N. 13 - I tassi di recupero delle sofferenze nel 2017

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di A. L. Fischetto, I. Guida, A. Rendina, G. Santini, M. Scotto di Carlo dicembre 2018

Questa nota aggiorna al 2017 le stime sui tassi di recupero delle sofferenze già pubblicate per gli anni dal 2006 al 2016. I dati, insieme ad alcune disaggregazioni di dettaglio commentate ma non riportate nel testo, vengono resi disponibili in formato elettronico. Inoltre, la nota illustra per la prima volta i risultati dell'indagine sulle cessioni di crediti deteriorati condotta dal 2016 dalla Banca d'Italia, con evidenze in linea con quanto desumibile dalla Centrale dei rischi.

Dall'analisi emergono i seguenti principali risultati.

  • Nel 2017 l'ammontare delle sofferenze chiuse ha raggiunto il massimo dal 2006 (43 miliardi, contro i 17 del 2016), principalmente per effetto dell'aumento delle cessioni sul mercato. Tale valore è risultato per la prima volta superiore a quello dei nuovi ingressi in sofferenza, anche grazie alla progressiva riduzione di questi ultimi.
  • Sono cresciuti sia i tassi di recupero delle posizioni in sofferenza cedute (dal 23% al 26%) sia quelli delle sofferenze chiuse mediante procedure ordinarie (dal 43% al 44%). Tuttavia il significativo incremento della quota di cessioni sul mercato (76% del totale, contro 45% nel 2016) ha determinato un tasso di recupero medio pari al 30%, contro il 34% nel 2016. Qualora l'incidenza delle posizioni cedute sul mercato fosse rimasta analoga a quella del 2016, il tasso medio di recupero sarebbe stato del 36%.
  • Il tasso medio di recupero sulle sofferenze assistite da garanzie reali è stato pari al 39%. Questo è risultato in diminuzione sulle posizioni oggetto di cessione (dal 37% al 33%), mentre è cresciuto su quelle chiuse mediante procedure ordinarie (dal 54% al 55%).
  • Per le posizioni non assistite da garanzie reali il tasso medio di recupero è risultato pari al 21%. Esso è aumentato dal 15% al 18% sulle sofferenze cedute a terzi ed è lievemente diminuito su quelle oggetto di procedure di recupero ordinarie (dal 32% al 31%).
  • Prosegue il graduale incremento della velocità di smaltimento delle sofferenze. Il rapporto tra l'ammontare delle posizioni chiuse in ciascun anno e lo stock esistente all'inizio del periodo, che aveva toccato il minimo nel 2013 (6%), è stato pari al 23% nel 2017 (9% nel 2016). L'importo delle posizioni chiuse attraverso procedure ordinarie ha superato 10 miliardi.
  • Il prezzo delle sofferenze cedute nel 2017, ricavato sulla base della rilevazione annuale condotta dal 2016 su un campione molto ampio di operazioni, è stato pari al 17% dell'esposizione lorda di bilancio al momento della cessione (15% nel 2016). Il prezzo è stato mediamente pari al 26% per le sofferenze assistite da garanzie reali e al 10% per le altre. Si ricorda che parte della differenza tra tassi di recupero e prezzi di cessione deriva dal fatto che i primi (più elevati) tengono anche conto dei flussi (recuperi "parziali") incassati dalle banche nel periodo precedente la chiusura della posizione.

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