N. 905 - Le imprese familiari nella Grande Recessione

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di Leandro D'Aurizio e Livio Romano aprile 2013

Il lavoro utilizza i dati dell’indagine sulle imprese condotta dalla Banca d’Italia (Invind) per studiare l’adattamento, avvenuto a seguito della crisi economica, dei livelli di occupazione delle imprese familiari italiane, osservato tra il 2007 e il 2009.

Utilizzando tecniche econometriche, si mostra che, durante la crisi, le imprese familiari multi-stabilimento hanno privilegiato l’occupazione nella sede principale rispetto alle sedi periferiche. In particolare, l’aggiustamento all’interno delle imprese (within firm) ha comportato per le aziende familiari un lieve aumento dei lavoratori nella sede principale, contro una diminuzione per le imprese non familiari.

Una possibile spiegazione dei risultati ottenuti, analizzata nel lavoro, è riconducibile al concetto di riconoscibilità sociale (social recognition), basata sul legame di natura affettiva e psicologica esistente tra l’imprenditore e la comunità alla quale appartiene. Tali legami risulterebbero attenuati per le imprese non familiari. La rilevanza della social recognition è verificata empiricamente, utilizzando variabili impiegate in letteratura, che approssimano il grado di pressione sociale esercitato sulle imprese dalle varie comunità. Alcuni lavori teorici della letteratura sulla corporate governance riconoscono l’importanza dei benefici non monetari per l’imprenditore familiare. In accordo con questi, si verifica che una maggiore pressione sociale spinge le imprese familiari alla salvaguardia dell’occupazione presso la sede principale. L’evidenza disponibile sembra escludere piegazioni alternative del comportamento delle imprese familiari, tra cui la presenza di contratti di lavoro differenti per diversi stabilimenti della stessa impresa, o il più favorevole accesso a risorse pubbliche nei territori dove sono lo calizzate le sedi principali.

Tali risultati contribuiscono alla comprensione degli effetti della recessione sull’occupazione e suggeriscono che i legami sociali presenti nelle comunità favoriscono la stabilità delle attività imprenditoriali presso i territori di origine.

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