N. 468 - Innovazione nella tecnologia transattiva e domanda di depositi in conto corrente in Italia

Il lavoro analizza gli effetti della diffusione di nuove tecnologie transattive sulla domanda di depositi in conto corrente in Italia.

Negli anni novanta il processo di diffusione è stato intenso, generando interesse per una valutazione dei suoi effetti sulla stabilità degli aggregati monetari.

A tal fine, viene stimata una funzione di domanda di depositi in conto corrente, introducendo due variabili esplicative che tengono conto della diffusione degli sportelli Bancomat (automated teller machines o ATM) e delle apparecchiature automatiche collocate presso gli esercizi commerciali, mediante le quali è possibile effettuare, con carta di debito o di credito, il pagamento di beni o servizi (points of sale o POS). Il lavoro utilizza dati disaggregati relativi alle province italiane nel periodo 1991-1999.

La diffusione diseguale sul territorio nazionale degli ATM e dei POS rende opportuna un’analisi panel per sfruttare il potere informativo della variabilità geografica dei dati. L’iniziale differenza fra il Nord e il Sud nella disponibilità pro capite dei due tipi di apparecchiatura è aumentata nel periodo osservato.

I risultati mostrano che la diffusione degli ATM e dei POS sembra aver avuto un effetto positivo sul livello dei conti correnti. Questo effetto positivo è in linea con l’ipotesi secondo cui l’introduzione degli ATM e dei POS, agevolando il ricorso ai conti correnti da parte dei depositanti, ne riduce il costo di detenzione, aumentandone la domanda.

I risultati indicano che l’elasticità al reddito della domanda di conti correnti si riduce significativamente quando in una specificazione di tipo tradizionale vengono introdotte variabili rappresentative dell’innovazione nella tecnologia transattiva, quali il numero degli ATM e dei POS.

L’effetto totale delle innovazioni considerate sugli aggregati monetari più ampi, quale M3, potrebbe essere più contenuto di quello registrato sui conti correnti, a causa di effetti di segno opposto su altre componenti (le innovazioni del sistema dei pagamenti, per esempio, potrebbero ridurre la domanda di circolante). L'evidenza empirica presentata nel lavoro suggerisce che, in mancanza di specifiche misure in grado di tenere conto dell'innovazione nella tecnologia transattiva, le stime tradizionali della domanda di moneta, in genere basate su serie storiche aggregate, potrebbero risultare distorte.

Pubblicato nel 2002 in: IFC Bulletin, 12, pp. 45-59