N. 899 - Un’analisi di competizione spaziale.L’effetto di rilocalizzazione produttiva nel mercato del cemento nell’ambito dello European Emissions Trading Scheme

Go to the english version Cerca nel sito

di Elisabetta Allevi, Giorgia Oggioni, Rossana Riccardi e Marco Rocco gennaio 2013

L’Emissions Trading Scheme (ETS) dell’Unione europea è un meccanismo di mercato in cui i diritti di emissione di gas serra assegnati agli impianti industriali possono essere liberamente scambiati. Tale meccanismo, detto cap and trade, coinvolge oltre 11.000 impianti appartenenti a vari settori industriali a elevato consumo energetico di 30 paesi europei (i 27 membri dell’Unione europea, l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia). È stato applicato per la prima volta nel triennio 2005-07 ed è stato poi rinnovato per il quinquennio 2008-12 e per il periodo 2013-20.

Il sistema ETS obbliga le imprese a contenere le proprie emissioni entro limiti prestabiliti oppure ad acquistare ulteriori diritti di emissione sul mercato. Qualora tali limiti fossero stringenti, il sistema comporterebbe maggiori costi per le imprese, sia diretti (per l’acquisto dei permessi) sia indiretti (connessi, ad esempio, con l’aumento del prezzo dell’elettricità). Alcune imprese potrebbero pertanto essere indotte a trasferire la loro attività produttiva in paesi in cui le emissioni non sono regolamentate – il cosiddetto effetto carbon leakage.

Il lavoro effettua un esercizio di simulazione con un modello teorico di oligopolio per ottenere delle stime del carbon leakage per l’industria del cemento in Europa e, in particolare, in Italia (il secondo produttore europeo). Per scongiurare il carbon leakage, la regolamentazione relativa al periodo 2013-20 per questo comparto prevede l’allocazione gratuita di permessi sufficienti a coprire interamente le emissioni effettive. Allo scopo di studiare il fenomeno in un’ottica di lungo periodo, il lavoro ipotizza invece un meccanismo di allocazione dei permessi più restrittivo di quello attualmente in vigore.

I risultati delle simulazioni indicano che, qualora il meccanismo di allocazione venisse reso più stringente, l’industria del cemento italiana potrebbe risentire dell’ETS in misura superiore rispetto ad altri paesi europei, soprattutto per gli impianti ubicati in zone costiere, che potrebbero delocalizzare la produzione. Il trasporto marittimo, infatti, presenta bassi costi che rendono potenzialmente più conveniente per le industrie costiere importare cemento o clinker (un semilavorato) al fine di ridurre le emissioni in presenza di limiti restrittivi. Tali risultati sono coerenti con quelli già esistenti in letteratura.

Testo della pubblicazione

  • N. 899 - Un’analisi di competizione spaziale pdf 922.5 KB L’effetto di rilocalizzazione produttiva nel mercato del cemento nell’ambito dello European Emissions Trading Scheme (solo in inglese) Data pubblicazione: 30 gennaio 2013