N. 92 - L'architettura della finanza transfrontaliera: cinquant'anni di evoluzione dalla segmentazione nazionale

Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento

alla globalizzazione frammentata

di Cristina Di Luigi e Antonio Perrella
Settembre 2026
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I pagamenti e le transazioni finanziarie transfrontaliere sono essenziali per il commercio globale, gli investimenti e le rimesse personali. Tali flussi si basano su una rete di infrastrutture dei mercati finanziari (Financial Market Infrastructures, FMIs) - tra cui sistemi di pagamento, sedi di negoziazione, controparti centrali, depositari centrali di titoli e sistemi di regolamento titoli - che, nonostante la loro importanza, hanno ricevuto un'attenzione limitata nella letteratura di storia e geografia finanziaria. Insieme alle banche corrispondenti e di custodia, queste entità costituiscono collettivamente quella che in questo lavoro viene definita l'"architettura della finanza transfrontaliera" (Architecture of Cross-border Finance, ACF). Lo studio analizza l'evoluzione dell'ACF dal collasso del sistema di Bretton Woods nel 1971 fino a oggi, concentrandosi sugli Stati Uniti e sull'Europa. Adottando un approccio storico e qualitativo, individua quattro fasi plasmate dalla tecnologia, dalle politiche pubbliche e dalla regolamentazione, dall'integrazione politica ed economica e dalla geopolitica. L'analisi mostra come l'ACF sia evoluta da un insieme di sistemi nazionali frammentati a una rete globale integrata e come tale assetto si confronti oggi con nuove spinte alla frammentazione, alimentate da considerazioni strategiche e geopolitiche, e sostiene che tali sviluppi possano segnalare una transizione da un'architettura asimmetrica incentrata sull'Occidente verso una configurazione più multipolare, riflettendo più ampi mutamenti negli equilibri di potere globali.

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