N. 19 - Un modello di previsione per la qualità del credito in Italia

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di Emilia Bonaccorsi di Patti e Giuseppe Cascarino febbraio 2020

Prevedere l'andamento della qualità del credito in risposta a differenti condizioni macroeconomiche è di fondamentale importanza per valutare la resilienza del sistema bancario, in particolar modo in paesi dove l'attività tradizionale di concessione del credito rappresenta per le banche l'attività prevalente. Gli esercizi di stress test, un utile strumento nel valutare la stabilità degli intermediari finanziari, spesso richiedono inoltre la produzione, per diverse misure della qualità del credito, di previsioni condizionate ad uno scenario macroeconomico predeterminato.

Il lavoro presenta un modello empirico che mette in relazione i tassi di deterioramento dei prestiti bancari a famiglie e imprese non finanziarie con variabili macroeconomiche e finanziarie, e illustra i risultati per l'Italia. Viene adottato un approccio bayesiano per selezionare le specificazioni econometriche e ottenere delle medie bayesiane di modelli. I nostri principali risultati mostrano che equazioni lineari con un numero ridotto di variabili riescono a predire adeguatamente l'andamento del tasso di deterioramento e che l'incertezza di modello è limitata. I modelli selezionati e le medie bayesiane di modelli possono essere utilizzate per previsioni di breve termine, analisi di scenario e stress test.

I principali predittori per il tasso di deterioramento dei prestiti alle imprese non finanziarie risultano essere il costo del credito, i tassi di crescita del credito e del PIL, il livello della leva finanziaria, e le variazioni nel tasso di disoccupazione. In particolare, la rapida crescita dei default delle imprese fra il 2008 e il 2009 appare coerente con la severità della recessione, la contrazione del credito, e l'elevata leva finanziaria delle imprese italiane osservate al principio della crisi finanziaria globale; l'ulteriore aumento nel tasso di deterioramento dopo il 2011 è stato accompagnato dalla crescita nel costo del credito e dalla contrazione dei prestiti. Il tasso di deterioramento dei prestiti alle famiglie per gran parte del periodo esaminato è previsto in modo piuttosto accurato dall'andamento dei tassi di crescita del PIL e del credito; dopo il 2013, i bassi tassi di interesse e la crescita delle rinegoziazioni dei mutui sembrano avere contribuito a tenere il tasso su livelli particolarmente bassi nel confronto storico.

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