N. 5 - Teoria economica e legislazione bancaria: Il caso dell’Italia (1861-1938)

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di Alfredo Gigliobianco e Claire Giordano novembre 2010

Il saggio offre una valutazione qualitativa del ruolo che la teoria economica ebbe nell'orientare la legislazione bancaria italiana dall'unificazione politica del Paese (1861) fino all'introduzione della legge bancaria del 1936. Cinque regimi regolatori sono presi in considerazione. Mentre argomentazioni a favore della disciplina di mercato e dell'autoregolamentazione caratterizzarono il primo sottoperiodo (1861-1892), il dibattito sulla convertibilità e sui limiti all'emissione di banconote fu intenso nel secondo (1893-1906). Il terzo sottoperiodo (1893-1906) fu segnato da due crisi bancarie: la prima (1907) diede ragione agli economisti che avevano evidenziato la necessità di un prestatore di ultima istanza à la Bagehot; la seconda (1921-23) confermò - invano - i pericoli insiti nei legami banca-industria. Il sottoperiodo successivo (1926-1930) fu inaugurato dalla prima regolamentazione delle banche commerciali (1926) e rispose al predominante appello degli economisti a limitare la concorrenza bancaria. La legislazione del 1936, che diede avvio al quinto regime durato circa cinquant'anni, maturò in un quasi totale vacuum di dibattito economico professionale. Sono stati individuati due fattori-chiave che, lungo tutto il periodo, influenzarono la coerenza fra la legislazione e il coevo pensiero economico: a) la gravità della crisi che innesca l'intervento regolatorio; e b) il tempo intercorrente fra la crisi stessa e il varo della regolazione.

Pubblicato nel 2012 in Accounting, Economics, and Law, 2, no. 1, art. 5, pp. 1-75

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