N. 527 - Crescita endogena in economia aperta: una rassegna

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di Alberto F. Pozzolo dicembre 2004

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta le teorie della crescita endogena hanno fornito una spiegazione delle divergenze del grado di sviluppo economico dei diversi paesi basata sulle differenze tecnologiche e di dotazione di capitale umano.

Nella maggior parte dei casi, le conclusioni di questo filone di letteratura sono basate sull’ipotesi che le interazioni tra paesi siano sostanzialmente trascurabili.

In realtà, vi sono almeno tre modi attraverso i quali l’integrazione internazionale può modificare i rendimenti dei fattori della produzione e, per questa via, il tasso di crescita di un’economia: la mobilità internazionale dei fattori; gli scambi di beni; il trasferimento di conoscenze.

Il lavoro passa in rassegna quella parte della letteratura sulla teoria della crescita endogena nella quale il ruolo dell’integrazione internazionale è analizzato esplicitamente. L’obiettivo è comprendere quale tipo di interazione tra paesi (nel mercato dei fattori, in quello dei beni o in quello delle conoscenze) sia in grado di fornire la migliore spiegazione dei differenziali di crescita.

La principale conclusione è che le differenze possono essere spiegate unicamente ipotizzando che alcuni fattori di produzione non siano perfettamente trasferibili. Delle tre forme di interazione descritte in precedenza, quella che pare in grado di fornire la spiegazione più attendibile dei differenziali di crescita tra paesi è centrata sui meccanismi di diffusione delle conoscenze tecnologiche e del capitale umano. Un approfondimento dell’analisi delle determinanti del trasferimento internazionale delle conoscenze e dell’adozione di nuove tecnologie sembra necessario per una più completa comprensione delle cause dei differenziali di crescita tra paesi.

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