Lo stato della concorrenza in Italia - 2026

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La concorrenza rappresenta una condizione essenziale per il buon funzionamento dei mercati e, più in generale, per la crescita dell'economia. Mercati aperti e contendibili favoriscono infatti un'allocazione più efficiente delle risorse, stimolano le imprese a contenere i costi, migliorare la qualità dei beni e dei servizi offerti e investire in innovazione. La pressione competitiva incentiva inoltre la diffusione delle tecnologie e delle pratiche produttive più efficienti e facilita l'ingresso di nuove imprese, con effetti positivi sulla produttività, sui prezzi e, in ultima analisi, sul benessere dei consumatori.

L'evoluzione delle dinamiche concorrenziali assume pertanto un ruolo centrale nell'ambito del sistema produttivo di un paese, nella misura in cui la concorrenza costituisce uno strumento per il perseguimento di interessi pubblici fondamentali, quali il miglioramento del benessere dei cittadini, il progresso tecnologico, l'occupazione e la crescita economica.

L'analisi di tali dinamiche, svolta con la collaborazione scientifica della Banca d'Italia, si inserisce nell'ambito delle competenze istituzionali dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, contribuendo ad ampliare il patrimonio informativo a supporto dell'esercizio delle sue funzioni istituzionali, orientate a promuovere il buon funzionamento dei mercati.

Obiettivo del presente Rapporto è quello di fornire una descrizione complessiva dello stato della concorrenza nell'economia italiana, ricostruendo i cambiamenti avvenuti nel periodo compreso tra il 2010 e il 2023.

Il Rapporto intende contribuire al dibattito economico sull'evoluzione della concorrenza nelle economie più avanzate, inserendosi nel solco di numerosi studi empirici che hanno riscontrato un indebolimento delle dinamiche competitive, in particolare negli Stati Uniti.

Poiché la concorrenza costituisce un fenomeno complesso e non direttamente osservabile, il Rapporto utilizza una molteplicità di indicatori che analizzano il fenomeno da diverse prospettive, fornendo informazioni tra loro complementari. Tale approccio, in linea con la più recente letteratura accademica e di policy, consente di ricostruire un quadro d'insieme delle molteplici dimensioni delle dinamiche concorrenziali in Italia, sulla base delle evidenze empiriche riferite a diversi livelli di disaggregazione settoriale.

Il Rapporto si compone di tre capitoli. Il primo capitolo analizza i margini di prezzo rispetto ai costi (markup). Si tratta di uno dei principali indicatori di potere di mercato, nella misura in cui esprime la capacità delle imprese di fissare prezzi superiori ai costi marginali, a differenza di quanto si osserva, in linea di principio, in un mercato pienamente concorrenziale, in cui tali grandezze tendono a coincidere.

Il secondo capitolo prende in esame gli indicatori relativi alla struttura di mercato, che misurano il grado di concentrazione del fatturato tra le imprese attive nell'ambito di ciascun settore, fornendo indicazioni sul relativo assetto competitivo.

Infine, il terzo capitolo è incentrato sugli indicatori di dinamismo imprenditoriale che, nel rappresentare la facilità con cui le imprese entrano ed escono dal mercato e la stabilità delle posizioni di leadership, forniscono indicazioni sulla capacità del sistema economico di favorire il ricambio competitivo.

Considerati congiuntamente, questi indicatori consentono di cogliere diverse dimensioni della concorrenza e di interpretarne l'evoluzione.

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