N. 25 - L'economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano

Economie regionali

Aggiornamento congiunturale

Novembre 2026
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Il quadro macroeconomico

Nel primo semestre del 2026 l'attività economica nelle due province autonome ha continuato a espandersi in misura contenuta. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d'Italia, il prodotto in termini reali sarebbe cresciuto dello 0,7 per cento in Trentino e dell'1,0 in Alto Adige rispetto al primo semestre dello scorso anno (0,9 in Italia). Alla crescita hanno contribuito sia i consumi, che hanno beneficiato dell'aumento delle presenze turistiche e del lieve incremento del reddito delle famiglie, sia gli investimenti pubblici. Sul quadro congiunturale hanno tuttavia continuato a gravare la flessione delle esportazioni e la debole dinamica dell'accumulazione di capitale privato.

Le imprese

Nel primo semestre del 2026, l'attività del settore industriale ha mostrato lievi segnali di miglioramento. La dinamica dei fatturati delle imprese manifatturiere è tornata positiva in provincia di Trento e si è confermata favorevole in quella di Bolzano. Il comparto ha tuttavia risentito della debolezza della domanda estera: alla sostanziale stagnazione delle vendite verso la Germania si sono associate la contrazione delle esportazioni trentine verso gli altri principali partner europei e la flessione di quelle altoatesine dirette ai mercati extra UE, in particolare agli Stati Uniti.

L'attività nelle costruzioni è cresciuta in Trentino e si è indebolita in Alto Adige. Il comparto ha continuato a beneficiare della domanda pubblica, sostenuta dall'avanzamento delle opere previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sul territorio delle due province e degli interventi infrastrutturali connessi alle Olimpiadi invernali del 2026.

L'andamento del terziario è stato favorevole, particolarmente nei trasporti, nel commercio all'ingrosso, nei servizi alle imprese in Trentino e nell'alloggio e ristorazione e negli impianti di risalita in Alto Adige. Nel comparto turistico le presenze sono ulteriormente aumentate: in provincia di Trento vi hanno contribuito in misura analoga i turisti italiani e quelli stranieri, mentre in quella di Bolzano l'incremento è stato trainato dalla componente estera.

In un contesto caratterizzato da perdurante incertezza, l'accumulazione di capitale è rimasta contenuta in entrambe le province. Le imprese industriali e dei servizi hanno sostanzialmente confermato i piani annuali formulati a fine 2025, che già prefiguravano una riduzione degli investimenti. La redditività si è mantenuta su livelli soddisfacenti per la grande maggioranza delle imprese e la liquidità detenuta dalle aziende è cresciuta rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel primo semestre dell'anno si è inoltre arrestata la contrazione della domanda di credito da parte delle imprese, favorendo la dinamica dei finanziamenti. In Trentino si è attenuato il calo del credito bancario al settore produttivo: alla flessione nella manifattura e nelle costruzioni, si è contrapposta la crescita dei prestiti ai servizi. In Alto Adige è proseguita l'espansione del credito alle imprese: la crescita, che ha interessato tutti i principali comparti di attività economica, è stata più intensa nei servizi, soprattutto quelli connessi al turismo.

Il costo del credito è lievemente aumentato sia per i finanziamenti destinati alla liquidità sia per quelli finalizzati agli investimenti.

Il mercato del lavoro e le famiglie

Nel primo semestre del 2026, il numero di occupati si è ridotto in Trentino, dopo tre anni di crescita ininterrotta, risentendo della marcata flessione dei lavoratori indipendenti, ed è rimasto sostanzialmente stabile in Alto Adige. Le persone in cerca di lavoro sono aumentate in provincia di Trento e diminuite in quella di Bolzano. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è calato in entrambe le province, mantenendosi su livelli contenuti nel confronto nazionale.

Il reddito disponibile delle famiglie trentine e altoatesine ha continuato a crescere in termini reali, sebbene frenato dal rialzo dell'inflazione; i consumi hanno registrato un moderato incremento, anche in ragione dell'aumento delle presenze turistiche.

Nel primo semestre del 2026 si è rafforzata la crescita dei prestiti alle famiglie: all'aumento hanno contribuito il credito al consumo, soprattutto in Trentino, e in misura più intensa i mutui per l'acquisto di abitazioni. Rispetto alla fine dell'anno scorso, il costo medio dei nuovi mutui è lievemente aumentato in provincia di Trento e rimasto pressoché invariato in quella di Bolzano. Il risparmio finanziario delle famiglie è ulteriormente aumentato sia nei depositi sia nei titoli detenuti a custodia presso le banche, in particolare quote di fondi comuni e altri organismi di investimento collettivo del risparmio e titoli di Stato.

Il mercato del credito

In Trentino il calo dei prestiti bancari al settore privato non finanziario si è arrestato: è proseguita la flessione di quelli erogati dagli intermediari locali, mentre i finanziamenti delle banche extra-regionali hanno registrato un moderato incremento. In Alto Adige il credito ha continuato a espandersi, sostenuto sia dalle banche locali, sia, in misura maggiore, dalle banche con sede al di fuori della regione.

La qualità del credito si è mantenuta elevata: il tasso di deterioramento è rimasto stabile in provincia di Trento ed è diminuito in quella di Bolzano; l'incidenza dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti ha continuato a ridursi in entrambe le province.

I depositi del settore privato non finanziario sono ulteriormente aumentati sia per le famiglie consumatrici sia, con maggiore intensità, per le imprese. L'espansione ha interessato i depositi a vista, a fronte di una riduzione di quelli a risparmio.

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