L'economia del Lazio - Aggiornamento congiunturale, novembre 2026
Viene pubblicato oggi l'aggiornamento congiunturale del Lazio.
Il quadro macroeconomico
Nella prima metà del 2026 è proseguita la fase espansiva dell'economia regionale, pur in un contesto internazionale caratterizzato da elevate tensioni geopolitiche e dall'aumento dei prezzi dei beni energetici. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER), nel semestre il prodotto sarebbe aumentato dell'1,0 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, poco più che nel Centro e in Italia. La crescita tendenziale si è rafforzata nei mesi primaverili. I livelli di attività in regione sono stati sostenuti dai consumi e dagli investimenti in opere pubbliche; le esportazioni sono diminuite, dopo la forte crescita dell'anno precedente dovuta anche ai timori di nuove misure tariffarie.
I settori e le imprese
L'attività ha continuato a espandersi nei principali settori. Nell'industria è proseguita la crescita del fatturato, nonostante la flessione delle vendite all'estero di mezzi di trasporto e di prodotti farmaceutici. Nelle costruzioni i livelli produttivi sono stati sostenuti dalla prosecuzione delle opere pubbliche, soprattutto quelle legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Anche nei servizi l'attività ha continuato ad espandersi; dopo l'impulso fornito dal Giubileo, i flussi turistici dall'estero sono diminuiti, riportandosi sui livelli degli anni precedenti.
La situazione economica e finanziaria del settore produttivo è rimasta solida. La gran parte delle imprese si attende di chiudere l'anno in utile; per oltre la metà di esse i rincari energetici hanno tuttavia eroso i margini di profitto. Le disponibilità liquide rappresentano ancora un'ampia riserva per il finanziamento dell'attività.
Il mercato del lavoro e le famiglie
Nel primo semestre l'occupazione è ancora aumentata, in linea con la media nazionale; la crescita ha riguardato il lavoro dipendente, a fronte di un calo della componente autonoma. Le forze di lavoro sono diminuite e il tasso di attività si è lievemente ridotto; il minor numero di persone in cerca di impiego ha portato il tasso di disoccupazione su livelli storicamente contenuti.
In questo contesto il reddito disponibile delle famiglie è aumentato, ma in termini reali l'incremento è stato frenato dal rialzo dell'inflazione nel secondo trimestre, dovuto ai rincari dei carburanti e dei costi abitativi. I consumi in regione sono cresciuti in termini reali, poco al di sopra della media nazionale.
Credito e risparmio
I finanziamenti al settore privato non finanziario hanno continuato ad aumentare, sospinti prevalentemente da una maggiore domanda da parte di imprese e famiglie. L'espansione dei prestiti al settore produttivo è stata trainata dalle aziende più grandi; anche i finanziamenti alle famiglie sono cresciuti, sia nella componente dei mutui per l'acquisto di abitazioni sia in quella del credito al consumo. Il costo dei finanziamenti è lievemente aumentato soltanto per quelli destinati agli investimenti. I risparmi di imprese e famiglie, detenuti sotto forma di depositi bancari e titoli in custodia presso le banche, sono nuovamente saliti.
Tendenze recenti e previsioni
Le indicazioni delle imprese per la parte finale del 2026 e l'inizio del 2027 delineano un quadro meno dinamico, con una quota crescente di imprese che stima un fatturato invariato. Le previsioni sugli investimenti appaiono ancora più caute. La situazione congiunturale rimane fortemente condizionata dal rialzo dell'inflazione e dal recente orientamento più restrittivo della politica monetaria.
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