studies, v. 29, 10, pp. 2643-2676

Testo della pubblicazione